Torna AstiTeatro, lo storico festival di teatro nazionale e internazionale
Quarantottesima edizione
Il Festival fa parte del progetto P.A.T.R.I.C. – Polo Astigiano Teatro Ricerca Contemporaneo, la rete culturale che riunisce il Comune di Asti, l’Associazione CRAFT ETS/Spazio Kor e il Teatro degli Acerbi con l’obiettivo di costruire un sistema integrato di teatro contemporaneo e di ricerca sul territorio astigiano. La rete coordina la programmazione artistica, la comunicazione e le risorse operative dei tre soggetti, garantendo una presenza continuativa di eventi durante tutto l’arco dell’anno.
Dichiara il Sindaco Maurizio Rasero: “AstiTeatro arriva alla 48esima edizione, animando piazze e spazi culturali della nostra bella città con proposte artistiche trasversali e coinvolgenti. Il festival ci accompagna verso un’estate più che mai ricca di eventi, da AstiLirica ad AstiMusica, fino ad arrivare al 6 settembre con il sempre attesissimo Palio. Asti consolida così le sue tradizioni ed alimenta la sua vocazione turistica, dimostrandosi aperta ed accogliente”.
Aggiunge l’Assessore alla Cultura Paride Candelaresi: “Il Festival veleggia verso il suo cinquantesimo compleanno, e in vista di questo importante traguardo è stato pensato un programma che abbraccia il teatro a 360 gradi, con nuovi linguaggi, anche internazionali, che portano linfa continua e alimentano il motore dell’immaginazione, senza dimenticare momenti di socialità come quelli del nuovo Dopofestival. In equilibrio tra cambiamento e solide radici, AstiTeatro tende oggi più che mai la mano verso le nuove generazioni, sia sulla scena che nel pubblico, per continuare a scrivere la storia di questo bellissimo viaggio, insieme.”
Il Festival, rinomato per la sua capacità di riunire le proposte più diverse ed eterogenee, vede la direzione artistica di Mario Nosengo ed Eugenio Fea, che spiegano: “Nel corso della sua storia. AstiTeatro ha sempre dimostrato un forte interesse per la nuova drammaturgia, declinata in forme e generi diversi, in un’ottica di multidisciplinarità. Il cartellone ospiterà artisti affermati, compagnie emergenti e realtà internazionali, con spettacoli rivolti a tutte le età. Il titolo di questa edizione è “Una città da vivere”, e il cartellone nel suo insieme proporrà una riflessione sul rapporto tra cittadini e spazi urbani. AstiTeatro rinnova così la sua missione di portare il teatro oltre gli spazi canonici, trasformando la città in un festival diffuso e partecipato”.
Conclude il direttore del Teatro Alfieri Angelo Demarchis: “Per AstiTeatro la città si fa teatro, offrendo i suoi scorci più suggestivi per renderli palcoscenico, con alcuni nuovi spazi e soluzioni che confidiamo possano incuriosire, a cominciare dallo spettacolo inaugurale per le vie del centro di mercoledì 10 giugno. Non mancherà poi l’attesa “passeggiata teatrale” tra i cortili del Premio Scintille, giunto alla sedicesima edizione, che chiuderà il programma del Festival. AstiTeatro continua ad allargare lo sguardo, anche oltre i confini, dialogando con linguaggi teatrali contemporanei e in continua evoluzione, nella sfida del rinnovamento senza perdere di vista la sua tradizione, ormai quasi cinquantennale“.
Si ringraziano per la cortese collaborazione Fondazione Asti Musei, Fondazione Biblioteca Astense Giorgio Faletti, Fondazione Centro di Studi Alfieriani e Fondazione Cesare Pavese.
Torna anche Scintille, il concorso rivolto a compagnie teatrali professionali under 35 finalizzato alla produzione di uno spettacolo da promuovere sul territorio nazionale. Il concorso, giunto alla sedicesima edizione, è promosso e realizzato dal Festival AstiTeatro in collaborazione con Tieffe Teatro Milano. Si svolgerà il 19 e 20 giugno ad Asti, nei cortili dei palazzi storici, all’interno di AstiTeatro 48, e il 20 e 21 giugno a Milano al Teatro Menotti.
L’immagine di AstiTeatro 48 è realizzata da Elisabetta Serra, che spiega: “Il visual di quest’anno attraversa un immaginario sospeso tra sogno e visione, evocando il desiderio di una città da abitare davvero, una città fatta di persone, incontri, culture e possibilità condivise. I volti si susseguono come paesaggi interiori, sovrapposizioni di idee e prospettive che si intrecciano fino a diventare Comunità. Ogni volto custodisce simboli e visioni: il sogno e la libertà; la continua ricerca di equilibrio, personale e collettivo; musica che si trasforma in strade e città possibili. Al centro, un libro si apre e lascia uscire segni e poesia, ma può anche essere letto al contrario, come uno spazio che accoglie e conserva memorie, pensieri e futuro”.



