Il MAcA – Environmental Museum di Torino presenta la mostra fotografica”Impronte”
Fotografie di James Balog - 24 aprile - 29 luglio 2026
Il MAcA – Environmental Museum di Torino presenta Impronte, una mostra dedicata al lavoro di James Balog, tra i più autorevoli fotografi ambientali contemporanei. Curata da Silvana Dalmazzone e Monica Poggi, l’esposizione presenta una selezione articolata di immagini, installazioni multimediali e opere filmiche che restituiscono la complessità del rapporto tra attività umana e sistemi naturali.
Dopo gli studi in geografia e geomorfologia, Balog sviluppa un forte interesse per la fotografia, fino a spostare definitivamente la propria carriera verso il fotogiornalismo naturalistico. Nel corso del tempo, tuttavia, la sua ricerca si orienta verso una riflessione più ampia, incentrata sulle trasformazioni ambientali e sulle tensioni generate dall’interazione tra comunità umane e ambiente. Questo linguaggio diventa così per Balog uno strumento di indagine, capace di connettere osservazione scientifica e attivismo.
Uno dei progetti più significativi sviluppati in questo ambito è l’Extreme Ice Survey, avviato nel 2007 e considerato il più ampio studio fotografico sui ghiacciai mai realizzato da terra. L’indagine, realizzata attraverso una rete di fotocamere installate in aree remote, documenta nel tempo l’evoluzione dei più importanti ghiacciai del mondo, rendendo visibili dinamiche altrimenti impercettibili. Da questo lavoro prende avvio il percorso espositivo, che si apre con immagini di grande formato e sequenze in time-lapse dedicate alla criosfera, intesa come l’insieme delle masse di ghiaccio e neve presenti sul pianeta.
La mostra prosegue con Survivors, serie in cui Balog si discosta dai codici della fotografia naturalistica tradizionale. Animali e piante a rischio di estinzione vengono isolati dal loro contesto e ritratti su sfondi neutri, secondo modalità proprie della ritrattistica in studio. Questa scelta formale produce uno slittamento percettivo: i soggetti naturali assumono anche una dimensione individuale, diventando presenze riconoscibili e non più soltanto elementi di un ecosistema.
Negli spazi esterni del museo è presentata, invece, una selezione tratta da The Human Element, progetto che costituisce una sintesi della ricerca di Balog. Al centro vi è l’idea dell’umanità come “quinto elemento”, in relazione dinamica con terra, acqua, aria e fuoco. L’essere umano non è qui concepito come osservatore esterno, ma come parte integrante dei processi naturali e, al tempo stesso, come agente capace di modificarli in profondità.
Il percorso si conclude nel Padiglione Verde, che ospita la proiezione di tre documentari dedicati al lavoro di Balog: Chasing Ice (2012), The Human Element (2019) e Chasing Time (2024). I film approfondiscono sia gli aspetti metodologici della sua ricerca sia le implicazioni ambientali dei fenomeni osservati. Le proiezioni sono realizzate in collaborazione con il Festival CinemAmbiente.
Impronte propone un percorso che mette in relazione pratiche artistiche e strumenti scientifici, evidenziando il ruolo della fotografia come dispositivo capace di rendere osservabili i processi di trasformazione ambientale – oggi, nell’Antropocene, senza precedenti per scala, intensità e impatto – e di contribuire a una lettura più consapevole del presente.
James Balog – Biografia
James Balog (1952, Danville, Pennsylvania) è un fotografo e ricercatore statunitense tra i principali interpreti visivi della crisi ecologica contemporanea. Formatosi in geografia e geomorfologia presso l’Università del Colorado, avvia la propria carriera collaborando con testate internazionali come National Geographic, The New Yorker, Life e The New York Times Magazine, sviluppando un linguaggio che unisce fotografia documentaria e ricerca scientifica.
Nel 2007 avvia l’Extreme Ice Survey, uno dei più estesi studi fotografici sui ghiacciai mai realizzati da terra, basato su sistemi time-lapse per documentare la fusione dei ghiacci. Nel 2012 fonda l’Earth Vision Institute (EVI), con sede a Boulder, Colorado. L’istituto nasce con l’obiettivo di integrare arte e scienza nella comunicazione del cambiamento ambientale, attraverso una collaborazione strutturata tra fotografi, scienziati, ingegneri ed esperti di comunicazione. Il lavoro dell’EVI si concentra sulla produzione di evidenze visive in grado di tradurre dati complessi in forme leggibili, contribuendo a una maggiore consapevolezza pubblica.
Il lavoro di Balog ha trovato ampia diffusione anche attraverso il cinema documentario. Il film Chasing Ice (2012), incentrato sull’Extreme Ice Survey, ha ricevuto un Emmy Award e ha contribuito a portare all’attenzione internazionale le evidenze visive del cambiamento climatico. Successivamente, Balog è stato protagonista di The Human Element (2018) e Chasing Time (2024), opere che approfondiscono rispettivamente il ruolo dell’essere umano nell’ecosistema globale e una riflessione più ampia sul tempo, sulla mortalità e sui processi di trasformazione ecologica.
Nel corso della sua carriera, Balog ha pubblicato numerosi libri fotografici e ha esposto in oltre cento musei e gallerie a livello internazionale. Le sue immagini hanno ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui il Leica Medal of Excellence, premi del World Press Photo e il Heinz Award. Nel 2024 è stato inoltre nominato Honorary Fellow della Royal Photographic Society.
Orari dal 25 aprile al 29 luglio 2026:
– Lunedì – venerdì: 11.00 – 19.00
– Sabato e domenica: 14.00 – 19.00
MAcA – Environmental Museum – C.so Umbria 90 – 10144 Torino



