Gli effetti della guerra in Iran sul comparto agricolo

In aggiunta alla grave tragedia umana, gli effetti della guerra in Iran si stanno ripercuotendo anche sulle economie agricole e domestiche degli italiani, costrette a fare i conti sull’aumento dei costi energetici e sull’impatto della logistica, con ricadute si allungano fino al carrello della spesa. A causa del conflitto, lo snodo del Golfo Persico è stato trasformato in un fulcro di tensioni, con pesanti ripercussioni su sicurezza e commercio energetico.
Per questo, nei giorni scorsi, Coldiretti ha depositato un esposto contro le speculazioni sul gasolio agricolo presso le procure competenti d’Italia, dandone successiva comunicazione al Ministro Francesco Lollobrigida.
Dal loro canto, anche gli agricoltori astigiani hanno osservato una significativa impennata sia del costo del gasolio agricolo, passato da 78/82 centesimi a circa 1,17/1,23 euro al litro, sia dei concimi e dei fertilizzanti azotati, per le tensioni geopolitiche e i conflitti in corso nell’area del Golfo Persico/Medio Oriente, interessata dal blocco e/o dal rallentamento dei trasporti su nave. Si parla di un’area evidentemente strategica per gli approvvigionamenti, vista la produzione di una quota rilevante delle materie prime globali (circa il 27% dell’export globale di ammoniaca, il 22% dei fosfati e il 45% dello zolfo, elementi base per i concimi).
“L’aumento dei costi dei concimi, che rappresentano una quota consistente dei costi di produzione aziendali (spesso tra il 15 e il 30% o più), rischia di mettere in crisi molte aziende agricole” commenta il vice presidente Coldiretti Asti Andrea Rabino. “L’effetto domino dell’impennata dei prezzi, inoltre, si trasferisce inevitabilmente anche sul prezzo finale dei prodotti alimentari”.
“A tutto ciò si aggiunge l’annoso tema della logistica che, rappresentando uno dei grandi nodi irrisolti dell’agricoltura italiana, fa perdere di competitività le nostre aziende” rincara la Presidente Coldiretti Asti Monica Monticone. “Parliamo di una questione strategica che incide sui costi del gasolio, sul trasporto dei prodotti, sulla distribuzione e sul prezzo finale”.
“Questa carenza consente un vantaggio ai Paesi meglio strutturati di noi dal punto di vista logistico, anche se con prodotti di minor qualità di quelli italiani” conclude il Direttore Giovanni Rosso.




