Cultura e Società

Nasce la Rete Antonelliana: il Piemonte fa sistema e rilancia il genio di Antonelli

20 partner, oltre 30 appuntamenti, podcast e un progetto che unisce cultura, territori e comunità

Marina Chiarelli, assessore alla Cultura: «Con questo progetto la Regione Piemonte compie una scelta chiara: trasformare la cultura in una leva strategica di sviluppo, mettendo in rete luoghi simbolo della nostra identità e rafforzando la capacità del territorio di attrarre nuovi flussi culturali e turistici. La Rete Antonelliana nasce per mettere in relazione luoghi, istituzioni e comunità che custodiscono l’eredità di Alessandro Antonelli».

Simona Ricci, direttrice di Abbonamento Musei: «Vogliamo costruire una narrazione condivisa e favorire nuove forme di partecipazione culturale, a partire dal pubblico degli abbonati in Piemonte e Lombardia, rendendo questo patrimonio sempre più accessibile e riconoscibile».

Si è svolta oggi, lunedì 30 marzo al Piano 41 del Grattacielo Piemonte la conferenza stampa di presentazione del progetto “Rete Antonelliana. Cultura che unisce”.

La Regione Piemonte fa sistema e investe sulla propria identità culturale: nasce “Rete Antonelliana. Cultura che unisce”, il progetto promosso da Regione Piemonte e realizzato da Abbonamento Musei, in partnership con Fondazione TRG e Fondazione Piemonte dal Vivo, che mette in rete le architetture di Alessandro Antonelli trasformandole in un unico grande itinerario culturale.

Coinvolti 20 partner, oltre 30 appuntamenti tra visite guidate, aperture straordinarie, esperienze sul territorio, podcast, una mostra, un programma fedeltà e un ciclo di incontri divulgativi. Un progetto articolato che punta a valorizzare in chiave contemporanea uno dei più grandi protagonisti dell’architettura italiana, rafforzando l’attrattività culturale e turistica del territorio.

Architetto e ingegnere visionario nato a Ghemme nel 1798, Alessandro Antonelli ha lasciato un segno indelebile nel paesaggio urbano e culturale del Piemonte. La sua opera più celebre, la Mole Antonelliana – oggi simbolo di Torino e sede del Museo Nazionale del Cinema – rappresenta una delle architetture più riconoscibili d’Italia e un esempio straordinario di audacia progettuale.

Accanto alla Mole, il patrimonio antonelliano si estende su tutto il territorio piemontese, in particolare nel Novarese, cuore della sua attività progettuale. Tra i luoghi coinvolti nella prima annualità del progetto figurano la Cupola di San Gaudenzio a Novara, Villa Caccia a Romagnano Sesia (oggi sede del MEV – Museo Storico Etnografico della Bassa Valsesia), il Santuario di Boca, lo scurolo della Beata Panacea a Ghemme e lo scurolo di Sant’Agapito a Maggiora. Siti che negli ultimi anni sono stati restituiti alla fruizione pubblica e che oggi rappresentano presìdi culturali e turistici di grande valore.

La Rete Antonelliana nasce con l’obiettivo di mettere a sistema questo patrimonio, rafforzando il dialogo tra istituzioni culturali, enti locali e comunità e costruendo una narrazione condivisa capace di rendere accessibile e riconoscibile l’eredità di Antonelli anche a livello nazionale e internazionale.

Il progetto si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso la figura dell’architetto, già al centro negli ultimi anni di numerose iniziative di studio e valorizzazione: dalle attività di ricerca della Fondazione Communia, fino all’apertura al pubblico della Cupola di San Gaudenzio, passando per le iniziative dell’ATL di Novara – Terre dell’Alto Piemonte e il lavoro di ricerca del Museo Nazionale del Cinema, che nella Mole Antonelliana trova la sua sede simbolica.

Un racconto diffuso che attraversa città, paesaggi e comunità, utilizzando linguaggi diversi – dal teatro al podcast, dalla visita esperienziale alla comunicazione digitale – per avvicinare nuovi pubblici a una figura ancora poco conosciuta ma centrale per l’identità piemontese.

