Nuovo Ospedale di Alessandria: al via venerdì la gara per la progettazione
L’apertura subito dopo il riconoscimento a primo IRCCS pubblico piemontese

A pochi giorni dalla firma del decreto del Ministro della Salute Orazio Schillaci che ha riconosciuto l’IRCCS Alessandria-Casale, primo Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico pubblico del Piemonte, il territorio alessandrino compie un nuovo passo nel proprio percorso di crescita e innovazione.
Il riconoscimento ministeriale e l’avvio delle grandi opere di edilizia sanitaria, dalla riqualificazione del Presidio Infantile al nuovo ospedale, delineano infatti una visione integrata che vede Alessandria assumere un ruolo sempre più strategico per il sistema sanitario piemontese, grazie anche al lavoro sviluppato in questi anni dal Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione (DAIRI) nel campo della ricerca, della formazione e dell’innovazione.
Dopo aver presentato a inizio giugno l’avvio dei lavori del nuovo Blocco Operatorio dell’Infantile, da oltre 7,5 milioni di euro, prosegue anche il percorso per la realizzazione del nuovo ospedale di Alessandria con l’apertura, venerdì 19 giugno, del bando di gara che individuerà l’operatore economico a cui affidare la progettazione della futura struttura sanitaria che sorgerà nell’area Galimberti, individuata dalla Regione Piemonte come il sito più idoneo.
«Si tratta di un passaggio fondamentale nell’iter che porterà alla realizzazione di uno dei più importanti investimenti di edilizia sanitaria del Piemonte – sottolineano il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e l’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi -: per un valore complessivo di 410 milioni di euro, sarà finanziato attraverso il programma INAIL dedicato agli interventi di elevata utilità sociale in questo campo».
«La pubblicazione del bando per la progettazione del nuovo ospedale di Alessandria, rappresenta un passaggio fondamentale verso la realizzazione di un’opera strategica per il territorio e per l’intero Piemonte – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi – Si tratta di un investimento da 410 milioni di euro, finanziato attraverso il programma INAIL dedicato agli interventi di elevata utilità sociale, che rientra nel grande piano di edilizia sanitaria regionale da quasi 5 miliardi di euro, con il quale stiamo rinnovando profondamente la rete ospedaliera piemontese. In questo contesto, e a conferma della volontà di accompagnare concretamente il percorso che porterà alla realizzazione della nuova struttura, la Regione Piemonte ha anticipato i fondi per la progettazione, per 20 milioni di euro, che INAIL restituirà al momento della validazione del progetto.
Il nuovo ospedale di Alessandria, che vedrà un incremento di oltre 120 posti letto, sarà una struttura moderna, sostenibile, tecnologicamente avanzata e progettata per mettere al centro le persone, integrando assistenza, ricerca, formazione e innovazione. È un progetto che guarda al futuro della medicina e che consentirà di offrire ai cittadini servizi sempre più qualificati, in spazi adeguati alle esigenze della sanità contemporanea.
Dopo l’avvio dei lavori del nuovo blocco operatorio dell’Infantile e il recente riconoscimento dell’IRCCS pubblico Alessandria-Casale, questo ulteriore passo conferma la centralità del territorio alessandrino nella strategia di sviluppo della sanità piemontese e testimonia la volontà della Regione di investire concretamente in strutture capaci di coniugare qualità delle cure, ricerca e innovazione».
Il nuovo ospedale sorgerà su un’area di circa 20 ettari e sarà progettato per rispondere alle esigenze assistenziali, formative e di ricerca di un territorio che rappresenta un punto di riferimento per il quadrante sud-orientale della regione.
Secondo il dimensionamento preliminare elaborato nell’ambito della collaborazione tra l’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Alessandria e il Politecnico di Torino, la struttura avrà una superficie lorda di oltre 94 mila metri quadrati, comprendendo anche gli spazi destinati alla didattica universitaria, alla formazione e alla ricerca coordinata dal DAIRI, e potrà contare su 632 posti (dagli attuali 510) tra posti letto (542) e posti tecnici (90), cioè postazioni per attività diagnostiche, terapeutiche e di osservazione.
L’obiettivo è realizzare un ospedale di nuova generazione, caratterizzato da elevati standard tecnologici, sostenibilità ambientale, efficienza energetica e flessibilità organizzativa. La progettazione dovrà coniugare innovazione digitale, percorsi assistenziali moderni e ambienti capaci di mettere al centro la persona, favorendo l’umanizzazione delle cure e il benessere di pazienti, familiari e professionisti.
L’intervento rappresenta inoltre una significativa opportunità di trasformazione urbana per la città di Alessandria. Il nuovo ospedale sarà infatti concepito come un’infrastruttura aperta e integrata con il territorio, capace di generare sviluppo, attrattività e nuove connessioni tra sanità, università, ricerca e comunità locale.
L’avvio della gara è il risultato di un percorso avviato nel 2023, quando il Consiglio regionale del Piemonte ha individuato nell’area Galimberti il sito più idoneo per la realizzazione della nuova struttura. Successivamente, nel marzo 2024, l’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Alessandria ha sottoscritto con il Politecnico di Torino un accordo finalizzato alla predisposizione dei documenti tecnici necessari alla progettazione dell’opera.
La procedura di gara sarà gestita direttamente dall’AOU AL con il supporto di un gruppo di lavoro multidisciplinare dedicato. L’obiettivo è individuare l’operatore economico e affidare il servizio di progettazione entro il 2026, per giungere alla predisposizione del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica da trasmettere all’INAIL entro il 2027.
