Asti-Cuneo, il sogno di un territorio che si avvera

Da lunedì 20 aprile 2026 la tanto attesa autostrada A33, che collega Asti e Cuneo, è finalmente finita. È infatti stata aperta anche la seconda carreggiata tra Alba Ovest e Cherasco. A fine dicembre 2025 era già stata aperta una prima corsia, ora l’importante infrastruttura è completa.
A sottolineare la lunga attesa del territorio per un’opera essenziale, è stato il sindaco di Cherasco, Claudio Bogetti, che fino al dicembre scorso ha visto troppo spesso l’immagine dell’autostrada incompiuta che terminava in un campo sul territorio del suo comune. Un’immagine che si potrebbe ormai definire storica e che adesso è solo più un ricordo.
«L’inaugurazione di questo tratto dell’autostrada – ha commentato Bogetti durante l’inaugurazione del 20 aprile – rappresenta il compimento di un’opera attesa da anni. Un’attesa lunga, che il nostro territorio ha affrontato con quella pazienza concreta e operosa che spesso viene definita, non a caso, pazienza sabauda. Una pazienza fatta di determinazione e capacità di guardare lontano, ma che oggi trova finalmente una risposta concreta».
L’apertura della seconda corsia e quindi la fine dei lavori dell’A33 consente di superare una carenza infrastrutturale della provincia di Cuneo, una mancanza che per anni ha penalizzato la mobilità e la competitività del territorio.
«Quest’opera – ancora il primo cittadino di Cherasco – avrà ricadute importanti sull’economia locale. Migliorare i collegamenti significa rendere le nostre imprese più competitive, facilitare la logistica, attrarre nuovi investimenti, sostenere lo sviluppo turistico di un territorio ricco di eccellenze».
L’apertura dell’A33 avvenuta, seppur parzialmente, a dicembre, ha mostrato da subito i benefici sul traffico lungo le strade che si snodano tra Asti e Cuneo, come nell’abitato di Bra o nella frazione Roreto di Cherasco, dove si è registrato un deciso calo dei mezzi pesanti, rendendo così più fluida la mobilità e anche garantendo maggior sicurezza.
L’Asti-Cuneo oggi collega ben 33 Comuni e unisce due province, assicurando anche un innesto rapido alle direttrici A21 Torino-Piacenza e A6 Torino-Savona.
Mentre si chiude positivamente quindi una lunga avventura, segnata da troppi ostacoli trovati sul percorso, ora si guarda con speranza alle opere di adduzione, che completeranno il fabbisogno del territorio, rendendolo ancora più competitivo e attrattivo.
In conclusione del suo intervento, Bogetti: «A nome di tutti i sindaci, desidero ringraziare chi ha lavorato per arrivare a questo traguardo. Sia chi, a livello decisionale, sia chi operativamente, giorno e notte, ha contribuito a giungere finalmente all’apertura, dopo aver ottenuto le numerose autorizzazioni necessarie per un’opera così fondamentale. Sarà importante che il sistema dei pedaggi sia attentamente calibrato, in modo da favorire un utilizzo ampio e diffuso dell’infrastruttura da parte di cittadini e imprese. Un’autostrada pienamente accessibile è infatti una condizione essenziale perché possa esprimere tutto il suo potenziale a beneficio del territorio. Desidero ribadire la piena disponibilità delle amministrazioni locali a collaborare, con spirito costruttivo, alla definizione e alla realizzazione delle opere di adduzione e collegamento, per il bene delle nostre comunità e per la piena valorizzazione dell’autostrada stessa».




