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BallaTorino Social Dance, IV edizione

Dal 17 al 25 ottobre Torino torna a essere una città danzante. La IV edizione si svilupperà lungo 9 giorni con 70 appuntamenti che si svolgeranno in oltre 50 luoghi della città, coinvolgendo 120 società sportive, scuole di ballo, associazioni e compagnie, 600 maestri, ballerine e ballerini, musicisti grazie a oltre 50 tra partner e realtà che collaborano all’iniziativa.

Torino, 12 ottobre 2026 – Da sabato 17 a domenica 25 ottobre 2026 torna BallaTorino Social Dance, il progetto che porta il ballo anche fuori dai suoi luoghi abituali per farlo entrare nelle piazze e nelle strade, nei musei e nelle scuole, negli ospedali e nei luoghi di lavoro, nei mercati, nei parchi e nei ristoranti, oltre che nelle discoteche e nelle sale da ballo.

Dal Palazzetto dello Sport Gianni Asti a via Roma, da via Po alla Galleria San Federico, dal Polo del ’900 a Villa della Regina, dall’ex Mercato Ittico di Porta Palazzo al Parco del Valentino, dall’ex Curia Maxima al Dancing Le Roi, passando per Casa del Quartiere di San Salvario, Sporting Dora, Galleria Tirrena, Ospedali Regina Margherita, Mauriziano, e Sant’Anna, centri riabilitativi, scuole, mercati, Borgo Dora, spazi aziendali e locali cittadini, Torino diventa per nove giorni una grande pista da ballo diffusa.

Una manifestazione costruita sulla partecipazione e sull’incontro tra mondi diversi: danza sportiva e ballo sociale, pratica professionale e amatoriale, tradizioni popolari e linguaggi contemporanei, patrimonio culturale e nuove generazioni. Tango, swing, jazz dance, tip tap, boogie woogie, danze occitane e piemontesi, balli latinoamericani, capoeira, flamenco, danze storiche, country, pizzica e danze del Sud, danze orientali e greche, urban dance e tradizioni coreutiche provenienti da diversi Paesi del mondo compongono un programma plurale che mette al centro il piacere e il valore sociale del danzare insieme.

Ballare per stare bene, ballare per costruire comunità

Giunta alla sua quarta edizione, BallaTorino Social Dance prosegue il percorso iniziato nel 2023 e sviluppato da un’idea semplice e insieme radicale, una concezione del ballo che ne intreccia le molteplici dimensioni: cultura, inclusione, condivisione, partecipazione, ben-essere, divertimento, appartenenza, interculturalità e scoperta della città.

Dopo tre edizioni e oltre 35.000 presenze complessive, BallaTorino si è affermata nel panorama culturale cittadino come un progetto capace di mettere in relazione la grande e articolata comunità del ballo con la città e con i suoi luoghi. L’obiettivo è costruire, attraverso il ballo, un’idea di città più inclusiva, nella quale il movimento diventa occasione per incontrarsi, conoscersi, superare differenze generazionali, culturali e sociali e riscoprire gli spazi urbani attraverso una modalità diversa di abitarli.

Un percorso che raccoglie anche l’eredità del convegno nazionale “Le città danzano il futuro”, tenutosi a Torino il 16 ottobre 2025, e del Manifesto “Torino città danzante”, adottato dalla Città di Torino nell’ottobre 2024: due passaggi che hanno contribuito ad aprire un confronto sul ruolo sociale della danza e sulla possibilità di sviluppare a Torino un modello capace di dialogare con altre città e territori italiani ed europei. In questa logica di allargamento dei confini, delle convergenze e delle alleanze BallaTorino, con il 2026, ha felicemente iniziato un percorso di collaborazione con enti terzi che hanno accolto gli obiettivi e sottoscritto degli impegni di valorizzazione del ballo e della danza. Tra questi, con convenzione triennale già perfezionata, le Residenze reali sabaude per Villa della Regina, e Polo del ‘900 e Federalberghi con accordi in itinere.

Le dichiarazioni

«Con BallaTorino la danza esce dai suoi luoghi tradizionali e trasforma Torino in un grande palcoscenico diffuso, aperto e inclusivo, dove il ballo diventa occasione di cultura, benessere e socialità. La scelta di dedicare l’apertura al rapporto tra danza e sport assume un significato particolare nell’anno del ventesimo anniversario dei Giochi Olimpici di Torino 2006: entrambi sono infatti straordinari strumenti di partecipazione e di costruzione di comunità. – dichiara Domenico Carretta, Assessore allo Sport Turismo e Grandi Eventi della Città di Torino – Siamo orgogliosi di sostenere una manifestazione che valorizza il volto accogliente e dinamico della nostra città e invita tutte e tutti i cittadini a esserne protagonisti. Perché una città che balla è una città che si incontra e cresce insieme».

«La nuova edizione di Balla Torino raccoglie i frutti di un sapiente lavoro di cucitura tra diverse componenti della città che insieme raccontano una comunità che sceglie musica e movimento per incontrarsi, comunicare, condividere. – dichiara Maria Grazia Grippo, Presidente del Consiglio comunale della Città di Torino – Il programma cresce in qualità e quantità degli appuntamenti, le relazioni dei promotori anche oltre confine aumentano e la città mostra per intero un’altra vocazione inaspettata. Perciò auspico che nell’entusiasmante percorso del city branding voluto da sindaco e giunta anche questo aspetto possa trovare la giusta collocazione. Perché “Torino: balla!”.

