L’Equipe X: la rivoluzione giovane e femminile della Chirurgia Vascolare dell’Asl di Asti
In collaborazione con l’Asl CN2, tecnologie innovative in sala operatoria che consentono interventi complessi

C’è un reparto, all’Ospedale di Asti, che negli ultimi anni sta attirando sempre più attenzione. Non per un singolo intervento straordinario, non per un primario “star”, non per un caso mediatico.
A colpire è il volto giovane e femminile della squadra, l’Equipe X, guidata dal direttore della struttura complessa, Alberto Pecchio. Parliamo di 10 medici, 7 donne, età media 38 anni. Sono Ilaria Ambrogio, Federica Corrado, Antonella Laurito, Flavia Spalla, Valeria Tavolini, Alessandra Trevisan, Fabiana Zandrino, Andrea Cumino, Vittorio Pasta, Daniele Pennina.
Federica, 31 anni, è la più giovane del gruppo. Originaria di Trapani ha conseguito la laurea magistrale a Roma e la specialità all’Università di Torino. Nell’ottobre 2024 ha fatto il concorso dell’Asl AT per la Chirurgia vascolare: «Era il primo a cui partecipavo, due settimane dopo la pubblicazione della graduatoria ho ricevuto la chiamata del dottor Pecchio e ho deciso di accettare. Non conoscevo il territorio, ma me ne sono innamorata, ho convinto anche mio marito che lavorava a Torino a trasferirsi ad Asti. Sono entusiasta del lavoro: pur essendo un ospedale “di provincia” facciamo una gamma vastissima di interventi. Siamo un’equipe giovane e motivata, seguiamo un approccio innovativo alle cure e stimolante anche, sotto il profilo della ricerca scientifica».
Nel 2025 la Struttura complessa ha portato a termine 830 interventi di cui 181 urgenze, non di rado di complessità tipicamente affrontate in grandi aziende ospedaliere.
Per dare qualche esempio, si va dall’intervento delle arterie carotidi, dell’aorta toracica e addominale, dei vasi viscerali e degli arti inferiori, oltre alla chirurgia degli accessi vascolari per dialisi e del trattamento endovascolare delle varici
«Ci piace definirci Equipe X, dove X non sta a indicare “incognita”, né “supereroi”, né “livello segreto”. Per noi X significa qualcosa di molto più concreto: non una somma di professionisti, ma una moltiplicazione – spiega Alberto Pecchio – Siamo un gruppo che non aggiunge competenze: le amplifica. E la cosa sorprendente è che questa squadra è composta prevalentemente da giovani professioniste che stanno riscrivendo l’immaginario della chirurgia vascolare, che per anni è stata tradizionalmente percepita ad appannaggio maschile. Asti dimostra che il talento non ha genere e che l’energia delle nuove generazioni può cambiare il passo di un intero reparto».
Si riduce il trauma chirurgico grazie a tecniche mini-invasive, si trattano patologie dell’aorta toracica e addominale con approcci avanzati, si migliora la rivascolarizzazione degli arti inferiori, riducendo complicanze e salvando arti che un tempo rischiavano l’amputazione.
C’è un altro elemento che racconta bene lo spirito dell’equipe X: la collaborazione spontanea, intensa e generosa dei chirurghi vascolari astigiani con l’Ospedale “Michele e Pietro Ferrero” di Verduno.
Grazie alla sintonia tra le due Direzioni Generali, è nata una cooperazione che risponde ai bisogni reali del territorio, garantisce continuità assistenziale, rafforza la rete vascolare interprovinciale e valorizza le competenze dei professionisti di entrambi gli ospedali.
A breve, inoltre, anche l’attività ambulatoriale (circa 11.200 prestazioni) farà un salto in avanti: l’arrivo di nuova strumentazione eco-color-doppler di ultima generazione permetterà di aumentare ulteriormente il numero di esami, migliorare la qualità diagnostica, ridurre i tempi di attesa, offrire un percorso più completo ai pazienti del territorio. Un investimento che non è “solo tecnologia”, ma accesso, vicinanza, risposte più rapide.
«Come direzione – spiega il direttore generale di Asl AT, Giovanni Gorgoni – crediamo fortemente nel gruppo ed è per questo che abbiamo autorizzato l’acquisizione di nuove tecnologie di sala operatoria: non si tratta di semplici aggiornamenti, ma di strumenti che hanno permesso alla Chirurgia Vascolare di Asti di affrontare interventi complessi prima riservati ai grandi centri regionali e nazionali, aumentando nel contempo la sicurezza e la precisione delle procedure».
«L’esperienza della Chirurgia Vascolare dell’Asl di Asti – sottolinea l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi – dimostra come la qualità della sanità pubblica si costruisca investendo sulle persone, sulle competenze e sull’innovazione. Un’equipe giovane, composta in larga parte da professioniste che hanno scelto di mettere il proprio talento al servizio del territorio, rappresenta un segnale importante per tutto il sistema sanitario piemontese. Accanto alle nuove tecnologie e alla collaborazione con l’ospedale di Verduno, questo reparto racconta la capacità di attrarre competenze, fare rete e offrire ai cittadini prestazioni sempre più avanzate vicino a casa. È così che cresce una sanità pubblica moderna: valorizzando i professionisti e mettendo al centro i bisogni delle persone».




