Cultura e Società

Al Teatro Baretti la “Piccola rassegna culturale torinese”

Quattro spettacoli di cui tre prime assolute

È il teatro Baretti, in via Baretti 4, ad accogliere la Piccola Rassegna Culturale Torinese, un cartellone di quattro appuntamenti teatrali (con ben tre prime assolute) in programma tra il 19 marzo e il 9 aprile. Emblematico, e provocatorio, il sottotitolo scelto: “In scena lo scomposto dramma della nuova società sabauda + cultura – paura“.

Organizzata dal Circolo Arci Sud, con il patrocinio della Circoscrizione 8, la rassegna, alla settima edizione, prova a offrire uno sguardo sul presente, partendo dalle drammaturgie, dalle voci, dai  corpi, dalle immagini e dalle storie di chi lo abita e se ne fa interprete attraverso la propria estetica.

Il cartellone di questa edizione, costruito dal direttore artistico Max Borella, attraversa registri diversi, poetiche e generazioni lontane tra loro. Si inizia con la prima dello spettacolo di Pino Potenza che mette in scena la sua storia e il suo vissuto. Altra prima nel segno della comicità leggera e surreale di Puso. Poi, nel giovedì santo, una riflessione laica sulla passione e sul dolore, partendo dalla tenacia di Cristo attraverso l’espressione corporea di Sara Lisanti. A chiudere un’altra prima: un inedito spettacolo sulla salute mentale nato dall’incontro di due artisti, Diego Lacaille e Jacopo Tealdi. Il risultato? Una piccola rassegna, come evoca il nome, che non dà risposte facili, ma apre domande, sposta punti di vista e posizioni e rende visibile ciò che resterebbe ai margini.

Il programma

«Questa rassegna è un gesto politico nel senso più ampio del termine: è un invito a incontrarsi e a non avere paura delle storie altrui: più cultura meno paura non è solo uno slogan ma è una direzione ed una responsabilità» spiega Max Borella, direttore artistico. Da quando la rassegna è nata, l’obiettivo è sempre stato quello di sostenere e valorizzare le energie artistiche della città, creando un appuntamento in cui i linguaggi potessero mescolarsi: teatro, musica, cinema, performance e video arte. «Fare cultura non è un gesto neutro ma è un atto di resistenza alla semplificazione, al cinismo dominante e all’isolamento sociale. È un modo per dare nome a ciò che ci spaventa per trasformarlo in racconto, in visione, in possibilità e sfida».

Tutti i titoli sono molto emblematici

Si inizia con “Memorie del burattinaio” con Pino Potenza. «Ho incontrato Pino quasi un anno fa nel suo teatro ai Docs Dora, mi ha parlato dello spettacolo che stava scrivendo, della sua vita e di come è arrivato al teatro. Ci siamo confrontati, l’ho ascoltato e ho voluto riprendere tutta la conversazione – spiega Max Borella – Mi sono sentito in mezzo a un lavoro in costruzione, a una drammaturgia che prendeva forma ed con questo spettacolo che ho voluto che cominciasse la rassegna del 2026».

Poi, giovedì 26 marzo sul palco sale Beppe Puso, un punto fermo di questa rassegna, all’interno della quale debutta quest’anno lo spettacolo. «Anche quest’anno un titolo originale frutto del suo modo poliedrico e surreale modo di interpretare il mondo e di presentarlo al pubblico – spiega Borella – Un piccolo spettacolo dell’assurdo nostrano, un affaccio leggero, ma non troppo, a un problema grande come la dignità».

Molto forte il terzo titolo. Nella sera del giovedì santo, e a pochi giorni dalla Pasqua, Sara Lisanti propone “Calvarium”. Artista visiva, body performer e trapezista  metterà in scena un’interpretazione della passione di Cristo laica e profondamente umana, partendo dal tradimento di Giuda, il processo, il supplizio, il Calvario fino al Golgota: «È un racconto attraverso il corpo del dolore derivato dalla tenacia delle proprie convinzioni e delle proprie idee. Una pasqua laica dove l’uomo viene prima della figura divina». Alla fine della perfomance, l’autrice sarà a disposizione del pubblico: previsto anche un dialogo sullo spettacolo.

Infine, Diego Lacaille e Jacopo Tealdi con uno spettacolo tragicomico e leggero sulla salute mentale, nel quale il teatro manuale e la stand up comedy si fondono in una messinscena originale. «Conosco entrambe gli autori da quasi 20 anni per motivi artistici e personali, inoltre Jacopo era già stato ospite della rassegna con un suo spettacolo nel 2020 – spiega Borella – Prima teatrale anche questa, uno spettacolo sulla salute mentale dove il protagonista Diego (Lacaille) dialoga ad alta voce con i suoi pensieri che si trasformano in personaggi attraverso le mani di Tealdi».

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