Birra, dal CREA nuovi ingredienti e strumenti per la filiera italiana
Luppolo, cereali da malto e lieviti autoctoni: i risultati di LOB.IT per valorizzare la biodiversità e sostenere le imprese

«La filiera della birra genera oltre 10 miliardi di euro di valore condiviso e sostiene più di 112 mila posti di lavoro, secondo i dati diffusi da AssoBirra con l’Annual Report 2025. Sviluppare il luppolo italiano, insieme ai cereali da malto e ai lieviti autoctoni, significa rafforzarne la base agricola e creare opportunità per imprese e territori. Con LOB.IT il CREA traduce la biodiversità nazionale in nuovi ingredienti e strumenti per una filiera più competitiva e sostenibile».
Così Andrea Rocchi, Presidente del CREA, al convegno nazionale “La ricerca scientifica per lo sviluppo di una filiera brassicola italiana sostenibile e di qualità”, in cui sono stati presentati i risultati di LOB.IT – “Luppolo, Orzo, Birra: biodiversità ITaliana da valorizzare”, progetto triennale finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e coordinato dal CREA.
Per il luppolo italiano
Sono stati sviluppati strumenti per individuare il momento ottimale di raccolta in base alla maturazione, affiancati da studi su nutrizione e miglioramento genetico e da attività di diagnosi e risanamento in vitro del materiale vegetale. La ricerca ha esplorato anche impieghi alternativi del luppolo e recupero delle biomasse, secondo i principi dell’economia circolare.
Per i cereali da malto
Le attività si sono concentrate sullo sviluppo e valutazione di materiale genetico italiano di orzo da malto per rispondere alle nuove condizioni climatiche, in coltivazione convenzionale e biologica, fino alla commercializzazione della prima linea di orzo da malto da genetica italiana (varietà Lucrezia) sviluppata dal nostro centro di genomica e bioinformatica.
Sono state studiate inoltre varietà di frumento antiche e moderne per la maltazione e la birrificazione, ampliando le materie prime nazionali utilizzabili per diversificare le produzioni e valorizzarne il legame con il territorio.
Un lievito autoctono isolato, caratterizzato e selezionato dal CREA, è stato poi utilizzato grazie alla collaborazione con un birrificio artigianale del Lazio per realizzare una birra interamente italiana.
Dalla valorizzazione di alcuni dei lieviti conservati nella ceppoteca dell’Ente sono state poi ottenute birre a ridotto contenuto alcolico in grado di esprimere al contempo profili sensoriali molto promettenti. In prospettiva, la ricerca potrebbe portare, se ulteriormente affinata, alla commercializzazione di un primo lievito italiano certificato da un Ente di ricerca per produzioni brassicicole sempre più legate al territorio.
Redditività e organizzazione: strumenti per le imprese
Presentati insieme per la prima volta, gli strumenti economici per valutare la redditività aziendale e delle colture brassicole e le analisi dei modelli organizzativi affiancando i risultati agronomici e microbiologici.
Analisi in grado di guidare i produttori, anche chi intende entrare nel settore, per orientare investimenti, gestione delle colture e diversificazione del reddito. Per i consumatori, la prospettiva è una maggiore disponibilità di birre con ingredienti nazionali di qualità.
“Quando abbiamo avviato le nostre attività di ricerca, quasi quindici anni fa, in Italia questa filiera era ancora agli inizi. Oggi è più matura e consapevole delle proprie criticità, ma anche delle proprie potenzialità. A questo percorso ha contribuito in modo significativo il lavoro del CREA, che è stato al fianco della filiera, ha raccolto le esigenze di ricerca e si è impegnato a rispondervi con soluzioni applicabili sia in ambito agricolo sia produttivo” afferma Katya Carbone, Dirigente di ricerca del CREA Olivicoltura Frutticoltura Agrumicoltura e coordinatrice del progetto. “Siamo giunti al termine di questo lungo progetto e mi auguro che il Ministero possa valutare la possibilità di sostenerne la prosecuzione, per non disperdere le competenze e le conoscenze maturate in questi anni e per consolidare il ruolo che il CREA ha costruito, con impegno, a livello nazionale e internazionale a sostegno di una filiera brassicola di altissima qualità e con un’identità nazionale ben radicata”.
