Torino Eventi

Torna “Altissime. Torino incontra le sue montagne”, seconda edizione

Dal 30 Ottobre al 1° Novembre torna Altissime – Torino incontra le sue montagne, il progetto ideato da Fondazione Contrada Torino e realizzato con il sostegno della Camera di commercio di Torino, che si sviluppa come appuntamento autunnale per avvicinare la città alle terre alte e aprire un confronto sulle loro trasformazioni, sulle economie, sulle comunità e sulle nuove forme dell’abitare.

Una seconda edizione che conferma la vocazione di Altissime a essere molto più di una manifestazione dedicata ai prodotti di montagna. La montagna arriva in città attraverso i suoi prodotti, ma soprattutto attraverso le persone, le storie, i saperi e le esperienze che quei prodotti raccontano. È questo il filo conduttore dei tre giorni: portare nel cuore di Torino una rappresentazione concreta e contemporanea delle terre alte, mettendo in relazione chi le abita, chi vi lavora, chi le studia e chi le frequenta.

Un modo per fare luce sulle tematiche più attuali, sulle analisi e sulle soluzioni atte a favorire una convivenza attiva tra natura e città, ma anche per evidenziare imprenditori piccoli e grandi che, con il loro lavoro garantiscono un presidio fondamentale contro l’abbandono delle terre alte e le conseguenze ambientali ed occupazionali che ne deriverebbero.

Un tema particolarmente significativo per una città, definibile a pieno titolo “Capitale delle Alpi”, che ha nelle montagne un riferimento geografico, storico, culturale ed economico e che può diventare sempre più un punto di connessione tra i territori alpini e il mondo urbano.

L’iniziativa, che gode del patrocinio di Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Città di Torino e ARPA Piemonte, coinvolge istituzioni, operatori economici, associazioni e realtà territoriali in un dialogo che punta a superare i confini provinciali e regionali, mettendo a confronto esperienze e prospettive sulle possibilità di protezione, valorizzazione e interazione reciproca tra città e territori montani.

Ad accogliere la tre giorni sarà piazza Vittorio Veneto, dove sarà allestita un’area espositiva con 40 operatori ed un centro incontri in cui Aziende agricole, artigiani, realtà commerciali e dei servizi porteranno in città le proprie produzioni e, con esse, il racconto di economie costruite sulla conoscenza dei territori, sui ritmi delle stagioni e su un rapporto diretto con l’ambiente.

Il cibo sarà dunque uno dei linguaggi attraverso cui conoscere la montagna, ma non l’unico. Nell’area di piazza Vittorio sarà allestito un Centro incontri con tre appuntamenti al giorno, dedicati alla vita in montagna, alla cultura delle terre alte, alle loro trasformazioni e alle prospettive future. Ogni giornata proporrà inoltre tre momenti di degustazione, pensati come occasioni per conoscere, attraverso i prodotti, le storie e le identità dei territori da cui provengono.

Guardare alla montagna significa così andare oltre l’enogastronomia e incontrare un modo diverso di produrre, abitare e costruire relazioni con il territorio.

Questa prospettiva troverà un momento di approfondimento scientifico-culturale nella tavola rotonda “La metro-montagna e come riabitare la montagna”, in programma venerdì 30 ottobre nella sala conferenze della Fondazione Accorsi-Ometto. Al centro della riflessione sarà il rapporto tra città e territori montani alla luce delle trasformazioni sociali, ambientali ed economiche in corso.

Il concetto di metro-montagna, elaborato dal geografo Giuseppe De Matteis, descrive infatti un campo di relazioni nel quale città e montagna non sono realtà separate, ma parti di uno stesso sistema, capaci di collaborare attraverso scambi funzionali: dalle risorse ambientali e dal turismo montano ai servizi, alle infrastrutture e alle opportunità offerte dalla città.

Una prospettiva che acquista particolare attualità anche alla luce del cambiamento climatico e delle trasformazioni nei modelli di vita. La montagna non viene più considerata soltanto come destinazione turistica stagionale, ma anche come possibile luogo di residenza stabile. Giovani coppie, famiglie e nuovi abitanti scelgono infatti alcune comunità montane, attratti da ritmi di vita differenti, da una maggiore relazione con l’ambiente e dalla possibilità di recuperare attività e mestieri tradizionali, dalla pastorizia all’artigianato.

Riabitare la montagna significa allora interrogarsi sulle condizioni che possono favorire la permanenza e il ritorno delle persone, sulle economie capaci di sostenerli e sul ruolo della città, con i suoi servizi e le sue infrastrutture, all’interno di questo sistema di relazioni.

I dettagli del programma, con il calendario dei singoli appuntamenti e delle attività in programma, saranno comunicati a breve attraverso i canali ufficiali di Fondazione Contrada Torino, sul sito web (fondazionecontrada.org) e sui profili social.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio