Proposta di ampliamento del Parco Nazionale del Gran Paradiso
In V Commissione l’audizione dell’Ente Parco e dei Comuni interessati. Al centro biodiversità, attività agropastorali e prospettive per le comunità locali.

La proposta di ampliamento del Parco nazionale del Gran Paradiso è stata al centro dell’audizione svoltasi nella V Commissione del Consiglio regionale del Piemonte, presieduta da Sergio Bartoli (Lista Civica Cirio Presidente PML).
All’incontro hanno partecipato il presidente del Parco Mauro Durbano, la direttrice facente funzioni Sonia Calderola, i sindaci di Groscavallo Giuseppe Giacomelli, di Ingria Igor De Santis e di Ribordone Guido Bellardo Gioli, insieme alla vicesindaca di Groscavallo Maria Cristina Cerutti Dafarra.
Il confronto ha permesso di approfondire le richieste di ingresso di Groscavallo, Ingria, Pont Canavese e Sparone, insieme alla proposta di estensione dell’area protetta nel Comune di Ribordone, già parte del Parco.
«Il dato più significativo è che questa richiesta nasce dai territori e dalla volontà delle amministrazioni locali – dichiara Bartoli –. È un segnale di fiducia nel Parco e nella possibilità di costruire un futuro in cui la tutela del patrimonio naturale si accompagni alla valorizzazione delle comunità, delle produzioni locali e del turismo sostenibile».
Nel corso dell’audizione, l’Ente Parco ha illustrato il valore naturalistico delle aree proposte, richiamando la valutazione favorevole di ISPRA sotto il profilo ecologico. Tra gli elementi evidenziati figurano la tutela di habitat forestali oggi meno rappresentati nel Parco, la presenza di specie di interesse conservazionistico e il rafforzamento della continuità ecologica sul versante transfrontaliero.
Particolare attenzione è stata dedicata alla futura zonizzazione e alla salvaguardia delle attività agropastorali. L’Ente ha riferito delle verifiche in corso anche con ARPEA, finalizzate a evitare incompatibilità tra la classificazione delle aree, il pascolamento e l’accesso ai contributi agricoli.
«Chi vive e lavora in montagna deve essere parte integrante di questo percorso – prosegue Bartoli –. La protezione dell’ambiente si rafforza attraverso il coinvolgimento di agricoltori, allevatori, operatori economici e amministratori. Occorrono regole chiare, attenzione alle attività esistenti e un confronto aperto sulle eventuali criticità».
L’iter di ampliamento resta in corso e prevede ulteriori passaggi tecnici e istituzionali. Durante la seduta Bartoli ha chiesto di poter acquisire la relazione ISPRA e la relativa cartografia, per consentire alla Commissione di approfondire la proposta sulla base della documentazione scientifica disponibile. È stata inoltre manifestata la disponibilità a ulteriori momenti di ascolto con le amministrazioni e le associazioni di categoria.
«Ringrazio il presidente Mauro Durbano, la direttrice Sonia Calderola, i sindaci e la vicesindaca intervenuti, insieme a tutti i colleghi, per il contributo al confronto – conclude Bartoli –. Accompagnare questo percorso significa ascoltare le aspettative dei territori, approfondire gli aspetti ancora da definire e lavorare perché la tutela della biodiversità produca opportunità concrete e durature per la nostra montagna».




