Animali e Ambiente

Arriva la 34a edizione di “Puliamo il Mondo” di Legambiente

I nuovi dati Park Litter. Focus sui dati piemontesi

È un’emergenza silenziosa ma costante: si tratta dei mozziconi di sigaretta dispersi nell’ambiente e che dai parchi alle spiagge all’alta quota non risparmiano nessun luogo. A fargli compagnia il più delle volte anche tanti rifiuti abbandonati di ogni dimensione e tipo.

Negli ultimi 9 anni, dal 2018 al 2026, nei parchi urbani dove sono stati eseguiti 610 transetti per un totale di 61.000 metri quadrati (pari a circa 8 campi da calcio), sono stati censiti e raccolti da Legambiente ben 94.624 mozziconi di sigaretta, pari al 39,58% di tutti i rifiuti registrati (ossia 239.063 rifiuti, una media di 4 rifiuti ogni metro quadrato monitorato). I mozziconi rappresentano il rifiuto più trovato e quello che da nove anni si trova in cima alla top ten.

A denunciare ciò con i nuovi dati della sua indagine “Park Litter” è la stessa associazione ambientalista, pronta a tornare in azione in tutta Italia il 18, 19, 20 settembre con la sua storica campagna di volontariato Puliamo il Mondo, giunta alla 34esima edizione, realizzata con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e della Rappresentanza in Italia della Commissione europea e in partnership CAES – Consorzio Assicurativo Etico Solidale, CONAI, Ecotyre, Erion Care, Human Company, per sensibilizzare le persone ad un maggior senso di responsabilità e rispetto verso l’ambiente ripulendo insieme le aree dai rifiuti abbandonati, a partire proprio dai mozziconi di sigaretta.

Andando a vedere l’andamento annuale si nota come la tendenza dei mozziconi registrati aumenti dal 2018 ad oggi del 9,3% rispetto al totale dei rifiuti trovati e del 12,6% rispetto a quelli in plastica. La loro dispersione nell’ambiente causa diversi problemi.  Composti in gran parte in acetato di cellulosa, i filtri di sigaretta sono fatti di un materiale plastico che non si degrada facilmente, anzi, come ha evidenziato un recente studio dell’Università degli studi di Napoli Federico II, va incontro a una progressiva frammentazione in particelle sempre più piccole, anche dopo dieci anni che è disperso nell’ambiente. Inoltre, lo studio ha evidenziato un secondo picco di rilascio di nicotina e altre sostanze chimiche tossiche cinque anni dopo il momento dell’abbandono, che si verifica a seguito della frammentazione a cui il filtro va incontro.

Una fotografia preoccupante quella scattata da Legambiente e che trova conferma anche nei dati di monitoraggio 2026. Nei 65 parchi urbani pubblici di 29 città monitorati da Legambiente sono stati raccolti dai volontari e dalle volontarie, dal 13 settembre 2025 a settembre 2026, ben 15.081 mozziconi di sigaretta, pari al 46% dei 32.753 rifiuti totali raccolti. La relativa raccolta è avvenuta negli 80 transetti di monitoraggio di 100 m² ciascuno, per un totale di 8.000 m² delineati all’interno di ogni parco.

Anche in questo caso i mozziconi di sigaretta si confermano il rifiuto più trovato e guidano la top ten seguiti dai frammenti non identificabili in plastica (2.863, l’8,7%), tappi di bottiglia o di barattoli e linguette di lattine (2.490, il 7,6%), frammenti non identificabili in carta (2.218, il 6,8%), palloncini (1.080, il 3,3%). Segno che il problema va oltre il mozzicone di sigaretta e riguarda ogni tipo di rifiuto, chiamando a una responsabilità condivisa cittadini, aziende, mondo commerciale, governo e amministrazioni locali.

Appello a cittadini, amministrazioni e Governo. Per questo Legambiente, in vista di Puliamo il Mondo, lancia oggi un triplo messaggio: oltre ad invitare i cittadini a non disperdere nell’ambiente i mozziconi di sigaretta e in generale i rifiuti, indirizza un appello anche ad amministrazioni locali e al Governo. Alle prime chiede di emanare ordinanze che prevedono il divieto di fumo in parchi urbani, aree gioco, spazi pubblici all’aperto, come già stanno facendo alcune città come Roma e Milano, mentre a Torino, Firenze, Verona e Modena sono state introdotte regole simili o distanze minime da rispettare (ad esempio, a Torino il divieto scatta se ci sono persone entro 5 metri, a meno di consenso). All’Esecutivo chiede che in Italia si applichi al più presto l’EPR TABACCO, entrato in vigore tre anni fa con la direttiva SUP ma ad oggi disatteso. Tale misura impone ai produttori di tabacco di coprire i costi dell’infrastrutturazione necessaria per la raccolta (acquisto e posa in opera dei cestini), pulizia, gestione e sensibilizzazione.

