Cronaca

Falso matrimonio Asti, tre denunciati

Continua l’attività di controllo dell’Ufficio Immigrazione volta a scoprire i cosiddetti matrimoni di comodo, contratti al solo fine di ottenere il permesso di soggiorno. L’ultimo caso scoperto riguarda una coppia di sposi, lei italiana, lui del Pakistan.
Secondo quanto spiegato, insospettiti sulla effettiva unione matrimoniale, poiché presso l’indirizzo di residenza dichiarato dalla coppia risultavano numerose dichiarazione di ospitalità fornite da cittadini stranieri all’atto del rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno, il personale dell’Ufficio Immigrazione dava avvio ad una serie di controlli dai quali emergevano irregolarità.
In particolare, l’appartamento che avrebbe dovuto essere il focolare domestico, di fatto sarebbe stato un dormitorio di cittadini pachistani, tra i quali anche soggetti soggiornanti irregolarmente sul territorio nazionale, nei confronti dei quali sono stati adottati decreti di espulsione. Della coppia in argomento, risultava abitare, presso detto alloggio, solo il marito.
In base a quanto appurato, convocata la donna in Questura ed edotta sulle ulteriori conseguenze penali dettate da un’eventuale atteggiamento reticente, la cittadina italiana avrebbe ammesso che il matrimonio era stato contratto al solo fine di far ottenere i documenti di soggiorno al cittadino extracomunitario che si trovava in stato di clandestinità. In particolare, sarebbe stata pattuita, con il promesso sposo, la somma di 5000 euro, consegnati, in parte, prima del matrimonio ed i restanti successivamente.
L’incontro tra i due coniugi era stato favorito da un cittadino straniero che, anch’esso dietro verosimile compenso, aveva messo in contatto la donna con il futuro marito.
I due “coniugi” sono stati denunciati per falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico e, unitamente all’uomo che aveva favorito l’unione coniugale, indagati anche per il reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina.
Il ricorso al matrimonio dietro compenso, al fine di ottenere il permesso di soggiorno, viene usato come strumento per la regolarizzazione da soggetti soggiornanti irregolarmente sul territorio nazionale e spesso dediti ad attività illecite, ma configura una fattispecie di reato.

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