Come rendere le città a prova di crisi climatica: il confronto a Torino sulle soluzioni già disponibili

Torino, 4 giugno 2026 – Piogge torrenziali che in poche ore allagano strade e quartieri, ma anche periodi di siccità sempre più frequenti e prolungati. Sono due facce della stessa crisi climatica che sta mettendo sotto pressione città, infrastrutture e sistemi di gestione dell’acqua. Per affrontare questa sfida si sono riuniti oggi a Torino, nella sede di SMAT – Società Metropolitana Acque Torino, istituzioni, università, enti ambientali, gestori del servizio idrico e amministrazioni pubbliche in occasione del convegno nazionale “Eventi estremi in ambiti urbani e Sistemi di Drenaggio Urbano Sostenibile”, promosso nell’ambito del progetto europeo LIFE CLIMAX PO.
L’incontro ha portato nel capoluogo piemontese esperienze e soluzioni già adottate in diverse realtà italiane ed europee per affrontare le nuove sfide poste dalla crisi climatica: eventi meteorologici sempre più intensi, crescente pressione sui sistemi di drenaggio urbano e necessità di ripensare la gestione dell’acqua e del territorio in un’ottica di adattamento.
«Il cambiamento climatico sta modificando profondamente il regime delle precipitazioni nel Distretto del Po», dichiara Francesco Tornatore, dirigente dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po e project manager di LIFE CLIMAX PO. «Piogge meno frequenti ma molto più intense mettono sotto pressione sistemi urbani e infrastrutture progettati su condizioni climatiche diverse da quelle attuali. Per questo il tema dell’adattamento deve entrare stabilmente nella pianificazione del territorio. I Sistemi di Drenaggio Urbano Sostenibile sono uno degli strumenti più efficaci per restituire alle città capacità di trattenere, infiltrare e laminare le acque meteoriche, contribuendo a ridurre il rischio di allagamenti e a migliorare la gestione della risorsa idrica.
Con LIFE CLIMAX PO stiamo lavorando affinché questi approcci trovino sempre maggiore spazio negli strumenti di pianificazione e accompagnino il passaggio dal principio dell’invarianza idraulica a una visione più ampia di invarianza idrologica a scala di distretto, in cui ogni trasformazione del territorio sia in grado di mantenere invariato non solo il picco di piena, ma l’intero ciclo idrologico naturale. Una sfida decisiva per preservare gli equilibri della risorsa idrica e aumentare la resilienza dei territori agli effetti della crisi climatica».
Nel corso della giornata il confronto si è concentrato proprio sugli strumenti che possono aiutare le città ad affrontare eventi meteorologici sempre più intensi: dalla pianificazione di bacino ai sistemi di monitoraggio e allerta, dalla gestione del rischio idraulico alla rinaturazione delle aree fluviali. Particolare attenzione è stata dedicata ai Sistemi di Drenaggio Urbano Sostenibile (SUDS) e più in generale alle soluzioni basate sulla natura, come pavimentazioni drenanti, infrastrutture verdi e interventi capaci di trattenere e rallentare il deflusso delle acque piovane, riducendo il rischio di allagamenti e il sovraccarico delle reti fognarie.
Ad aprire i lavori sono stati Paolo Romano, presidente di SMAT – Società Metropolitana Acque Torino, Francesco Tresso, assessore del Comune di Torino, Alessandro Delpiano, segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, ente capofila del progetto LIFE CLIMAX PO, Angelo Robotto, direttore Ambiente, Energia e Territorio della Regione Piemonte, e Secondo Barbero, direttore generale dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Piemonte.
“Ai cambiamenti climatici ed ai fenomeni che ne derivano, ora per la siccità e la carenza di risorsa ora per gli eventi estremi legati agli eccessi che si manifestano con fenomeni sempre più rapidi ma di fortissima intensità, è sempre più necessario contrapporre organizzazioni e infrastrutture resilienti. Ridurre i possibili effetti dannosi è una responsabilità ambientale dovuta ed irrinunciabile: è necessario agire tempestivamente e smettere di considerare emergenza quello che, purtroppo, è ormai ordinario”, dichiara Paolo Romano, Presidente SMAT.
Hanno inoltre portato il proprio contributo Marta Martinengo e Francesco Tornatore dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, Elisa Brussolo ed Edoardo Burzio di SMAT – Società Metropolitana Acque Torino, Angelo Torcaso del Gruppo HERA, Dariush Kian dell’Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste della Lombardia, Maria Francesca Scaldaferri della Regione Emilia-Romagna, Pierluigi Claps del Politecnico di Torino, Paola Galgani, vicesindaca del Comune di Firenze, Immacolata Tolone della Direzione Territorio e Sistemi Verdi della Regione Lombardia, Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, e Marialuisa Campani dell’Agenzia Territoriale dell’Emilia-Romagna per i Servizi Idrici e Rifiuti
Life Climax Po
E’ un progetto europeo cofinanziato dal programma LIFE della Commissione europea. Coordinato dall’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, Life Climax Po coinvolge 25 partner tra regioni, università, enti ambientali, gestori del servizio idrico, consorzi di bonifica, associazioni e centri di ricerca. Il progetto opera sull’intero Distretto del Po – circa 87 mila chilometri quadrati dove vive quasi un terzo della popolazione italiana – con l’obiettivo di rafforzare la capacità dei territori di adattarsi agli effetti della crisi climatica attraverso pianificazione, innovazione, formazione, strumenti decisionali e coinvolgimento delle comunità locali.



