A Pianezza la sesta edizione della stagione “Sguardi”
Sguardi è una programmazione dedicata allo spettacolo dal vivo contemporaneo, giunta alla sua sesta edizione, che propone a Pianezza e nell’area metropolitana torinese un calendario di teatro, danza e linguaggi performativi contemporanei, ospitando artiste, artisti e compagnie di rilievo nazionale e internazionale.
Si apre giovedì 29 ottobre, nel comune di Pianezza, in provincia di Torino, la sesta edizione della stagione Sguardi, con la direzione artistica di Silvia Mercuriati. La stagione teatrale è un progetto di Progetto Zoran, in collaborazione con la Fondazione Piemonte dal Vivo nell’ambito del progetto Corto Circuito, sostenuta dal Comune di Pianezza e il patrocinio della Città Metropolitana di Torino ed è affiancata da eventi OFF gratuiti, sostenuti dalla Regione Piemonte con l’obiettivo di avvicinare allo spettacolo dal vivo pubblici differenti e, in particolare, le giovani generazioni. Oltre a numerosi partner privati il progetto è organizzato in collaborazione con Villa Lascaris e Barrocco e il partenariato di CARPE.
Il teatro non è soltanto un luogo, ma un incontro, un’accensione e un attraversamento in ogni luogo dove qualcuno guarda e qualcuno racconta, ovunque ci sia chi è disposto ad ascoltare. Per questo la stagione è concepita per essere “diffusa”, portando lo spettacolo contemporaneo in luoghi diversi del territorio, mettendo in relazione gli artisti e le artiste ospitati con spazi culturali e luoghi di particolare interesse. La collaborazione con enti, associazioni, scuole e operatori culturali permette di costruire una rete territoriale e di rafforzare progressivamente il ruolo di Pianezza all’interno dell’offerta culturale piemontese.
“Viviamo in un tempo che ha sempre più fretta. Un tempo in cui la tecnologia ci permette di essere costantemente connessi, ma nel quale rischiamo, paradossalmente, di perdere il contatto con l’umanità e con la qualità delle relazioni. – afferma la direttrice artistica Silvia Mercuriati, che prosegue: Il teatro ci chiede di fermarci, ci costringe a guardarci in faccia, ad ascoltare i silenzi e le pause, a percepire i respiri. Ci mette nello stesso spazio, nello stesso tempo, davanti a qualcosa che accade e che possiamo condividere soltanto essendo presenti. Per noi, SGUARDI è innanzitutto questo: un tempo in cui le persone si incontrano, si lasciano attraversare da storie e narrazioni che parlano del loro modo di vivere il presente, delle domande che ci riguardano. Crediamo che questo debba fare il teatro: offrirci la possibilità di rielaborare ciò che viviamo, di osservare la realtà da un punto di vista diverso, di riconoscere qualcosa di noi nelle storie degli altri. Il linguaggio contemporaneo, nella sua capacità di attraversare forme e prospettive diverse, rende possibile questo incontro. lo spettacolo dal vivo diventa così uno stimolo per il singolo, ma anche per la comunità che condivide quell’esperienza. Uno spazio per stare connessi, davvero”.
Matteo Negrin, direttore di Piemonte dal Vivo, dichiara: “Per Piemonte dal Vivo, una stagione teatrale è un patto che si rinnova tra il teatro e la sua comunità, capace di far dialogare artisti, programmatori e pubblico. Lavorando insieme agli Enti Locali, la Fondazione costruisce cartelloni unici che uniscono qualità artistica, grandi interpreti e nuove generazioni di creativi. Attraverso teatro, danza, musica e circo contemporaneo, la proposta offre strumenti per abitare la complessità del presente. Il teatro si conferma così uno spazio pubblico essenziale, inteso come luogo di incontro, ascolto, immaginazione e responsabilità condivisa”.
