Economia

Binzoni (FDI): “Stop ai ‘contratti pirata’: tuteliamo i lavoratori e le aziende oneste dalla concorrenza sleale”

Il settore ricettivo e alberghiero rappresenta uno dei motori trainanti della nostra economia regionale, ma per rimanere competitivo deve fondarsi su regole chiare, trasparenti e giuste. Non è più tollerabile il fenomeno del dumping contrattuale, che genera concorrenza sleale per le aziende e al contempo lavoratori di serie A e di serie B“. Lo dichiara Alessandra Binzoni, vice capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale a margine dell’audizione in III Commissione di Confesercenti, Confcommercio e CNA in merito al tema del dumping contrattuale.

La nostra posizione è da sempre chiara e lineare – spiega Binzoni. – Da un lato, abbiamo il dovere sacrosanto di difendere i lavoratori da accordi al ribasso che sottraggono tutele, riducono i guadagni e diminuiscono, quando non azzerano, i benefit legati al welfare. Dall’altro, è altrettanto urgente tutelare la stragrande maggioranza delle nostre aziende che applicano correttamente i contratti collettivi nazionali. Queste realtà virtuose oggi subiscono una concorrenza sleale inaccettabile da parte di chi, utilizzando le scorciatoie dei contratti pirata, riesce ad abbattere i costi del lavoro“.

In un periodo di difficoltà economica e di aumento dei costi energetici risultano certamente più attrattivi quei tipi di contratto che possono consentire all’imprenditore di risparmiare almeno 8000 euro a lavoratore all’anno. Ed in effetti, su scala nazionale gli effetti si sono già fatti vedere, con un aumento del 141% dei cosiddetti “contratti pirata” tra il 2019 e il 2024, ultimo anno per il quale abbiamo rilevazioni certe. Si tratta di 160mila lavoratori coinvolti a livello nazionale, di cui 4040 in Piemonte. E non c’è dubbio che nell’ultimo biennio la cifra sia ulteriormente salita.

Per fortuna la nostra Regione è una di quelle più virtuose, dove i “contratti pirata” hanno attecchito meno: ma non possiamo abbassare la guardia. Il contrasto al lavoro povero e alle storture del mercato non si fa con l’assistenzialismo o con iniziative al ribasso come il salario minimo, ma garantendo la legalità e la parità delle condizioni di partenza per le imprese. Chi rispetta la legge e investe sulle risorse umane non deve essere penalizzato. Il nostro obiettivo deve essere quello di rendere le condizioni meno attraenti per chi pensa di utilizzare quelle forme di contratto, ad esempio, come suggerito dalle associazioni datoriali, escludendo dall’accesso a bandi, gare, rimborsi e bonus quelle imprese che non rispettano i contratti siglati dalle associazioni più rappresentative” conclude la vice capogruppo di FdI.

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