Assistenza agli anziani, il Piemonte sperimenta un nuovo modello
Il presidente Alberto Cirio: "Un dovere assisterli, con concretezza e la collaborazione di tutti studiamo un modello nuovo. Ora un bando da 10 milioni di euro per le famiglie in attesa di convenzione". Il vice presidente Marrone: “Con Protezione Sociale e Scelta Sociale un mix di misure innovative a fianco di quelle tradizionali”

Una popolazione sempre più anziana e l’esigenza di garantire adeguati livelli di welfare. Il Piemonte studia un nuovo modello di assistenza e si propone per diventare Regione pilota a livello nazionale.
E’ quanto emerso da ‘Vivere a lungo, vivere meglio’, l’evento promosso da Regione Piemonte e La Stampa, alla Nuvola Lavazza di Torino, per fare il punto della situazione sull’assistenza agli anziani e sulla popolazione che invecchia.
“Il modello attuale non funziona più – ha sottolineato nel suo intervento conclusivo il presidente Alberto Cirio – In questi anni abbiamo incrementato le risorse e i posti in convenzione ma i soldi, da soli, non bastano perché la platea delle persone da assistere continua ad aumentare e le strutture sono in difficoltà”. Da qui la necessità di studiare nuove soluzioni in grado di guardare al futuro.
“Le persone non autosufficienti che ne hanno le caratteristiche devono avere le possibilità di accedere alle strutture e noi continuiamo a lavorare per ampliare la platea – ha spiegato il presidente della Regione – ma abbiamo l’esigenza di investire affinché gli anziani, che possono farlo, restino il più possibile a casa loro. Pensiamo a delle ‘Rsa dei servizi’, strutture capillari sul territorio che, insieme a progetti innovativi come la telemedicina, possono contribuire, in sinergia alle Case della Salute, nell’assistenza domiciliare degli anziani”.
Il presidente Cirio ha illustrato alcune cifre: in Piemonte le risorse per la non autosufficienza sono passate da 273 milioni del 2018 a 335 milioni del 2025, le risorse complessive al sistema delle fragilità dai 576 milioni del 2023 ai 670 milioni del 2026. Le persone assistite in convenzione sono aumentate del 31,14% in 6 anni, passando da 28.255 del 2018 alle 35.054 del 2025.
Il vice presidente della Regione e assessore alle Politiche Sociali Maurizio Marrone, intervenuto all’inizio dei lavori, ha ricordato l’importanza di Protezione Sociale, la misura innovativa e sperimentale avviata dal Piemonte con i fondi europei che ha stanziato 18 milioni di euro e ha consentito di avviare 23.000 piani di personalizzato di cura, e Scelta Sociale, oltre 110 milioni e 9.400 beneficiari di voucher che le famiglie possono spendere per l’assistenza alle persone fragili a casa o in struttura in attesa della convenzione sanitaria.
A questo si aggiunge ora un nuovo intervento. “Abbiamo individuato ulteriori 10 milioni di euro e a breve partirà un bando per assegnare il voucher ad altre 1500 persone in attesa del posto in convenzione” hanno annunciato Cirio e Marrone.
Il ministro del lavoro e delle politiche sociali, Marina Elvira Calderone, intervenuta in collegamento video da Roma, ha elogiato le politiche della Regione Piemonte sul tema dell’assistenza agli anziani: “Sono misure che funzionano e che vanno nella direzione corretta. Oggi il nostro compito è fare in modo che le persone anziane vivano bene la loro età, possibilmente in un contesto famigliare. Le Rsa devono esistere e sono necessarie dove c’è un bisogno di assistenza che non può essere soddisfatto a casa. Però deve essere una condizione di ultima istanza”.
Al convegno, arricchito dalla testimonianza di numerosi caregiver da tutta Italia, sono intervenuti i rappresentanti dei gestori delle strutture residenziali, dei sindacati, del mondo della solidarietà, dei medici, la sondaggista di Euromedia Research Alessandra Ghisleri, monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Fondazione Età Grande Ets, Mariella Enoc, coordinatrice Silver Economy Confindustria Piemonte, Mario Nava, direttore generale DG EMPL della Commissione Europea, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, il vicepresidente Anci Roberto Pella e il direttore de La Stampa Antonio Di Rosa.


