Angela Hewitt torna ai Pianisti del Lingotto sotto il segno di Bach
Dopo il fortunato debutto della scorsa stagione con le Variazioni Goldberg, Angela Hewitt torna ad interpretare, nell’atmosfera raccolta di Sala 500, le pagine del compositore a cui ha consacrato la sua carriera con esecuzioni integrali e una miriade di progetti.
Per il secondo appuntamento dei Pianisti del Lingotto, la pluripremiata artista canadese guida il suo pubblico – giovedì 15 gennaio, alle 20.30 – nei meandri dello sterminato catalogo di Johann Sebastian Bach: il programma disegna un raffinato gioco di intrecci che mette in luce la pluralità di modelli formali e stilistici da cui il Kantor di Lipsia trae ispirazione, ricomponendoli in una visione di straordinaria coerenza e profondità creativa.
Angela Hewitt
Nata in una famiglia di musicisti (1958), ha iniziato gli studi di pianoforte a tre anni e ha ereditato la passione per la musica barocca dal padre, organista della Christ Church Cathedral di Ottawa. Formatasi con Jean-Paul Sévilla, ha vinto numerosi concorsi pianistici in Europa, Canada e Stati Uniti. La sua carriera internazionale ha preso definitivamente il via nel 1985 con la vittoria del primo premio al Toronto International Bach Piano Competition.
Da allora si è guadagnata l’approvazione della critica grazie all’incisione dell’integrale delle opere per tastiera di Bach, progetto decennale (1994-2004) che l’ha fatta entrare nel ristretto novero dei più autorevoli interpreti bachiani al fianco di Rosalyn Tureck, Glenn Gould e Sir András Schiff. La sua discografia comprende anche opere di Couperin, Rameau, Scarlatti, Mozart, Beethoven, Chopin, Schumann, Liszt, Fauré, Debussy, Ravel, Messiaen e Granados.
Artista pluripremiata, vincitrice di quattro Juno Awards, nominata “Artist of the Year” ai Gramophone Awards nel 2006 e “Instrumentalist of the Year” ai MIDEM Classical Awards nel 2010, è stata inserita nella “Hall of Fame” della rivista Gramophone nel 2015. È stata inoltre la prima donna ad aggiudicarsi nel 2020 la Medaglia Bach della Città di Lipsia. Alla carriera da musicista affianca la direzione artistica del Trasimeno Music Festival, che ha fondato nel 2005 in Umbria.
Il programma
Il programma proposto da Hewitt si articola in un affascinante itinerario alla scoperta del genio creativo di Johann Sebastian Bach, capace di spaziare dal rigoroso contrappunto ad audaci virtuosismi, e di assimilare la varietà degli stili europei in un linguaggio unitario di grande profondità intellettuale ed espressiva.
Dalla Toccata in re maggiore BWV 912, ancora legata alla tradizione nord-tedesca dell’improvvisazione virtuosistica e del libero alternarsi di sezioni rapsodiche e contrappuntistiche, si passa all’eleganza coreutica della Suite francese n. 5 BWV 816, esemplare assimilazione del gusto galante francese, filtrato attraverso una raffinata scrittura polifonica.
La Fantasia cromatica e Fuga in re minore BWV 903 rappresenta uno dei vertici dell’espressività bachiana per tastiera, per audacia armonica e tensione retorico-drammatica, risolta nel rigore della fuga.
La Partita n. 5 BWV 829 amplia ulteriormente l’orizzonte delle forme di danza, con una concezione di ampio respiro in cui virtuosismo, invenzione tematica e densità contrappuntistica convivono in perfetto equilibrio.
Con il Concerto italiano BWV 971, Bach reinventa sulla tastiera l’energia del concerto solistico vivaldiano, facendo dialogare tutti e solo senza bisogno d’orchestra. A coronamento del percorso, il Preludio e Fuga in la minore BWV 894 offre una sintesi magistrale tra eloquenza improvvisativa e rigore formale.