«Con la pubblicazione del bando – afferma Valter Alpe, Direttore Generale AOU AL – prende forma una nuova fase di un progetto destinato a ridisegnare il futuro della sanità alessandrina e piemontese, attraverso una struttura moderna, sostenibile e orientata all’innovazione, in grado di rispondere alle esigenze della medicina del futuro e di accompagnare lo sviluppo dell’attività universitaria e della ricerca sanitaria sul territorio, sempre mettendo al centro la qualità dei percorsi di cura e i bisogni di pazienti, professionisti e comunità».
A questo importante investimento infrastrutturale si affianca il recente riconoscimento dell’IRCCS Alessandria-Casale, il primo pubblico del Piemonte e uno dei pochi IRCCS pubblici universitari presenti in Italia. Un traguardo storico per la sanità piemontese che corona un percorso avviato oltre quindici anni fa e costruito grazie alla collaborazione tra Regione Piemonte, DAIRI, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria, ASL AL e Università del Piemonte Orientale. Il nuovo Istituto insisterà sull’area tematica di Cardiologia-Pneumologia, con un particolare focus sulle patologie ambientali e sul mesotelioma, ambiti nei quali il territorio alessandrino e Casale Monferrato rappresentano una delle realtà più scientificamente avanzate a livello nazionale e internazionale.
«Il riconoscimento dell’IRCCS pubblico Alessandria-Casale e l’avvio della progettazione del nuovo ospedale rappresentano due percorsi distinti ma profondamente collegati – spiegano il presidente Cirio e l’assessore Riboldi –. Da un lato abbiamo ottenuto un traguardo storico che inserisce il Piemonte nella rete degli IRCCS pubblici, dall’altro stiamo costruendo una struttura che sarà in grado di valorizzare pienamente questa nuova dimensione di ricerca, innovazione e alta specializzazione.
L’IRCCS pubblico Alessandria-Casale nasce da una storia fatta di competenze, ricerca e capacità di fare rete, sviluppata negli anni grazie al fondamentale apporto di moltissime realtà del territorio, prima tra tutte il DAIRI, e il suo direttore Antonio Maconi. Oggi quel patrimonio trova un riconoscimento nazionale e guarda al futuro con una prospettiva ancora più ambiziosa.
Il nostro obiettivo è fare in modo che i benefici di questo risultato non si fermino ad Alessandria e Casale Monferrato, ma si traducano in opportunità per l’intera sanità piemontese, rafforzando la capacità di attrarre professionisti, investimenti, progetti di ricerca e nuove opportunità di cura per i cittadini. Per questo continuiamo a dire che il decreto firmato dal Ministro rappresenta un punto di partenza e non di arrivo».
In questo percorso, dome detto, un ruolo centrale è stato svolto dal DAIRI, struttura che ha consentito di integrare ricerca e assistenza, costruire reti di collaborazione e consolidare un modello organizzativo oggi riconosciuto come uno degli elementi qualificanti dell’IRCCS pubblico Alessandria-Casale. Proprio il DAIRI, cui la Regione Piemonte ha attribuito anche un ruolo di supporto regionale per l’organizzazione della ricerca, rappresenta uno degli strumenti attraverso cui il riconoscimento potrà generare ricadute positive non solo per il territorio alessandrino e casalese, ma per l’intero sistema sanitario piemontese.
«Il riconoscimento dell’IRCCS pubblico Alessandria-Casale rappresenta il punto di arrivo di un percorso iniziato molti anni fa, quando il territorio ha chiesto alla sanità e alla ricerca di assumersi una responsabilità concreta di fronte alla tragedia dell’amianto e del mesotelioma – afferma Antonio Maconi, Commissario straordinario per il riconoscimento dell’IRCCS dell’AOU AL e Direttore del DAIRI – Da quella spinta è nato un modello che ha integrato assistenza, ricerca, didattica e territorio, costruendo nel tempo competenze, infrastrutture e collaborazioni. Oggi questo riconoscimento non è un traguardo definitivo, ma l’inizio di una nuova fase: significa diagnosi più precoci, accesso a percorsi specialistici e sperimentazioni cliniche, maggiore capacità di attrarre talenti e una responsabilità ancora più forte verso i pazienti e verso tutto il sistema sanitario regionale».
«Per l’Università del Piemonte Orientale, per il territorio alessandrino e per l’intero sistema sanitario regionale, questa è una svolta che cambierà le dinamiche che regolano il legame tra ricerca e assistenza – dichiara il Rettore UPO, professor Menico Rizzi -. Il riconoscimento IRCCS rafforza ulteriormente il rapporto con la ricerca clinica e biomedica che investe in modo transdisciplinare tutti i Dipartimenti del nostro Ateneo, che con l’integrazione nelle Aziende Ospedaliero-Universitarie di Alessandria e di Novara ha nell’ambito sanitario uno dei suoi elementi portanti. I risvolti positivi coinvolgeranno anche la qualità della nostra offerta formativa e di riflesso l’ecosistema assistenziale, che potrà contare su professionisti formati a contatto ancor più diretto con l’eccellenza scientifica aumentando l’attrattività del sistema nei confronti di studenti e ricercatori. In questa prospettiva UPO guarda con grande interesse al futuro dei nuovi ospedali di Alessandria e di Novara, e alla possibilità che il nuovo campus universitario alessandrino possa svilupparsi in stretta relazione con il nuovo ospedale».

