Riforma dell’artigianato, CNA Piemonte: «Un segnale importante. Ora regole moderne per far crescere le imprese»
Genovesio: «In Piemonte l’artigianato è parte integrante delle filiere produttive e del sistema delle PMI. La riforma deve riconoscere quanto sono cambiate le nostre imprese e accompagnarne crescita, innovazione e occupazione»

CNA Piemonte accoglie positivamente l’impegno assunto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per arrivare al completamento della riforma della Legge quadro sull’artigianato. L’annuncio è arrivato oggi, 1° ottobre, all’Auditorium Antonianum di Roma, nel corso dell’evento celebrativo per gli 80 anni della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, alla presenza del presidente nazionale CNA Dario Costantini.
Un anniversario che non rappresenta soltanto l’occasione per ripercorrere ottant’anni di storia della Confederazione e dell’artigianato italiano, ma anche per guardare alle trasformazioni che stanno interessando il sistema delle imprese e alle condizioni necessarie per accompagnarne lo sviluppo nei prossimi anni.
«L’impegno assunto dalla presidente Meloni in un appuntamento così importante per la nostra Confederazione è un segnale significativo – commenta Giovanni Genovesio, presidente di CNA Piemonte –. La CNA celebra ottant’anni di storia, ma credo che il modo migliore per farlo sia proprio guardare avanti. Ora occorre trasformare questo impegno in una riforma capace di leggere l’artigianato per quello che è diventato e, soprattutto, per quello che può ancora diventare».
Per CNA Piemonte, il tema assume un significato particolare in una regione nella quale artigianato, manifattura, servizi e piccola e media impresa sono profondamente intrecciati. Le imprese artigiane operano all’interno delle filiere produttive, utilizzano tecnologie avanzate, investono in macchinari e competenze, lavorano per grandi committenti, esportano e competono sui mercati internazionali.
«Il Piemonte conosce bene questa realtà – prosegue Genovesio –. Dall’automotive alla meccanica, dall’edilizia all’agroalimentare, dal tessile all’ICT, fino alle produzioni artistiche e ai mestieri tradizionali, abbiamo imprese nelle quali il sapere artigiano convive ogni giorno con tecnologia e innovazione. Non possiamo chiedere loro di crescere e contemporaneamente mantenere regole che rischiano di trasformare la crescita in un limite». In oltre quarant’anni sono cambiati i mercati, l’organizzazione del lavoro e le tecnologie. Digitalizzazione, automazione e Intelligenza Artificiale stanno entrando anche nelle micro e piccole imprese, modificando processi, professionalità e modalità di relazione con il mercato.
Essere artigiani oggi non significa necessariamente essere piccolissimi – sottolinea Genovesio –. Significa mantenere al centro competenza, qualità, responsabilità dell’imprenditore e cultura del fare. Un’impresa che assume, investe, innova o aumenta la propria capacità produttiva non diventa per questo meno artigiana».
La riforma rappresenta quindi, secondo CNA Piemonte, un’occasione per accompagnare la crescita delle PMI senza snaturarne l’identità e per affrontare contemporaneamente alcune delle questioni decisive per il sistema produttivo piemontese: reperimento di personale qualificato, ricambio generazionale, accesso al credito, innovazione, transizione energetica e competitività internazionale.
«Il punto non è difendere l’artigianato di ieri – conclude Genovesio –. Il punto è mettere nelle condizioni di crescere l’artigianato di domani. Il Piemonte ha imprese con competenze straordinarie e una cultura produttiva che rappresenta uno dei suoi principali patrimoni economici. Una nuova Legge quadro deve dare loro più possibilità di investire, assumere e competere, senza costringerle a scegliere tra crescere e continuare a essere artigiane. Se la riforma riuscirà a fare questo, avremo fatto un passo importante non soltanto per l’artigianato, ma per l’intero sistema delle PMI».