Nel primo appuntamento in programma, giovedì 29 ottobre alle 21, al Barrocco, Ugo Dighero rivisita in chiave personale due grandi monologhi di Dario Fo e Franca Rame, Il primo miracolo di Gesù Bambino e La parpàja topola. Tra i più famosi del repertorio del Premio Nobel per la Letteratura Dario Fo, questi due brani uniscono il grande divertimento con il forte contenuto, il tutto accompagnato dalla leggerezza e dalla poesia tipiche dei racconti del grande drammaturgo. Prendendo spunto dal “protovangelo”, quella parte dei Vangeli Apocrifi in cui si narra della vita di Gesù Cristo dalla fuga in Egitto fino al momento in cui torna nel deserto, Dario Fo e Franca Rame immaginano che la Sacra Famiglia, durante la fuga, si fermi a Jaffa in cerca di lavoro. Gesù, rimasto da solo in mezzo alla strada, tenta di fare amicizia con i suoi coetanei ma viene deriso in quanto “foresto”, un povero emigrante figlio di emigranti che parla un dialetto incomprensibile. Trovandosi nella condizione del “diverso”, Gesù cerca di vincere il rifiuto degli altri e, per conquistarsi la loro amicizia, compie un piccolo miracolo. Subito i bimbi entusiasti lo eleggono “capo dei giochi”, ma quel divertimento assurdo e fantastico viene distrutto dall’antipatico figlio del padrone della città. Nel secondo monologo un giovane capraio, Giavan Pietro, divenuto improvvisamente ricco per le ricchezze lasciategli in eredità dal suo padrone, appare con questa eredità il miglior partito per tutte le ragazze del paese. Il padrone defunto, però, terribilmente misogino, ha instillato nel suo servitore il terrore per le donne ma la bella e astuta Alessia riesce a vincere, con l’aiuto della scaltra madre e di un prete compiacente le paure di Giavan Pietro e a farsi sposare ma la prima notte di nozze riserverà molte sorprese.
Giovedì 12 novembre alle 21, al Salone San Pancrazio, Medea, 10 anni di strada del Teatro dei Borgia. Tratto da Euripide lo spettacolo, interpretato da Elena Cotugno, e scritto e diretto da Gianpiero Alighiero Borgia è presentato in collaborazione con Firmato Donna ODV con cui Progetto Zoran collabora da anni su tematiche legate a questioni di genere ed è inserito all’interno di una specifica programmazione Comunale dedicata agli eventi a favore della Giornata Internazionale contro la violenza di genere. Uno spettacolo attualissimo, che rilegge il mito di Medea, per raccontare la tragedia contemporanea delle donne che, ingannate dall’amore per un uomo, rimangono intrappolate nel mondo della prostituzione coatta e dello sfruttamento in un Paese straniero. “Abbiamo provato a narrare la storia di alcune migliaia di esseri umani partiti dal loro paese con il sogno di una vita migliore in Italia. Un sogno che si è frantumato al contatto con una realtà durissima da vivere. Dal complesso tema delle migrazioni abbiamo scelto di raccontare il fenomeno che riguarda quelle donne, estranee ma in qualche modo familiari, che vediamo con la coda dell’occhio quando viaggiamo per le strade di ogni città: le donne diventate schiave nel racket della prostituzione”. Per la sua straordinaria interpretazione Elena Cotugno ha vinto il prestigioso premio Le maschere del teatro italiano, mentre la trilogia La città dei miti, di cui lo spettacolo è capitolo fondamentale, è stato insignito del Premio rete Critica 2022 e Premio della Critica ANCT 2022, conferito dall’Associazione Nazionale Critici di Teatro.
Ha vinto il Premio UBU come miglior attore under 35 Pietro Giannini, in scena giovedì 14 gennaio alle ore 21 presso il Barrocco con La Traiettoria calante, il 14 agosto 2018 crolla il Ponte Morandi di Genova, una delle arterie più importanti della città, provocando la morte di 43 persone e lo sfollamento di decine di famiglie, stravolgendo la vita di un’intera comunità. Nel lavoro – scritto e interpretato da Giannini – si ripercorrono le tappe di quella tragica vicenda con dettagli, vicende e documenti a partire dalla costruzione del Ponte tra il 1963 e il 1967, ricostruiti insieme al Comitato Ricordo Vittime Parenti Ponte Morandi. La narrazione procede dando forma a un monologo che, a tratti, risuona con toni di satira amara e crudele, ripercorrendo una storia paradigmatica del nostro Paese, tra vittime e colpevoli, demagogia e menzogne, corruzione e omissioni, cercando una motivazione a ciò che è ancora oggi sembra impossibile da spiegare.
