Inaugurata la stagione espositiva del Museo Tazzetti

Sabato 4 luglio, al Museo Tazzetti di Usseglio, sono state inaugurate le mostre Ponti e Strade. Segni di cammino e Stele-Donato Savin, la prima curata dal Museo, la seconda da Aldo Audisio.
Momento atteso dell’inaugurazione, a cui era presente un pubblico numeroso, è stato il premio di pittura dedicato alla memoria di Elena Tazzetti, al quale hanno partecipato quattordici allievi del primo triennio del corso di Pittura dell’Accademia Albertina di Torino, con opere tutte meritevoli di un ottimo giudizio, coordinati da Gabriele Garbolino Rù.
La Commissione giudicatrice, presieduta dal professor Angelo Mistrangelo ha premiato l’opera 30 kg dell’allieva Kiana Ghaherami del corso della professoressa Viola Barovero; il dipinto che raffigura oggetti sparsi per terra accanto ad una valigia di scorcio, raffigura per l’autrice, di origine iraniana, il momento della partenza e l’inizio di qualcosa di nuovo, lo spazio quindi sospeso tra la voglia di andare e la paura dell’ignoto, tra il lasciare gli affetti più cari e la sorpresa della novità.
Raffigurazione di un momento significativo nella vita di Kiana che ha dovuto ridurre il suo mondo di origine nel limite di peso, 30 kg appunto, consentito nel trasporto aereo. A lei quindi il premio per la qualità pittorica ed il significato profondo dell’opera, con l’augurio di trovare in Italia e in Europa le opportunità di un futuro ricco di soddisfazioni.
La Commissione ha poi voluto segnalare altre due opere meritevoli di menzione: Giudice degli errori di Daniele Riccardo e Nascita di Miranda dalle spoglie del tempo di Fioraso Giulia, entrambi allievi del professor Giuseppe Leonardi.
La premiazione è stata accompagnata da un breve ed intenso concerto con brani di Gipsy jazz suonato da Dmitry Kupstov (presente al Premio con la sua opera Limen) e Tobia Davico, concerto molto apprezzato dal pubblico, così come la mostra Stele con le sette sculture più alte collocate nello spazio verde antistante il museo e le altre nove all’interno dell’antica Chiesa parrocchiale.
Le pietre accuratamente scelte nel territorio valdostano, dove l’autore Donato Savin vive, sono mantenute con la loro superficie naturale coperta «da licheni che tessono broccati e arabeschi» come ha scritto Umberto Druschovic nella toccante poesia dedicata all’amico Savin e letta durante l’inaugurazione; le sculture montate su robuste strutture di ferro, abbinate e lavorate giusto il minimo per abbozzare il volto delle figure mitiche, raffigurano dèi rivolti al cielo nell’atto di creare un ponte con la terra.
Altrettanto apprezzamento è stato espresso dal pubblico presente all’inaugurazione della mostra Cavalieri delle Nevi, avvenuta domenica mattina 5 luglio a Lemie, nella sede espositiva dell’ex Confraternita. Lì sono esposte nove sculture di Donato Savin che raffigurano dei cavalieri medievali muniti di lance, ricavati da diversi tipi di roccia, e allestiti in fila su un lungo tavolo, secondo la curatela di Aldo Audisio.
Le tre mostre sono visitabili nei mesi di luglio e agosto secondo gli orari indicati sul sito museotazzetti.it




