Salute e Benessere

Il ritorno alla vita di nonna Antonietta grazie all’equipe vulnologia dell’Asl AL

La tecnologia che "genera vita" sconfigge una ferita lunga cinque anni

La presa in carico della vulnologia dell’Asl AL e la sfida della nuova frontiera della cura che unisce scienza e umanità

Per cinque lunghi anni il mondo di Antonietta, classe 1956 di Casale Monferrato, si era ristretto drasticamente. Lei, una donna “tutta d’un pezzo”, il pilastro della famiglia capace di muoversi a 360 gradi tra fornelli e nipoti, era stata frenata da una lesione da pressione al tallone causata dal diabete che non voleva saperne di chiudersi. Una ferita nata dopo un periodo durissimo in rianimazione per un’endocardite e il coma, diventata poi una compagna di vita doloroso che le impediva di essere la nonna che desiderava.

Oggi, quella ferita è solo un ricordo. In meno di due mesi, Antonietta è tornata a correre e a cucinare per i suoi cari, grazie all’incontro con Francesca Pasquali, vulnologa dell’Asl AL, e a una terapia che sembra arrivare dal futuro: la medicazione multimodale che genera Ossido Nitrico (NO).

L’aspetto rivoluzionario di questa cura risiede nell’uso dell’ossido nitrico, una molecola naturale che funge da vero e proprio “interruttore” biologico. La medicazione non si limita a coprire la lesione, ma interagisce attivamente con essa: è un potente battericida naturale, capace di abbattere anche i batteri resistenti senza danneggiare i tessuti sani.

Inoltre, favorisce l’afflusso di sangue, portando ossigeno e nutrienti, e invia segnali ai fibroblasti per spingerli a “chiudere” il taglio. Gestisce i liquidi in eccesso e modula l’infiammazione cronica, sbloccando la guarigione laddove il corpo non riesce più a procedere da solo.
 Ad oggi, la dottoressa Pasquali ha trattato con successo 12 casi, applicando questa tecnologia su pazienti adulti con lesioni fino a 5×5 centimetri, ottenendo guarigioni straordinarie entro le 12 settimane.

L’eccellenza del lavoro svolto ad Alessandria ha varcato i confini nazionali: la ricerca di Francesca Pasquali, infatti, è stata selezionata per l’EWMA (European Wound Management Association), uno dei congressi medici più prestigiosi al mondo. Dal 6 all’8 maggio, la dottoressa sarà in Germania per presentare i suoi risultati con un micro-speech nella categoria “Infection”.

«L’approccio innovativo con l’ossido nitrico, particolarmente efficace nel piede diabetico, rappresenta un’arma fondamentale per contrastare l’abuso di antibiotici – spiega Francesca Pasquali – In Italia registriamo circa 1.000 decessi al mese legati all’antibiotico-resistenza; questa tecnologia ci permette di curare in modo mirato e sicuro. Ma il beneficio più grande resta quello umano: vedere un paziente e il suo caregiver ritrovare la libertà ci riempie di gioia; perché incidere sulla qualità della vita è la nostra vera missione».

Il successo di nonna Antonietta non è solo un traguardo clinico, ma il simbolo di una sanità che mette la persona al centro: «Dietro ogni dato clinico e ogni innovazione tecnologica c’è una storia familiare che riprende il suo corso – afferma Francesco Marchitelli, Direttore Generale dell’ASL AL – La storia di Antonietta ci commuove e ci rende orgogliosi: curare una ferita significa restituire a una nonna la possibilità di abbracciare i propri nipoti senza dolore. È questa l’umanizzazione della cura che perseguiamo: una tecnologia d’avanguardia che parla il linguaggio dell’empatia e della prossimità».

Oggi Antonietta si prepara a festeggiare il suo compleanno, il prossimo 30 maggio, con un regalo speciale: la libertà di camminare, pensare ai suoi nipoti e abitare di nuovo la sua cucina, con la forza e il sorriso di chi ha vinto una battaglia durata cinque anni.

«La storia di Antonietta è la dimostrazione concreta di come innovazione e umanità possano andare di pari passo nella sanità pubblica – dichiara Federico Riboldi, assessore alla Sanità della Regione Piemonte – Dietro a questo risultato ci sono competenze professionali di alto livello, ma anche la capacità di prendersi cura della persona nella sua interezza, restituendo qualità di vita e autonomia. L’esperienza dell’Asl di Alessandria, che arriva fino a contesti scientifici internazionali, testimonia il valore della ricerca e dell’adozione di tecnologie avanzate anche nella gestione di situazioni cliniche complesse. Come Regione Piemonte continuiamo a sostenere questi percorsi, che rappresentano un esempio concreto di una sanità capace di innovare e di essere sempre più vicina ai bisogni dei cittadini».

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