Forum Energia: Dove va il Piemonte?

Si è tenuto mercoledì 29 aprile 2026 Forum Energia organizzato da Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, un momento di riflessione pubblico sul tema drammaticamente attuale delle forniture energetiche che ha coinvolto amministratori pubblici, aziende, università e società civile.
“Nel contesto geopolitico attuale, segnato da instabilità, crisi climatica e dipendenza dalle importazioni energetiche fossili, è inevitabile ripensare rapidamente il sistema energetico – dichiara Alice De Marco, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – del nostro Paese. Anche il Piemonte deve fare la sua parte. Una regione in cui oltre metà dei consumi è ancora legata al gas, soprattutto negli edifici, e questo espone famiglie e imprese a costi alti e instabilità. Il Piemonte ha tutte le condizioni per accelerare sulle rinnovabili, ma continua a restare frenato da ritardi normativi e autorizzativi non più accettabili. Il DDL regionale sulle aree idonee è l’ulteriore atto di questa amministrazione regionale che pone freni alla concreta transizione energetica. Gas “ponte”, gas “meno inquinante”, piccoli reattori nucleari sono soluzioni che proteggono modelli industriali del passato e non cittadini e cittadine e nemmeno le imprese che consumano energia pagando bollette salatissime. Il Piemonte non deve inseguire la transizione ma può guidarla con scelte chiare, nette e coerenti: stop ai nuovi investimenti fossili, un piano straordinario per l’efficienza degli edifici, vere semplificazioni per rinnovabili, investimenti in formazione, lavoro e filiere locali della transizione, e una piena coerenza tra politiche energetiche, climatiche e sanitarie.”
Il primo Panel del Forum Energia, “Rinnovabili e pace: una lettura geopolitica”, ha affrontato il tema della necessaria indipendenza energetica come risposta al proliferare di conflitti e al fluttuare dei prezzi delle fonti fossili che rischiano di mettere in ginocchio le economie dei Paesi dipendenti da esse. Giuseppe Gamba, Coordinatore Gruppi di Lavoro Enti locali di Kyoto Club, e Eleonora Evi, membro della Commissione Ambiente della Camera, hanno sottolineato la necessità di accelerare verso la produzione da FER come strumento per raggiungere quanto prima l’indipendenza energetica.
Niccolò Minetti, di Albasolar, ha sottolineato come anche per le aziende sia importante un percorso di decarbonizzazione e di produzione da fonti rinnovabili, per mettere le stesse al riparo dalla fluttuazione dei prezzi dettata da eventi non direttamente controllabili.
Il secondo panel della mattinata, “Rinnovabili come strumento democratico e di inclusione sociale”, ha visto Dimitri Buzio, presidente di Legacoop Piemonte, presentare il progetto dell’Associazione a supporto dello sviluppo di nuove Comunità Energetiche Rinnovabili, strumento imprescindibile per la democratizzazione e la diffusione della produzione energetica, oltre che di lotta alla povertà energetica nella loro accezione di CERS (Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali). La creazione di nuovi posti di lavoro green legati a nuovi impianti FER è stata affrontata da Lucrezia Macigno, ricercatrice del Centro Studi Tagliacarne: le imprese italiane ricercavano quasi 1,9 milioni di professionisti dell’economia “verde” pari a oltre il 34% delle entrate programmate nel 2024. Nelle previsioni per il quinquennio 2025-2029, si stimano 1,55 milioni di lavoratori green (circa il 43% del fabbisogno). Valeria di Cosmo, Docente di energy economics e economics of innovation for the energy sector dell’Università degli Studi di Torino e Alessandro Sciullo, ricercatore in sociologia dell’ambiente e del territorio presso lo stesso ateneo, hanno analizzato il tema dei conflitti locali contro i nuovi impianti, evidenziando come l’atteggiamento NIMBY sia ancora ben radicato, pur mascherato da altre istanze.
Il terzo panel “Rinnovabili: dove va il Piemonte? Spunti di riflessione sugli scenari futuri” ha guardato al futuro della nostra Regione. Ne hanno discusso in tavola rotonda Angelo Robotto, Direttore Ambiente della Regione Piemonte; Alice Ravinale, Capo gruppo Alleanza Verdi e Sinistra al Consiglio Regionale; Roberto Ravello, Consigliere Regionale Fratelli d’Italia; Alice De Marco, Presidente Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta; Agostino Re Rebaudengo, Presidente Asja Energy.
Un confronto schietto che evidenzia un atteggiamento ancora timido da parte dell’Amministrazione che, nella volontà di preservare un suolo a vocazione agricola, pone molti vincoli a chi voglia investire in Piemonte nella produzione di energia da FER.
“Per aumentare la sicurezza dell’Italia e ridurre i costi, a beneficio anche delle imprese del Piemonte, è necessario installare 20 GW/anno di rinnovabili, sbloccare gli oltre mille progetti in attesa di autorizzazione e accelerare l’elettrificazione” ha dichiarato Agostino Re Rebaudengo, Presidente Asja.
Conclude la mattinata l’intervento di Stefano Ciafani, Presidente Nazionale di Legambiente.
“Il settore delle rinnovabili – commenta Stefano Ciafani – va sostenuto e incoraggiato, non ostacolato e rallentato. Occorre dare certezza a imprese e territori con tempi certi e regole chiare. La crescita delle rinnovabili nel mondo, ma anche la delicata situazione geopolitica internazionale legata anche alla dipendenza delle fonti fossili, e l’accentuarsi della crisi climatica impongono anche al nostro Paese di accelerare sulle fonti pulite, abbandonando le fossili e l’insensata corsa al nucleare. Urgono iter snelli, un sistema normativo adeguato, e soprattutto servono più sì da parte di Regioni e Soprintendenze che ad oggi continuano a frenare la transizione ecologica. Se vogliamo ridurre le bollette, dobbiamo seguire il modello della Spagna che grazie a grandi investimenti su rinnovabili, accumuli e reti si sta liberando dagli speculatori del gas. Chiediamo anche più ascolto e partecipazione coinvolgendo nei vari processi territori, comunità e associazioni in dibattiti e confronti per realizzare tanti grandi impianti senza i quali le bollette e le emissioni non scenderanno”.




