Il Festival Passepartout 2026 si intitola “Voci”
Passepartout, il festival culturale della Città di Asti arrivato alla 23esima edizione, offre un ricco programma che tocca come sempre i temi più vari, dalla geopolitica alla storia, passando per economia, società, diritti, musica e letteratura.
Si svolgerà da lunedì 1 a domenica 7 giugno, organizzato dalla Biblioteca Astense Giorgio Faletti con la Città di Asti e la Regione Piemonte.
Dichiara il Sindaco Maurizio Rasero: “Passepartout resta un momento di incontro molto atteso nel calendario culturale della città. Si affronta come sempre un ampio ventaglio di temi insieme a ospiti competenti e prestigiosi, inseriti in un programma di qualità e aperto a tutti, stimolante e di sicuro richiamo”.
Aggiunge l’Assessore alla Cultura Paride Candelaresi: “Voci è un titolo che ci predispone subito all’ascolto, che poi è uno dei superpoteri di Passepartout: far incontrare le persone per sentire, pensare, domandare e confrontarsi, sui temi più diversi. Il tutto sotto il cielo della nostra bella città, che può sembrare scontato ma non lo è. Asti continua la sua crescita di proposte culturale ed eventi, consolidando la sua posizione sulla mappa degli eventi da non perdere e, in continuità con AstiTeatro, AstiLirica e AstiMusica, contribuisce a tracciare un solco sempre più lungo, solido e fecondo dove poter seminare idee e proposte per raccogliere emozioni ed esperienze che durano nel tempo”
Il Festival Passepartout 2026 si intitola “Voci”, come spiega il direttore scientifico Alberto Sinigaglia: “In un periodo che forse è il più rumoroso della storia – tra immagini di guerre che gridano anche se non hanno il sonoro – ascoltiamo voci pacate, serene. Che ci aiutino a ragionare; a ripassare fatti e figure della nostra storia; a guardare la società, il mondo per individuare possibili rotte di un futuro migliore. Passepartout è cultura da condividere, è consapevolezza, speranza e progetto”.
“Voci” è un titolo che porta con sé il doppio respiro della libertà e della sua negazione.
Ci sono le voci ascoltate, che diventano espressione di dialogo e partecipazione.
E ci sono le voci dimenticate, inascoltate, che restano ai margini e chiedono spazio. Ci sono le voci che resistono, che cantano, che si fanno musica, arte e poesia.
A volte le voci si alzano, si fanno urlo, si trasformano in prevaricazione nel tentativo di sovrastare le altre.
Un festival dedicato alle voci è allora un invito ad ascoltarle nella loro pluralità: quelle che danno forma al presente, quelle che custodiscono la memoria, quelle che aprono possibilità di futuro. Ogni voce porta con sé una storia, un’emozione, un frammento di verità. Metterle in relazione significa accogliere una pluralità che non è rumore, ma coro di umanità.
Prestare la voce è anche attraversare un’altra identità. Lo fa l’attrice che si lascia abitare da un’altra vita, lo fa il regista che decide il ritmo, il silenzio, il modo in cui una storia prende vita.
In ognuno di questi gesti, la voce diventa un passaggio segreto: un ponte invisibile che permette a un’altra esistenza di farsi ascoltare.
Un festival dedicato alle voci nasce da qui: dal desiderio di fermarsi ad ascoltare. Non una voce sola, ma molte.
Ascoltare, allora, non è solo un gesto. È una scelta. È il primo atto di ogni libertà.
La Presidente della Biblioteca Astense Roberta Bellesini sottolinea: “La parola voci porta con sé un’eco profonda, che non è solo e semplice suono. Le voci sono presenza. Sono tracce di identità perché ogni voce racconta qualcosa di unico.
Poi ci sono le voci collettive, quelle di una comunità, che possono unirsi in armonia oppure sovrapporsi fino a diventare rumore.
Le “voci” possono essere quindi ponti invisibili tra le persone, tra l’interno e l’esterno di noi stessi. Passepartout 2026 sarà un’occasione per provare a gettare nuovi ponti”.
Conclude Alessia Conti, Direttrice della Biblioteca Astense: “Voci è un tema che richiama immediatamente la responsabilità dell’ascolto e il valore della parola come strumento di relazione e conoscenza. Con Passepartout 2026 vogliamo dare spazio a una pluralità di voci – letterarie, civili, intime e collettive – che nella Biblioteca Astense trovano ogni giorno un luogo di incontro e di dialogo. Il festival rappresenta per la nostra comunità un’occasione preziosa per fermarsi ad ascoltare, confrontarsi e riconoscersi nella ricchezza delle differenze.”
Maggiori dettagli e aggiornamenti su www.passepartoutfestival.it e sulle pagine social www.facebook.com/PassepartoutFestival ,www.instagram.com/passepartout_festival
Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero e si tengono nel cortile della Biblioteca Astense.