«Il patrimonio antonelliano rappresenta una delle espressioni più alte dell’ingegno e della creatività piemontese – dichiara l’Assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Marina Chiarelli – «Con questo progetto la Regione Piemonte compie una scelta chiara: trasformare la cultura in una leva strategica di sviluppo, mettendo in rete luoghi simbolo della nostra identità e rafforzando la capacità del territorio di attrarre nuovi flussi culturali e turistici. Questa è la prima stagione di un percorso destinato a crescere, coinvolgere nuovi partner e ampliare il numero di siti e di iniziative, anche attraverso la digitalizzazione del patrimonio architettonico».

«La Rete Antonelliana nasce per mettere in relazione luoghi, istituzioni e comunità che custodiscono l’eredità di Alessandro Antonelli» – dichiara Simona Ricci, direttrice di Abbonamento Musei – «Vogliamo costruire una narrazione condivisa e favorire nuove forme di partecipazione culturale, a partire dal pubblico degli abbonati in Piemonte e Lombardia, rendendo questo patrimonio sempre più accessibile e riconoscibile. Questo primo anno rappresenta un laboratorio di sperimentazione per sviluppare modalità innovative di fruizione e coinvolgimento dei pubblici».

Con la Rete Antonelliana, la Regione Piemonte avvia un modello integrato di valorizzazione del patrimonio culturale, capace di fare rete tra territori e istituzioni e di costruire una visione strutturata e duratura. Un progetto che non è solo promozione, ma una vera politica culturale, fondata su identità, innovazione e sviluppo.

Le azioni

Il primo anno di progetto prevede le seguenti attività e contenuti, alcuni delle quali già disponibili, mentre altri costituiranno il programma dei prossimi mesi:

  • 5 nuovi episodi del podcast della serie Fila a nanna, le fiabe della buonanotte, realizzate con autori e autrici della Fondazione TRG dedicati alla Mole Antonelliana a Torino, a Villa Caccia a Romagnano Sesia, alla Cupola della Basilica di San Gaudenzio a Novara, al Santuario di Boca e un episodio introduttivo su Ghemme e Maggiora.

Questo podcast è pensato per le famiglie e bambini e bambine dai 4 ai 10 anni, un modo originale per raccontare storie a partire dal grande patrimonio storico, artistico e museale presente sul territorio. Tutti gli episodi saranno disponibili gratuitamente sulle principali piattaforme audio e inseriti nei profili Spreaker di Abbonamento Musei e Fondazione TRG. Il primo episodio è disponibile sulle piattaforme da oggi, gli altri saranno pubblicati con cadenza settimanale.

  • Un ricco calendario di visite guidate, gite in bus riservato con partenza da Torino e aperture straordinarie nel mese di giugno, arricchite da degustazioni eno-gastronomiche.
  • 5 visite teatralizzate con attori e attrici della Fondazione TRG sulle tracce dei podcast da loro realizzati, presso la Cupola di San Gaudenzio, il Santuario di Boca, Villa Caccia, il centro storico di Ghemme e la Mole Antonelliana.
  • Un incontro di presentazione del progetto durante il Salone del Libro di Torino, presso l’Arena Piemonte, il 15 maggio ore 16.30 con l’Assessore alla Cultura di Regione Piemonte Marina Chiarelli, la Direttrice di Abbonamento Musei Simona Ricci, il Direttore del Circolo dei Lettori e scrittore Giuseppe Culicchia.
  • Un ciclo di tre appuntamenti in collaborazione con il Circolo dei Lettori a Novara, nel mese di giugno, a cura dello scrittore Marco Scardigli per scoprire Alessandro Antonelli, l’architetto e l’uomo.
  • La mostra ospitata sulla cancellata della Mole Antonelliana – Museo Nazionale del Cinema, via Gaudenzio Ferrari – Torino (da giugno).
  • Il programma fedeltà pensato per i possessori di Abbonamento Musei e fruibile attraverso l’app di AM, focalizzato sulle architetture musealizzate e sugli architetti intervenuti nel corso dei secoli in alcuni dei più significativi musei del Piemonte – con il supporto scientifico della Fondazione per l’Architettura. Tra queste le architetture realizzate dall’Antonelli. Con ogni ingresso in uno dei siti coinvolti si accumulano punti che daranno diritto a premi scelti da un catalogo.

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