Spettacolo selezionato nell’ambito del progetto “Fringe in Rete” del Torino Fringe Festival 2026 e organizzato in collaborazione con ANPI sezione Albino Genova, associazione del territorio con la quale Progetto Zoran collabora dal 2021 sul tema della Resistenza, giovedì 11 febbraio alle 21, presso il Barrocco, Fabbrico. Storia di un paese antifascista. Massimiliano Loizzi, autore e interprete dello spettacolo, prodotto da Teatro della Cooperativa con il patrocinio e sostegno del Comune di Fabbrico (RE), racconta la storia di questo piccolo paese, a pochi minuti da Reggio Emilia, che nell’arco di cent’anni è stato teatro di incredibili episodi di lotte sociali, antifascismo e forti esperienze di comunità, una sorta di microcosmo della storia dell’Italia antifascista, intrecciando episodi storici locali alla memoria collettiva nazionale. Un racconto meta-teatrale, che intreccia satira e teatro civile, in cui l’autore appare come un narratore in piena crisi personale e politica, che cerca di realizzare un film sulla storia dell’Italia antifascista ma il racconto di quel film immaginario diventa lo spettacolo stesso.
Giovedì 24 marzo alle ore 21, presso il Salone San Pancrazio prima nazionale di Da grande voglio fare rumore. Un concerto per popcorn, batteria e corpi in rivolta scritto, diretto e interpretato da Silvia Mercuriati con Raffaello Allemanini. Cosa resta oggi della promessa di libertà del rock&roll? Tra ironia, musica dal vivo e parole, lo spettacolo attraversa storie dimenticate, corpi ribelli e rivoluzioni culturali, trasformando il teatro in uno spazio dove il ritmo diventa gesto politico e collettivo. Lo spettacolo sarà in replica anche come matinèe riservata alle studentesse e agli studenti delle classi quarte dell’Istituto di Istruzione Superiore G. Dalmasso di Pianezza, con il quale Progetto Zoran collabora dal 2021/22 per promuovere la conoscenza dei linguaggi contemporanei e delle performing arts. Inserito nella settimana della Giornata Internazionale del Teatro, il progetto accompagna ragazze e ragazzi alla scoperta di un teatro capace di parlare del presente, affrontando temi e questioni vicini alla loro esperienza.
Nell’ambito del progetto wespeakdance della Fondazione Piemonte dal vivo, giovedì 15 aprile alle 21 presso Lavanderia a Vapore – Collegno Francesca Santamaria in Good vibes only (the great effort), con la partecipazione di Juan Claudio Averoff Rico aka Ramingo, indagine performativa che trasforma il corpo in un campo di battaglia tra la carne e il flusso virtuale. Un essere umano è costretto a incarnare senza sosta l’infinito scrolling di dati, trend e danze virali che caratterizzano la nostra era digitale. Sotto il controllo di un’entità algoritmica che impone standard di iper-performatività, la performer si fa carico di una stratificazione incessante di contenuti. In questo meccanismo frenetico, tuttavia emerge l’inaspettato: il “non-performativo”, l’errore umano e viscerale che scardina il congegno coreografico. Secondo capitolo di una trilogia dedicata allo scrolling, il progetto converte un gesto quotidiano a lente d’ingrandimento per esplorare le voragini etiche, politiche e sociali del XXI secolo. Oltre alla visione dello spettacolo è stato progettato un percorso di formazione specifico rivolto agli adolescenti di Pianezza. Il laboratorio è gratuito ed è sostenuto dalla Fondazione Piemonte dal Vivo e curato dalla cooperativa Stranaidea. Le ragazze e i ragazzi saranno accompagnati a esplorare, attraverso gli strumenti del teatro, il tema dello scrolling e del rapporto con il mondo digitale, per poi completare l’esperienza con la visione dello spettacolo.
Ha vinto numerosi premi, come quello per la Miglior Drammaturgia Teatri Riflessi 2024, il Miglior Spettacolo per il Pubblico di Giovani Realtà del Teatro 2024, il bando CURA 2024, Migliori quattro spettacoli al FringeMI 2025 e sarà in scena giovedì 13 maggio alle 21 presso Salone San Pancrazio Tecniche di lavoro di gruppo, scritto e interpretato da Pietro Cerchiello. Un luogo lontano dal mondo, una città alla deriva. In cui il Sindaco è scappato, il Vicesindaco irreperibile. L’Assessore alle Politiche del Lavoro prende a calci i barboni, quello alle Politiche Giovanili è dentro per spaccio. L’Assessore alla Cultura è il dittatore assoluto e una volta all’anno organizza lo Schiuma Party. Qui un giovane attore insegna teatro in una scuola media con risultati tragicomici. Liberamente ispirato ad una storia vera, il racconto di un laboratorio teatrale, dai primissimi passi fino al saggio finale, lo spettacolo è inserito nell’ambito di “FUTURA. Lo spettacolo in Lombardia ed. 2025/2026”.
