Salute e Benessere

Il sogno di tornare a camminare si realizza grazie alla sanità piemontese

La storia di Besjana: «L’incontro con il direttore dell’Ortopedia Daghino è stato un miracolo. Con coraggio, con la professionalità del dottor Daghino e con la spinta e il sostegno di mio marito a casa, sono riuscita a togliere le stampelle e tornare a camminare».

Con queste parole Besjana racconta una storia a lieto fine fatta di determinazione, professionalità e fiducia tra paziente e medico, in particolare con Walter Daghino, direttore del Reparto di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale di Biella e, dal 1° gennaio 2026, anche presidente della Società Italiana del Piede e della Caviglia (SICP).

Si è trattato di un percorso lungo e ad alto rischio chirurgico che, grazie a competenza clinica, pianificazione avanzata e a un rapporto di fiducia costruito nel tempo tra medico e paziente, ha portato Besjana, che oggi ha 27 anni, a recuperare la capacità di camminare autonomamente.

Besjana è nata con gravi deformità congenite ai piedi e all’anca e fin dall’infanzia ha affrontato numerosi interventi chirurgici nel suo Paese di origine, l’Albania, senza risultati. Con il passare degli anni, oltre al dolore fisico, è cresciuta la paura di non poter più camminare e la perdita di fiducia nella possibilità di trovare una soluzione.

A 17 anni arriva in Italia, dove viene effettuato un primo intervento ortopedico all’anca. All’età di 20 anni il dolore ai piedi però è sempre più forte e così decide di rivolgersi al CTO di Torino dove incontra il dottor Daghino, ai tempi parte dell’equipe torinese.

È un incontro che si rivela decisivo: di fronte a un caso complesso, insieme, viene presa la decisione di affrontare un intervento tecnicamente molto delicato e ad alto rischio al piede sinistro, ma programmato con chiarezza e successivamente affrontato con competenza e una fiducia reciproca, nata spontaneamente e rinforzatasi nel tempo. Così a Torino nel 2018, dopo un lungo e difficile percorso chirurgico e riabilitativo, Besjana torna a camminare.

Quando, a distanza di anni, per un sopravvenuto peggioramento al lato non operato, emerge la necessità di intervenire anche sul piede destro, Besjana sceglie senza esitazioni di affidarsi ancora al dottor Daghino, che nel frattempo si è trasferito all’Ospedale degli Infermi di Biella.

«Le deformità dei piedi e delle caviglie della ragazza – spiega il direttore Daghino – erano frutto di una malformazione presente alla nascita ed ormai strutturatesi nel corso degli anni evoluta in una gravissima contrattura in rotazione, equinismo e deviazione di tutti i segmenti scheletrici, con displasie articolari ed ipovalidità muscolo-tendinee. Tale situazione appariva particolarmente intollerabile in una persona così giovane, risultando fortemente limitativa per tutte le possibili attività sociali e lavorative. Così siamo giunti all’intervento effettuato a Biella attraverso la creazione di elementi in resina polimerica a grandezza naturale riproducenti le deformità in essere, grazie a stampanti 3D che hanno generato la modellazione, riproducendo esattamente e con precisione la situazione reale, sulla base dei dati desunti dagli esami TC eseguiti dalla paziente».

A portare ad un risultato soddisfacente, oltre alla professionalità messa in campo e al rapporto di fiducia tra medico e paziente, è la tecnologia impiegata: «L’intervento – aggiunge Walter Daghino –è stato ottimizzato anche con l’impiego per i tagli delle ossa di uno speciale strumento chirurgico, che con un effetto piezoelettrico ha reso possibile creare le sezioni sul tessuto scheletrico in maniera estremamente precisa e, al tempo stesso, completamente scevra dagli effetti collaterali necrotizzanti. Si tratta di una tecnologia innovativa e potentissima che avevo imparato a conoscere e apprezzare al CTO di Torino e che è stato possibile utilizzare anche qui a Biella, grazie allo sforzo organizzativo di tutti i servizi correlati all’approvvigionamento dei dispositivi medicali».

Anche il secondo intervento eseguito a Biella, si conclude quindi con successo: Grazie all’assenza di sopravvenute complicazioni e alla guarigione successiva di tutte le porzioni operate – conclude il dottor Daghino –, la paziente, al completamento del percorso riabilitativo, è tornata dopo qualche mese a camminare autonomamente, riprendendo le normali attività quotidiane della vita, con soddisfazione enorme per lei, ma anche per tutta l’equipe chirurgica che ha partecipato al trattamento!».

L’emozione è grande anche per Besjana che, tornata a Biella per il controllo annuale, conferma la buona riuscita dell’operazione: «L’anno scorso siamo riusciti a completare l’intervento al piede destro all’Ospedale di Biella. Era molto complesso, ma è andato a buon fine. Con coraggio, con la professionalità del dottor Daghino e con la spinta e il sostegno di mio marito a casa, sono riuscita a togliere le stampelle. Per me l’incontro con il dottor Daghino è stato e sarà per sempre un miracolo».

La storia di Besjana si intreccia simbolicamente con quella del Reparto di Ortopedia e Traumatologia dell’ASL di Biella, che negli ultimi anni ha vissuto una vera e propria rinascita, come spiega il Direttore Generale ASL BI, Mario Sanò: «Dall’arrivo del dottor Daghino, a cui va il più sentito ringraziamento per l’ottimo lavoro che sta svolgendo a Biella, tutta l’equipe medica e infermieristica del reparto di Ortopedia in questi anni ha portato avanti con grande determinazione e competenza un percorso di rilancio, fondato su qualità clinica, organizzazione e lavoro di squadra. I risultati sono stati certificati ad inizio dicembre scorso in riferimento all’anno 2024 nell’ambito del Programma Nazionale Esiti (PNE) di AGENAS. Anche l’attività ambulatoriale risulta in netta crescita; in particolare le visite di controllo risultano quasi raddoppiate rispetto al 2019, oltre a un incremento della mobilità attiva che registra un aumento di pazienti provenienti da fuori provincia e da fuori Regione».

A sostenere l’attività sono state le assunzioni di giovani professionisti, che hanno determinato un importante ricambio generazionale, scegliendo di venire a Biella a lavorare con il dottor Daghino, affiancato in questi anni da Felix Alberto Rossato Zanin, diventato suo vice e Responsabile della Traumatologia. Oggi si contano 12 ortopedici, con la previsione di un’ulteriore implementazione nei prossimi mesi, che garantiranno il consolidamento e lo sviluppo di nuove progettualità.

«Il valore del Servizio Sanitario Regionale è legato anche alla capacità di saper fare la differenza di fronte ai bisogni di salute più complessi, come è avvenuto nella vita di questa giovane paziente – ha commentato l’Assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi – Storie come questa non sempre arrivano alla ribalta, ma accadono quotidianamente nelle aziende sanitarie e negli ospedali del Piemonte, grazie ai professionisti che lavorano con determinazione e grande capacità, e spingendo il limite dell’orizzonte ogni giorno un po’ più in là e portando così risultati eccellenti, in grado di distinguersi nel panorama nazionale ed internazionale».

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