Per altro l’Italia è attualmente sottoposta ad una procedura di infrazione (2053/2024) connessa alla Direttiva europea SUP e tra le difformità riscontrate dalla Commissione Europea c’è anche quella riguardante la corretta applicazione della responsabilità estesa del produttore (EPR). Alla luce di ciò, Legambiente nei mesi scorsi ha fatto un’instanza di accesso civico al MASE per avere dei chiarimenti sui ritardi dell’Italia nell’attuazione della direttiva e in particolare dell’EPR per i prodotti del tabacco.  Dal riscontro ricevuto risulta che è stata predisposta una bozza del regolamento per l’istituzione del regime EPR dei prodotti del tabacco con filtri, su cui però iter e tempi di definizione sono però ancora incerti.

“Il tema dei rifiuti dispersi nell’ambiente – dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente –. è al centro delle iniziative di Puliamo il mondo. Parliamo di materiali che, oltre ad essere causa di inquinamento e degrado, rappresentano anche ingenti quantità di rifiuti che sfuggono alla raccolta differenziata e al conseguente riciclo con danni ambientali economici per i comuni e i cittadini stessi. L’inciviltà di alcuni che va a discapito dell’intera comunità. Una particolare attenzione continuiamo a dedicarla ai mozziconi di sigaretta gettati a terra, purtroppo ubiquitari in tutti i luoghi monitorati, su questo è necessario una maggiore consapevolezza e rispetto della legge da parte delle persone e strumenti normativi più efficaci. In Italia quello che ad oggi manca per rendere pienamente operativo l’EPR tabacco, è uno strumento giuridico attuativo, come un decreto o altro atto normativo vincolante, da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Le iniziative al momento attive nella Penisola sono su base volontaria. Per questo chiediamo al Ministro dell’Ambiente di intervenire al più presto con un decreto per sbloccare l’EPR. A tal riguardo ben venga che sia stata predisposta una prima bozza, come ci ha comunicato lo stesso MASE rispondendo alla nostra istanza di accesso civico, ma si accelerino i tempi e si concretizzi la possibilità di avviare una consultazione pubblica che coinvolga tutti i soggetti interessati al tema”.

“Il problema non risparmia purtroppo nessun luogo – commenta Laura Brambilla, responsabile della campagna di Puliamo il Mondo di Legambiente –. La conferma arriva non solo dai nostri monitoraggi, ma anche dalle sei anteprime nazionali di Puliamo il Mondo 2026 che abbiamo organizzato in questi mesi per ripulire alcuni luoghi di straordinaria bellezza della nostra Penisola segnati dal problema dei rifiuti: dall’attività di pulizia in una dolina in Sardegna a quella lungo il cammino di San Francesco di Paola in Calabria, dalla pulizia del fondale marino di Polignano a Mare dove con i sub abbiamo ripescato circa 30 pneumatici abbandonati, al lungomare di Bari dove abbiamo raccolto quasi sei chili di mozziconi di sigaretta, pari a circa ventimila pezzi, in appena un’ora, per arrivare ai rifiuti raccolti lungo il sentiero che porta al ghiacciaio del Miage, sul Monte Bianco, al canyon nelle conche di Laviano in provincia di Salerno. Insieme a noi tante associazioni locali e cittadini che hanno a cuore l’ambiente e che ogni giorno danno il buon esempio. Un impegno collettivo che continuerà anche il 18,19,20 settembre con Puliamo il Mondo perché la tutela ambientale passa anche da un maggior senso civico e una maggiore responsabilità singola e collettiva”.

Puliamo il mondo 2026

Anche quest’anno saranno migliaia le iniziative in programma nella Penisola.

Insieme a Legambiente anche la Rai che come ogni anno racconterà la settimana di avvicinamento al grande week-end ambientalista con una striscia quotidiana in onda da lunedì 14 a sabato 19 settembre su Rai3 alle ore 15.00, mentre domenica 20 settembre sempre su RAI3 andrà in onda, dalle ore 10.30 alle ore 12.00, lo speciale RAI Puliamo il Mondo che racconterà e commenterà la lunga “maratona ambientalista” con diversi ospiti in studio, tra cui il Presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani.

Collegamenti in diretta da tre luoghi simbolo di Puliamo il Mondo 2026

Dal fiume Tagliamento, in Friuli Venezia Giulia, dalla Valle Del Sacco in provincia di Frosinone vicino alla ex discarica di via Le Lame, nel Lazio, dalla spiaggia di Catanzaro, quartiere Marina, ferita nei mesi scorsi dal ciclone Harry.

