Cultura e Società

Inaugurazione del salotto culturale “Arena Piemonte”

Chiarelli: "E' il salotto culturale di una regione che ha scelto di stare al centro del dibattito nazionale sulla cultura, editoria e produzione creativa"

Marina Chiarelli, assessore alla Cultura:

“L’Arena Piemonte nasce per essere molto più di uno spazio istituzionale: è il salotto culturale di una Regione che ha scelto di stare al centro del dibattito nazionale sulla cultura, sull’editoria e sulla produzione creativa. Abbiamo voluto costruire un luogo vivo, contemporaneo, capace di raccontare il Piemonte attraverso le sue storie, i suoi territori, il cinema, i libri, le idee e le persone che ogni giorno producono cultura.

Qui il Piemonte si presenta come un sistema culturale unito: dalle montagne ai laghi, dalle colline alle città, dai grandi festival ai piccoli comuni, dalle biblioteche al cinema, fino alle nuove generazioni che rappresentano la vera sfida del futuro. L’Arena Piemonte è il simbolo di una visione politica precisa: investire nella cultura significa investire nello sviluppo, nell’identità e nella competitività dei territori.

Al Salone del Libro portiamo una Regione che non si limita a partecipare, ma che vuole guidare una nuova stagione culturale nazionale, mettendo in rete istituzioni, fondazioni, imprese culturali e comunità locali. Perché oggi la cultura non è più un settore isolato: è un’infrastruttura strategica che crea lavoro, opportunità e coesione sociale”.

Le Regioni per la cultura: visioni e strategie tra editoria e innovazione

Un momento di confronto istituzionale che mette al centro il ruolo delle Regioni come motore delle politiche culturali in Italia, in un dialogo aperto tra territori, esperienze e modelli di sviluppo.

All’interno del Salone Internazionale del Libro di Torino, l’incontro rappresenta un’occasione concreta per riflettere su come la cultura, oggi, non sia solo patrimonio da custodire, ma leva strategica per generare crescita, innovazione e nuove opportunità, soprattutto per le giovani generazioni.

Attraverso il contributo degli assessori regionali e dei rappresentanti istituzionali, il dibattito affronta temi centrali: il sostegno alla filiera editoriale, l’evoluzione dei linguaggi culturali, l’integrazione tra tradizione e innovazione, fino alla capacità dei territori di costruire sistemi culturali solidi e competitivi.

Prenderanno parte all’evento l’onorevole Gerolamo Cangiano, componente della VII Commissione Cultura, Scienze e Istruzione, Mario Anzil, vicepresidente e assessore alla Cultura e allo Sport della Regione Friuli Venezia Giulia, Francesca Caruso assessore alla Cultura della Regione Lombardia, Simona Ferro assessore alla Cultura e Spettacolo, Sport, Scuola, Università, Formazione, Orientamento al lavoro, Politiche dell’occupazione, Pari opportunità, Tutela e valorizzazione dell’infanzia, Tutela dei consumatori, Animali d’affezione, Politiche giovanili e Cittadinanza responsabile della Regione Liguria e Valeria Mantovan assessore all’Istruzione, Formazione, Competenze e Culture della Regione Veneto.

La digitalizzazione del patrimonio culturale rappresenta oggi una delle sfide più strategiche per le politiche culturali regionali, perché significa non solo conservare la memoria, ma renderla accessibile, viva e fruibile dalle nuove generazioni.

La Regione Piemonte investe da anni in progetti dedicati agli archivi e al patrimonio bibliografico, sostenendo interventi che coniugano tutela degli originali, innovazione tecnologica e accesso democratico alla cultura. Solo nel 2025 sono stati destinati 640 mila euro ai progetti di digitalizzazione archivistica e 230 mila euro alla valorizzazione del patrimonio bibliografico.

Gli interventi coinvolgono enti pubblici e realtà private di tutto il territorio: dagli archivi storici comunali alle fondazioni culturali, dalle raccolte fotografiche agli archivi sonori, fino alla digitalizzazione dei catasti storici e dei documenti più antichi conservati in Piemonte.

Tra le esperienze più significative emerge l’emeroteca digitale piemontese, che attraverso il portale “Giornali del Piemonte” rende consultabili gratuitamente periodici storici locali, diventando un modello di riferimento nazionale. Tra gli interventi più rilevanti, la quasi completa digitalizzazione della “Gazzetta del Popolo”, patrimonio fondamentale per la ricostruzione della storia sociale e culturale del territorio.

«Oggi le politiche culturali non possono più limitarsi alla sola conservazione del patrimonio. Le Regioni hanno la responsabilità di costruire sistemi culturali capaci di generare crescita, innovazione, occupazione e nuove opportunità per le giovani generazioni – dichiara Marina Chiarelli, assessore alla Cultura della Regione Piemonte –. Il Piemonte ha scelto con chiarezza questa direzione: investire sulla cultura come infrastruttura strategica, rafforzando le reti territoriali, sostenendo la filiera editoriale e accompagnando il mondo culturale nei processi di trasformazione contemporanea.

La digitalizzazione del patrimonio culturale rientra pienamente in questa visione: significa rendere la cultura più accessibile, rafforzare la presenza del patrimonio piemontese nei sistemi digitali nazionali e creare nuove opportunità di studio, ricerca e partecipazione culturale.

Il confronto tra le Regioni al Salone del Libro dimostra che esiste una visione condivisa: la cultura è una leva di sviluppo competitivo, identitario e sociale su cui si gioca una parte importante del futuro del Paese. La cultura oggi è una scelta strategica, non un settore accessorio. Le Regioni stanno diventando il motore delle nuove politiche culturali italiane, capaci di unire identità, innovazione e sviluppo. Il Piemonte vuole stare al centro di questa trasformazione, costruendo un sistema culturale moderno, competitivo e sempre più vicino ai giovani, ai territori e alle nuove forme di produzione culturale».

Il confronto tra esperienze diverse — dal Piemonte alla Liguria, dalla Lombardia al Veneto fino al Friuli Venezia Giulia — restituisce una visione plurale ma convergente: la cultura come infrastruttura strategica, capace di rafforzare identità, creare lavoro qualificato e generare valore nel lungo periodo.

In questo contesto, il Piemonte si presenta come laboratorio attivo di politiche culturali, con un approccio che punta sulla costruzione di reti, sull’accesso alla cultura e sul sostegno concreto agli operatori, con uno sguardo sempre più orientato all’innovazione e ai nuovi pubblici.

Un appuntamento che non è solo racconto, ma direzione: quella di un sistema culturale sempre più integrato, dinamico e capace di parlare al futuro.

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