Ottobre al femminile al Museo del Carcere Le Nuove di Torino
Ci sono momenti in cui la Storia sembra fermarsi. E ci sono donne che, anche quando tutto sembra perduto, continuano a immaginare un futuro diverso.

Sabato 24 e domenica 25 ottobre, il Museo del Carcere Le Nuove di Torino apre il blindo della sua macchina del tempo. Ci riporta nel 1944, dentro le celle in cui furono rinchiuse donne antifasciste, partigiane ed ebree. Donne strappate alla propria vita, separate dalle famiglie, private della libertà per le proprie idee, per le proprie scelte, per ciò che erano. Per molte, la prigionia fu soltanto la prima tappa di un viaggio verso la deportazione.
Provate a immaginare di essere lì. Una cella gelida, umida, sovraffollata. Fuori, una vita che forse non riabbraccerete più. Dentro, la paura, l’incertezza, la speranza ostinata di resistere.
Poi, il tempo corre avanti. È il 1946. Le donne italiane votano per la prima volta. Alcune di quelle che avevano conosciuto la prigionia, insieme a tante altre donne della Resistenza, hanno contribuito alla Liberazione e alla nascita della Repubblica. Le Madri Costituenti partecipano alla scrittura della Costituzione, dando forma ai principi di libertà, uguaglianza e democrazia.
Quel mondo nuovo, che nelle celle de Le Nuove poteva sembrare soltanto un sogno, comincia a diventare realtà.
Ottant’anni dopo, torniamo in quei luoghi per ascoltare le loro voci e ripercorrere le loro storie. Due appuntamenti, due esperienze diverse, un’unica domanda: quanto coraggio serve per immaginare un futuro che ancora non esiste?
Sabato 24 ottobre, ore 19.00
Una matita cambia il mondo.
Reading teatrale al Museo del Carcere Le Nuove.
Oggi sono donne libere a dare voce alle donne che, ottant’anni fa, conobbero la prigionia proprio fra queste mura.
Una matita cambia il mondo è un reading che riporta in vita testimonianze, esperienze e scelte di donne che hanno attraversato la repressione fascista e contribuito alla conquista della libertà.
La serata vedrà la partecipazione straordinaria di Vesna Šćepanović, Suad Omar, Elena Ruzza, Sofia Vaccarino Ruiz, Elena Aimone e Isabella Tiengo e l’ensemble corale VociInNote, insieme alle donne del Museo Le Nuove.
Dietro ogni libertà conquistata ci sono vite, volti, paure e decisioni difficili. Ci sono donne che hanno rischiato tutto senza sapere se avrebbero mai visto il risultato delle proprie battaglie. Donne che hanno resistito quando resistere significava perdere tutto, e che hanno continuato a credere in un domani diverso.
Le loro parole tornano a risuonare negli spazi in cui furono rinchiuse. Per ricordarci che la libertà non è mai una conquista scontata e che, prima di diventare un diritto, è spesso un sogno per cui qualcuno ha dovuto lottare.
Una matita può sembrare poca cosa. Eppure, a volte, è capace di cambiare il mondo.
L’ingresso è gratutio, la prenotazione è obbligatoria.
Domenica 25 ottobre, dalle 14.30 alle 19.00
Tracce di grafite.
Visita tematica alla sezione femminile – e in alcuni ambienti unici in Italia – del Museo del Carcere Le Nuove. In collaborazione con il FAI – Fondo Ambiente Italiano delegazione Giovani di Torino.
Ci sono storie che non si leggono soltanto sui libri. Per comprenderle bisogna attraversare i luoghi in cui sono accadute, percorrerne i corridoi, fermarsi davanti alle celle, provare a immaginare la vita di chi li ha abitati.
Con Tracce di grafite, in compagnia del FAI Giovani di Torino, entreremo nel braccio femminile dell’ex Carcere Le Nuove per ripercorrere idealmente i passi delle donne che, tra il 1943 e il 1945, varcavano quella soglia senza sapere che cosa le aspettasse.
Seguiremo il corridoio che conduceva le prigioniere alla sezione femminile. Entreremo nella cappella riservata alle donne e conosceremo la figura di suor Giuseppina De Muro, responsabile della sezione. Scopriremo l’asilo, raggiungeremo le celle e visiteremo i cubicoli, uno spazio di detenzione di particolare interesse storico, unico nel suo genere in Italia.
Ogni ambiente conserva una traccia. Ogni passaggio ci avvicina alla quotidianità di donne antifasciste ed ebree che conobbero la privazione della libertà, la persecuzione e, in molti casi, la deportazione.
Ma questo non sarà soltanto un viaggio nella storia del carcere. Sarà un tentativo di guardare il mondo attraverso gli occhi di chi, in un tempo in cui tutto sembrava perduto, continuava a credere che un altro mondo fosse possibile.
Perché quelle donne non appartengono soltanto al passato. Le loro scelte, il loro coraggio e la loro partecipazione alla Resistenza e alla costruzione della democrazia parlano ancora a noi.
L’ingresso è gratutio, la prenotazione è obbligatoria.
La visita si inserisce nel programma del Museo del Carcere Le Nuove di Torino dedicato agli ottant’anni dal riconoscimento del diritto di voto alle donne in Italia: una conquista che ha segnato una svolta nella storia civile e democratica del Paese.
Due giorni per ricordare. Due occasioni per ascoltare. Un’unica storia di libertà.
Il 24 e 25 ottobre ti aspettiamo al Museo del Carcere Le Nuove di Torino per incontrare le storie delle donne che hanno attraversato la prigionia, resistito al fascismo e contribuito a costruire l’Italia democratica.
Perché la memoria è viva se continuiamo a farla insieme.