E poi voce alle tante storie che arrivano da quei territori capaci di coniugare economia circolare e transizione ecologica, ma anche impegno e cittadinanza attiva come si racconterà nei servizi dedicati alle sei anteprime nazionali di Puliamo il Mondo realizzate in cinque regioni: in Sardegna con la pulizia di una dolina nell’area circostante a Tuvixeddu, a Cagliari, insieme ai volontari del gruppo Speleo-Archeologico “Giovanni Spano”, in Calabria lungo il Cammino di San Francesco di Paola insieme anche a tanti pellegrini, associazioni e al comune di San Fili che ha dato patrocinio all’evento, in Valle D’Aosta lungo il sentiero che porta al ghiacciaio del Miage, sul Monte Bianco, insieme a Carovana dei ghiacciai, in Puglia a Polignano a Mare insieme ai sub locali e al Consorzio EcoTrye e sul lungomare di Bari con Erion Care, e in Campania in provincia di Salerno nel canyon delle Conche di Laviano insieme all’Associazione Italiana Canyoning e al supporto del Comune di Laviano e di altre associazioni del territorio.

In tutta Italia sono numerose le iniziative nel grand week-end di Puliamo il Mondo che vedranno protagonisti volontari e volontarie in azioni concrete di tutela del territorio: ad aprire le attività a Pattada (SS) (18 settembre) sarà l’iniziativa “Giovanos e Antzianos pro sa Idda”, che unisce le generazioni nel racconto dei nonni su come si viveva prima della plastica e sul valore del riuso (“Sos mestieris”).

Si prosegue il 19 settembre a Varese (VA) con “Campo dei Fiori Siamo Noi 2026”, dove il circolo locale e le GEV interverranno nel Parco Valle della Bevera per la manutenzione dei sentieri, dell’area umida e la raccolta rifiuti, e a Bacoli (NA) (19 settembre), dove i volontari dei Campi Flegrei ripuliranno la pista ciclabile lungo le sponde del Lago Fusaro.

Ricco il programma di domenica 20 settembre: a Sperlonga (LT) il circolo “Luigi Di Biasio” sarà impegnato nella pulizia dei fondali nell’Area Marina Protetta Capovento – Punta Cetarola insieme a istituzioni, sub e associazioni locali; a Maratea (PZ) il circolo Sky&Sea promuoverà sulla spiaggia di Castrocucco la giornata “Puliamo il Mondo 2026: impariamo dai nostri errori per migliorare”; a Perugia (PG) il circolo locale si unirà ad AIGU per un’azione di riqualificazione partecipata dello spazio pubblico; ad Arcevia (AN) il Parco della Gola della Rossa e di Frasassi curerà la pulizia dei sentieri in località Avacelli; a Vicenza (VI) il circolo cittadino raccoglierà i rifiuti lungo gli argini del fiume Astichello, le aree golenali e la ciclabile; a Ravenna (RA) il circolo Matelda organizzerà una passeggiata di pulizia tra spiaggia e pineta nel Parco Marittimo.

Il 30 settembre, il Comune di Brissogne (AO) coinvolgerà la cittadinanza nella pulizia delle frazioni e del percorso ciclopedonale Vélodoire. A questi appuntamenti si affiancano anche progetti ad ampio raggio: come quello del circolo Valmarecchia (RN), che attraverso la community WhatsApp PiuliAmo ingaggia continuativamente la cittadinanza in appuntamenti mensili di pulizia nei propri quartieri (con già 12 attività realizzate nel 2026).

Analisi generale dei dati Park Litter Piemonte

Dal 13 settembre 2025 ad inizio settembre 2026, è stato monitorato 1 parco pubblico in 1 città (parco Atleti Azzurri d’Italia a Bra (CN)) nel quale è stato effettuato un totale di 1 transetto di monitoraggio di 100 m2; in totale sono stati coinvolti 40 volontari e volontarie. Il parco è frequentato principalmente da famiglie, bambini, anziani.

I cestini per la raccolta dei rifiuti sono presenti e sono predisposti per la raccolta differenziata dei materiali.

Poiché una delle maggiori cause della dispersione dei rifiuti nell’ambiente è il vento, nel monitoraggio è stata riportata la presenza o meno di chiusura o copertura dei cestini presenti: nel parco monitorato è presente questa caratteristica.

Nel questionario Park Litter la presenza di tombini e canali di non è stata rilevata nel parco. Questo parametro è stato rilevato in quanto studi a livello mondiale hanno stabilito che uno dei principali vettori di rifiuti in ambiente marino sono proprio i canali e i corsi d’acqua spesso collegati con la rete fognaria urbana e la principale fonte dei rifiuti è la cattiva gestione di quelli di origine urbana.

