Cultura e Società

Doppia inaugurazione al Museo MIIT Torino

“Gregg Simpson. Modern Baroque” – Dal 30 ottobre al 15 novembre 2026

Il Museo MIIT di Torino presenta la personale dell’artista Gregg Simpson ‘Modern Baroque’ con inaugurazione venerdì 30 ottobre 2026 dalle ore 18.00.

La mostra prosegue il percorso itinerante ed espositivo di Gregg Simpson che in questi mesi ha toccato molte città in Italia e all’estero, presentando questa serie delle ultime opere della sua produzione.

Biografia

Artista e musicista canadese stimato dalla critica, Gregg Simpson ha esposto dipinti, disegni e opere su carta in Canada, Stati Uniti, Europa, Sud America e Asia. I suoi lavori, menzionati in numerose ricerche accademiche, oltre che in libri e riviste di storia dell’arte pubblicati in Canada, Europa e Australia, sono stati presentati in una serie di rassegne artistiche dedicate al surrealismo e all’astrattismo.

Il suo studio si trova a Bowen Island, nella Columbia Britannica, vicino a Vancouver. Simpson è presente in diverse collezioni museali, sia pubbliche che private, in Canada, Europa, Stati Uniti, Sud America e Asia. A Parigi, la sua produzione è stata esposta e pubblicata da due rinomati storici dell’arte, entrambi colleghi di André Breton, il principale teorico del Surrealismo. Il primo, José Pierre, ha menzionato l’artista ne “L’Univers Surréaliste” (Parigi, 1983) mentre Sarane Alexandrian ha citato Simpson nel celebre periodico d’arte “Supériore Inconnu” (Parigi, 1999).

L’artista, vincitore di numerosi premi e riconoscimenti, ha contribuito alla nascita di varie organizzazioni artistiche e musicali. Le opere di Simpson sono anche state protagoniste di produzioni televisive e cinematografiche.

Testo critico

“Modern Baroque” è il titolo emblematico scelto dall’artista canadese Gregg Simpson per definire questo specifico capitolo della sua produzione artistica, notoriamente caratterizzata da dipinti dinamici e colorati, declinati in una varietà di stili, tra cui astratto, floreale, paesaggistico e surrealista.

La sua ricerca si è evoluta enormemente nel corso del tempo, traendo ispirazione dapprima dalla cultura Pop degli anni ’60 e successivamente dalla tradizione Neo-Surrealista degli anni ‘70, nonché dalle opere di protagonisti indiscussi dell’arte del XX secolo quali Max Ernst, Matisse, Picasso, Mirò e Kandinsky. Tuttavia, ad esercitare una forte influenza sono anche le forme sinuose del paesaggio pluviale tipico di Bowen Island nella Columbia Britannica, in Canada, dove l’artista è cresciuto e vive tuttora, al pari delle suggestioni derivanti dai molti viaggi da egli intrapresi in Europa.

L’energia invocata dalle forze primordiali della natura è percepibile nel fantasioso intreccio di forme e colori, che pur nella loro complessità trovano la chiave per compenetrarsi in modo spesso bizzarro ma al contempo estremamente spontaneo, quasi magico, come a voler ricordare le misteriose, e per questo affascinanti, leggi naturali.

Ed ecco che l’aggettivo francese baroque, che dalla fine del Seicento acquisì il senso generico di «stravagante», si rivela più che azzeccato per definire le curiose dinamiche che regnano nelle opere di Simpson, a partire dalla scelta dei titoli, di cui Heraldic Arrangement, Symbolist Waltz e Chromatic Interior, sono solo alcuni esempi. Ciascuna coppia di parole sembra richiamarsi a vicenda, e sebbene simili abbinamenti siano tutto fuorché scontati, il modo in cui essi risuonano in relazione alle immagini suscita un senso di armonia creativa che ne esalta il ritmo compositivo.

Il ritmo, che di fatto è una componente fondamentale dei suoi dipinti, ne amplifica altresì la connotazione musicale. Il movimento stesso implica una certa dose di improvvisazione, un aspetto comune anche al Gregg Simpson musicista: non è un caso che, oltre ad essere un artista visivo di grande talento, egli sia anche un formidabile batterista jazz.

Quello evocato da Simpson è dunque un “Barocco Moderno” in piena regola, poiché figlio di uno sguardo unico e innovativo sul mondo dell’arte contemporanea, intimamente proteso verso un processo di astrazione che via via si fa sempre più complesso, come in Landscape Still Life. Viceversa, dipinti di più ampio formato come The Gathering e Symbolist Waltz sono memori della lezione tramandata dalla Scuola di Pont-Aven, che con l’arte barocca condivide l’interesse verso la religiosità e il misticismo.

Attraverso le opere di Gregg Simpson prende dunque vita un proficuo dialogo tra passato e presente, un confronto critico che vede coinvolti stili ed epoche diverse, il tutto alimentato da una forza creativa in grado di plasmare la cultura contemporanea secondo la sua personalissima visione. L’obiettivo dell’artista, ieri come oggi, rimane quello di “fissare su tela il processo di trasformazione del mondo fisico attraverso il proprio occhio interiore, dalla fase embrionale fino all’opera d’arte finita”.

“Oltre il prtevedibile” – 30 ottobre – 15 novembre 2026

Il Museo MIIT Torino, Italia Arte e Galleria Folco curano e organizzano la mostra “Oltre il prtevedibile”, riflettendo sul tema dell’edizione 2026 di ‘Artissima’ (Fancy: A Flexible, Acrobatic Body) e proponendolo agli artisti contemporanei indipendenti che sono chiamati ad interpretare, secondo il loro stile e il loro sentire, tale programma di autonomia e unicità espressiva e creativa spingendosi, appunto, ‘oltre il prevedibile’, oltre la consuetudine grazie ai loro linguaggi unici e originali.

Il Museo MIIT si pone quindi, come tutti gli anni, quale punto di osservazione esterno alla grande fiera internazionale, presentando i suoi migliori maestri italiani e internazionali in una esposizione dal sapore mondiale, con autori provenienti da tutta Europa e da alcuni tra i principali Paesi extraeuropei.

“Oltre il prtevedibile” è quindi un’esposizione internazionale dedicata all’eccellenza e alla creatività dell’arte contemporanea, ai sentimenti e alle condizioni umane di cui l’arte, in ogni sua espressione, si fa testimone, alla sensibilità e all’amore, alla violenza e all’emancipazione, alla speranza e alle utopie, al vero e al sogno, alla fantasia e alla realtà, alla mutevole condizione della società contemporanea, il tutto in chiave di ricerca e di sperimentazione… oltre il prevedibile appunto.

In mostra un’ampia selezione di maestri provenienti dall’Italia e dall’estero che presentano opere di scultura, pittura, fotografia, videoarte.

Sede espositiva: Museo MIIT, corso Cairoli 4 – Torino

Museo MIIT Museo Internazionale Italia Arte

Inaugurazione: Venerdì 30 ottobre 2026, ore 18.00

Info: 011.8129776 – 334.3135903 – www.museomiit.it

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