«La Città metropolitana di Torino accoglie con grande entusiasmo il ritorno di BallaTorino Social Dance. Nella storia dell’umanità la danza sociale non è mai stata un semplice intrattenimento, ma un linguaggio di straordinaria potenza: un rituale collettivo capace di azzerare le distanze, intessere relazioni umane e rafforzare il senso di appartenenza. In questo ricco palinsesto, siamo particolarmente orgogliosi dell’attenzione riservata alle danze occitane e francoprovenzali. – dichiara Jacopo Suppo, Vicesindaco di Città Metropolitana di Torino – Un tema caro alla Città metropolitana di Torino, che da sempre opera per la tutela e la valorizzazione delle minoranze linguistiche storiche in attuazione della Legge 482/1999. Nelle nostre valli e nell’arco alpino occidentale, la lingua, il canto e il ballo tradizionale non sono eredità del passato, ma un patrimonio immateriale vivo che mette in contatto le radici locali con la contemporaneità».

«La cultura diventa davvero una possibilità quando riesce ad andare incontro alle persone. – dichiara Marina Chiarelli, assessore alla Cultura della Regione Piemonte – BallaTorino lo fa attraverso un gesto semplice e universale come il ballo: porta la danza fuori dai luoghi tradizionali e la fa entrare nelle scuole, nei musei, negli ospedali, nei mercati, nei luoghi di lavoro e nelle piazze. Per nove giorni Torino diventa così uno spazio da vivere insieme, dove professionisti, appassionati, giovani, anziani e cittadini possono incontrarsi attraverso il movimento. È una bella idea di cultura: una cultura che crea benessere, abbatte distanze e costruisce relazioni. E soprattutto una cultura alla quale non si assiste soltanto, ma della quale ciascuno può diventare protagonista».

«BallaTorino è un modo per vivere la città, incontrarsi e stare insieme. – dichiara Davide Nicco Presidente del Consiglio regionale del Piemonte dichiara – Portare il ballo nelle piazze, nelle scuole, nei musei, negli ospedali e nei luoghi della quotidianità crea occasioni di partecipazione, benessere e inclusione. Una città che balla è una città che si incontra, che abbatte le distanze e costruisce comunità. Anche per questo il Consiglio regionale è orgoglioso di accompagnare questa bella esperienza».

“BallaTorino è per la Fondazione un progetto nodale perché è connesso con la nostra missione statutaria: quella di realizzare una rigenerazione urbana che parta dal coinvolgimento delle comunità per restituire loro valori da difendere e presidiare come la cittadinanza, l’appartenenza, la solidarietà. – commenta Cristina Peddis, Presidente Fondazione Contrada Torino – Anche nel 2026 Torino, con il ballo sociale, diventerà lo spazio in cui perseguire questi obiettivi, all’interno del quale potrà mostrare la sua storica attitudine a promuovere la pace, il rispetto e la cooperazione tra le persone. Un luogo ideale di incontro e di dialogo dove lo spazio pubblico e le numerose sedi di Balla Torino diventeranno palcoscenici dello spettacolo sociale condiviso».

Le novità del 2026: sport, benessere, tradizioni e un ponte attraverso le Alpi

Due grandi direttrici attraversano BallaTorino 2026, mettendone in risalto le varie sfaccettature.

La prima mette al centro sport, attività motoria e benessere. A vent’anni dai Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, BallaTorino approfondisce il rapporto tra danza, movimento e pratica sportiva come strumenti di benessere psicofisico, socialità e inclusione.

La manifestazione si apre significativamente sabato 17 ottobre al Palazzetto dello Sport Gianni Asti con “A tutto ballo”, una lunga giornata in cui danza sportiva e ballo sociale si incontrano. Dopo l’inaugurazione ufficiale e la presentazione delle scuole aderenti a BallaTorino 2026, saranno premiate 60 società sportive e i campioni e le campionesse che hanno ottenuto importanti risultati agonistici nella passata stagione; seguiranno una gara amatoriale federale e, in serata, una grande kermesse aperta al pubblico.

La danza sportiva torna così alla sua dimensione originaria di incontro. Movimento e danza diventano strumenti capaci di generare rapporti sociali, attenuare tensioni e conflittualità e promuovere un’idea di benessere nella quale la dimensione individuale si realizza anche attraverso la relazione con l’altro.

La seconda direttrice guarda invece alle tradizioni musicali e danzanti delle minoranze linguistiche delle aree di confine, al di qua e al di là delle Alpi, mettendole in dialogo con le danze folkloristiche piemontesi e con i balli del mondo. BallaTorino apre così una prospettiva transfrontaliera verso le Alpi francesi e l’area Rhône-Alpes, rafforzata idealmente dall’appuntamento con i Giochi Olimpici Invernali che le Alpi francesi ospiteranno nel 2030. Le tradizioni delle comunità subalpine e transalpine diventano un patrimonio vivo da conoscere, confrontare e soprattutto praticare insieme.

Un primo momento di approfondimento sarà la tavola rotonda “Parole in Danza”. Prospettive di valorizzazione della cultura delle minoranze: lingue, tradizioni e balli tra Piemonte e Francia”, domenica 18 ottobre al Polo del ’900, seguita nel pomeriggio da “Le parole danzano”, quando le comunità piemontesi e delle aree di confine porteranno in via Roma musiche, strumenti, costumi e danze tradizionali coinvolgendo il pubblico in un grande ballo collettivo.

L’edizione 2026 rafforza inoltre l’attenzione verso le nuove generazioni, i loro linguaggi, stili e luoghi di aggregazione, come le discoteche e verso i nuovi cittadini torinesi e le seconde generazioni, per fare del ballo un terreno concreto di incontro interculturale.

In questa prospettiva si inserisce anche il lavoro di apertura nazionale e internazionale del progetto, immaginando BallaTorino come uno degli strumenti attraverso cui raccontare una Torino partecipativa, interculturale e aperta all’Europa anche nel percorso verso la candidatura a Capitale Europea della Cultura 2033.

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