Conclude la rassegna, giovedì 3 giugno alle 21 presso Villa Lascaris, Mia mamma fa il notaio, ma anche il risotto, spettacolo vincitore del FringeMI festival 2024 e del festival Ultima Luna d’Estate 2024, scritto e interpretato dal campione mondiale di poetry slam Filippo Capobianco. Moscerino da grande vuole fare l’attore, vive in una casa piena di specchi e ha per amica la sua biblioteca, Biblì, che ogni giorno sa trovargli nuove parole con cui giocare. Tutto bene, no? No. Moscerino non sa parlare alla sua mamma e non c’è verso che la sua mamma, un notaio importante e sempre indaffarato, parli con lui. Il desiderio di comunicare, in ogni modo e con ogni mezzo, lo accompagna negli anni, di storia in storia, tra Achei e nutrie, musica e matematica, cosmologi che si innamorano di terrapiattiste e terribili commissioni d’esame a cui affidare il proprio futuro. La guida in questo strampalato viaggio di formazione è una sola: la poesia, che è anche l’ultima chiave per rompere lo specchio e permettere alla mamma e a Moscerino di guardarsi finalmente negli occhi.
Oltre agli spettacoli principali, la programmazione è arricchita da una serie di eventi collaterali dimostrando l’impegno del progetto a coinvolgere la comunità in ogni sua azione.
Domenica 4 ottobre, alle 16 presso Villa Lascaris Zugzwang di Marco Fracon e Silvia Mercuriati, con Sabrina Cassia, Gabriele Cico, Silvia Mercuriati, Federica Montanaro, Vincenzo Sonnessa, performance che intreccia cinque storie di vite ordinarie, attraversate da una tensione invisibile che accompagna i protagonisti e le loro scelte inevitabili. Domenica 18 ottobre, alle 18 presso TLC TEATRO di Pianezza Dove la luce incontra il buio, reading e presentazione del libro di Mariagata Antonacci, quaranta poesie che parlano della vita quotidiana, del tempo che passa e della ricerca di sé, intrecciando realtà e immaginazione. Un dialogo aperto con il pubblico, dove la poesia diventa occasione di ascolto, condivisione e luce. Venerdì 20 novembre alle 21, Uno, due, tre… stella! un progetto di Firmato Donna in collaborazione con Progetto Zoran che tra ironia, emozione e teatro, invita il pubblico a riconoscere quei gesti quotidiani che, senza far rumore, possono trasformarsi in una forma di invisibilità .Domenica 24 gennaio dalle 10 alle 22 presso TLC TEATRO di Pianezza Maratona teatrale, dodici ore no stop curate da Progetto Zoran per immergersi nel mondo del teatro: spettacoli, incontri, pratiche e occasioni per scoprirlo da vicino. Una maratona aperta a tutte e tutti, da vivere in prima persona, tra palco, platea e backstage. Tre appuntamenti, 25 gennaio, 1 e 15 febbraio alle 21 presso TLC TEATRO di Pianezza con Facciamo che… con la regia di Silvia Mercuriati all’interno del progetto Pratiche Teatrali Contemporanee, invito ad accettare una semplice convenzione: immaginare insieme un’altra possibilità. La performance nasce da gesti, improvvisazioni, oggetti e parole che diventano materia scenica. Una sequenza di micro-scene che esplora le relazioni, il gioco e l’incontro, trasformando il palcoscenico in uno spazio dove, almeno per un’ora, tutto può essere vero. Conclude questo ciclo di eventi, domenica 6 giugno alle 18 e alle 21 presso CineTeatro Borgonuovo di Rivoli, Pillole di teatro per quattro grandi autori, un solo tempo: il presente. Il progetto, inserito in Pratiche Teatrali Contemporanee raccoglie brevi scene originali ispirate ai classici, dove personaggi, situazioni e temi universali vengono attraversati da uno sguardo contemporaneo. Un mosaico di storie che invita il pubblico a ritrovare, nei classici, qualcosa di profondamente attuale.