Nel parco è stata notata una zona di accumulo tra e nelle vicinanze dei cespugli.

Fontanelle o distributori di acqua potabile sono presenti nel parco.

Elaborazione dei dati

278 rifiuti raccolti e catalogati nel transetto eseguito, circa 2,78 rifiuti ogni metro quadrato monitorato. Raggruppati per categorie di materiali, i rifiuti dispersi nei parchi sono per il 64% di polimeri artificiali (plastiche) per un totale di 178 rifiuti, per il 10,4% di vetro e ceramica (29 rifiuti), per il 7,6% di carta e cartone (21), per il 7,2% di gomma (20) e per il 4,7% di metallo (13). La restante percentuale di rifiuti (6%) è composta da rifiuti in materiale organico, legno trattato, tessili, bioplastica e materiali misti e RAEE.

Entrando nel dettaglio dei rifiuti rinvenuti, a farla da padrone i mozziconi di sigarette che rappresentano il 21,9% dei rifiuti raccolti (61 su 278 totali), seguiti da buste e sacchetti in plastica (42, il 15,1%), frammenti di plastica non identificabili (40, il 14,4%).

Da notare come la maggior parte dei rifiuti rinvenuti, oltre alla categoria dei rifiuti da fumo (23% del totale dei rifiuti monitorati) in cui ricadono i mozziconi di sigaretta, possa essere riconducibile a due categorie specifiche che sono quella dei prodotti “usa e getta” (piatti, posate e bicchieri di plastica ma anche cannucce, contenitori per cibo e fazzoletti) e quelle degli “imballaggi” (bottiglie di plastiche e vetro, tappi e linguette di latine, sacchetti di dolciumi) che rappresentano rispettivamente il 33% (92 pezzi) e il 22% del totale (con 61 pezzi).

Top Ten 
Mt. Tot Tipologia di Rifiuto % rif.  Su tot rifiuti  per 100 m2
Polimeri artificiali 61 Mozziconi di sigarette 21,9% 61
Polimeri artificiali 42 Buste, sacchetti 15,1% 42
Polimeri artificiali 40 Pezzi non identificabili di plastica 14,4% 40
Vetro/ceramica 29 Bottiglia di vetro (e pezzi di bottiglia) 10,4% 29
Gomma 20 Palloncini 7,2% 20
Polimeri artificiali 12 Tappi e coperchi di plastica e anelli di tappi 4,3% 12
Metallo 11 Tappi di bottiglia o di barattoli / linguette lattine 4,0% 11
Carta/cartone 10 Frammenti di carta 3,6% 10
Polimeri artificiali 7 Cannucce (incluso il packaging) 2,5% 7
Legno trattato/lavorato 6 Bastoncini stecco ghiaccioli, gelati, caffè, forchettine di legno 2,2% 6

Focus su rifiuti SUP

Ad inizio 2022 è entrata ufficialmente in vigore anche in Italia la direttiva europea SUP (Single Use Plastics) che si pone come obiettivo quello di ridurre l’uso della plastica monouso. La proposta di direttiva si concentra sui 10 prodotti in plastica monouso e sulle reti e attrezzi da pesca e acquacoltura abbandonati in quanto questi oggetti rappresentano, tutti insieme, il 70% dei rifiuti maggiormente trovati sulle spiagge europee.

Le novità principali hanno riguardato il divieto di vendere posate, piatti, cannucce ed altri prodotti in plastica “oxo-degradabile” (ovvero le materie plastiche contenenti additivi che attraverso l’ossidazione comportano la frammentazione della materia plastica in microframmenti), i bastoncini cotonati (cotton fioc), agitatori per bevande, aste da attaccare a sostegno dei palloncini, alcuni specifici contenitori per alimenti in polistirene espanso, contenitori e tazze per bevande in polistirene espanso e relativi tappi e coperchi.

I 10+1 oggetti considerati nella SUP costituiscono, nel 2026, complessivamente il 55% del totale dei rifiuti monitorati.

SUP (10+1) 2026 N %
Mozziconi di sigarette 61 39,9%
Buste di plastica 42 27,5%
Palloncini, incluse valvole, nastri, cordini 20 13,1%
Bottiglie e contenitori in plastica (inclusi tappi e anelli) 18 11,8%
Cannucce e agitatori per cocktail 7 4,6%
Posate e piatti di plastica 4 2,6%
Bicchieri di plastica 1 0,7%
Cotton fioc in plastica 0 0,0%
Reti e attrezzi da peasca e acquacultura in plastica 0 0,0%
Contenitori per cibo, incluso fast food 0 0,0%
Assorbenti igienici, proteggislip, pellicole protettive, applicatori tampax 0 0,0%

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