Torino capitale del libro: il Salone diventa piattaforma culturale mondiale
L'Assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Marina Chiarelli: "Il Salone Internazionale del Libro di Torino non è uno spazio accessorio, ma un presidio culturale primario: un'architettura di pensiero in cui la parola, il libro e l'immaginazione diventano forze attive di trasformazione collettiva".

«Il Salone Internazionale del Libro di Torino è oggi uno dei luoghi in cui l’Europa e il mondo sono chiamati a interrogare se stessi. Non è uno spazio accessorio, ma un presidio culturale primario: un’architettura di pensiero in cui la parola, il libro e l’immaginazione diventano forze attive di trasformazione collettiva.
“Il mondo salvato dai ragazzini”, tema scelto per questa XXXVIII edizione, non è un tema evocativo, ma una presa di posizione. Affidare il futuro alle nuove generazioni significa riconoscere che il cambiamento nasce da uno sguardo libero, non addomesticato. È una responsabilità adulta ascoltare quella voce, e una scelta politica darle spazio. La letteratura ci ricorda da sempre che sono i giovani a vedere l’essenziale prima che venga nascosto dall’abitudine: è da lì che può ripartire l’idea stessa di futuro. La nostra missione è ascoltare i giovani, che non è un atto simbolico: è la condizione necessaria per costruire il futuro.
Un libro apre possibilità, un racconto genera visioni, la cultura costruisce coscienza, la cultura ci salva quando scegliamo di non fermarci alla superficie delle cose, quando andiamo oltre l’apparenza, oltre i confini, oltre ciò che è già stato pensato. L’immaginazione non è evasione: è un atto politico, è la premessa di ogni futuro possibile. La forza della giovinezza è una risorsa strategica del nostro tempo. Ai giovani dobbiamo continuare a parlare, ma soprattutto dobbiamo continuare ad aprire spazi: spazi di parola, di ascolto, di linguaggi nuovi, di mondi ancora da esplorare. È in questi spazi che una società misura la propria capacità di futuro.
Il Salone del Libro è il risultato di un grande lavoro di sistema, costruito insieme al Comune di Torino, all’Associazione Torino La Città del Libro, al Circolo dei Lettori e alla Fondazione per la Cultura. In questo quadro la Regione Piemonte assume un ruolo centrale, con gli spazi rinnovati e fortemente identitari – dall’Arena Piemonte allo Spazio Biblioteche, dallo Spazio Argento allo Spazio Editori, dall’area Nati per Leggere allo Spazio Arancio – luoghi che accolgono storie, libri e visioni provenienti da tutto il mondo. Confermata la presenza all’interno dell’Arena Piemonte dei principali progetti legati alla promozione del sistema della lettura locale curati e sostenuti dalla Regione Piemonte, a partire dal programma del ciclo Lingua Madre, dedicato al dialogo interculturale. Nelle sale regionali troveranno spazio anche i principali progetti di promozione del libro e delle lettura sostenuti dalla Regione Piemonte tra cui il progetto Incipit Offresi, un format innovativo rivolto agli aspiranti scrittori che hanno interesse nel vedere pubblicata la loro opera letteraria.
Il Salone del Libro è parte integrante del sistema culturale del Piemonte e dell’Italia: un nodo internazionale che dialoga con le grandi capitali della cultura, un appuntamento che il mondo editoriale, intellettuale e creativo attende anno dopo anno. Non è più soltanto un evento: è una piattaforma culturale globale, un luogo in cui una nazione racconta se stessa e il proprio futuro. Qui la cultura non accompagna: guida. Qui il libro non è un oggetto, ma un linguaggio universale. Il Salone del Libro è la dimostrazione che una visione può diventare realtà, che un sogno collettivo può prendere forma, crescere, aprirsi al mondo. È il luogo in cui l’immaginazione diventa progetto e il futuro smette di essere un’idea lontana per diventare un orizzonte condiviso.
La scelta del Salone del Libro di Torino di avere la Grecia come Paese ospite non è soltanto un omaggio alla grande tradizione letteraria ellenica, ma il riconoscimento di un legame culturale originario che unisce Italia e Grecia alle radici stesse della civiltà europea. Prima di essere due Stati, siamo stati due matrici culturali intrecciate — dalla filosofia al teatro, dal pensiero politico al diritto — in un dialogo continuo tra mondo greco e mondo romano. Oggi quel dialogo continua e, in un tempo segnato dalla frammentazione, ci ricorda che l’Europa è prima di tutto una comunità di pensiero, nata attorno ai libri, alle parole e alle idee. In un tempo che semplifica il Salone ci ricorda il valore della complessità e la complessità come la cultura va abitata».


