Mondiali MTB, l’Italia chiude con 4 medaglie
Si chiude con una domenica da protagonista per l’Italia il Campionato del Mondo di MTB in Val di Sole. Nella giornata conclusiva, sul circuito di Daolasa di Commezzadura, gli azzurri hanno conquistato due medaglie nel Cross Country: l’oro di Valentina Corvi nella prova Donne U23 e l’argento di Martina Berta tra le Donne Elite. Due risultati che portano a quattro le medaglie complessive dell’Italia nella rassegna iridata: tre nell’XCO e una nel Downhill.
Valentina Corvi ha aperto la giornata nel migliore dei modi, dominando la gara U23. La valtellinese, 21 anni, ha preso il comando fin dalle prime battute e ha progressivamente ampliato il proprio margine sulla concorrenza, resistendo anche al tentativo di rimonta della svizzera Anita Hutter. Al traguardo il vantaggio dell’azzurra è stato di 43 secondi sulla stessa Hutter, con un’altra svizzera, Monique Halter, a completare il podio. Per Corvi si tratta del secondo oro mondiale della settimana, dopo quello conquistato mercoledì nel Team Relay. Un successo costruito con autorità e arrivato davanti al pubblico della Val di Sole, che ha accompagnato l’azzurra lungo tutto il percorso. “Era il mio sogno vincere qui oggi”, ha raccontato Corvi al termine della prova, sottolineando quanto questo appuntamento fosse cerchiato sul calendario fin dall’inizio della stagione.
Poche ore più tardi è arrivata la seconda medaglia della giornata. Martina Berta ha conquistato l’argento nella gara Donne Elite, alle spalle della svizzera Sina Frei. La valdostana è rimasta nelle posizioni di vertice fin dalle prime tornate, rispondendo ai cambi di ritmo delle avversarie e difendendo fino all’ultimo il secondo posto. Nel finale l’azzurra ha regolato allo sprint l’altra svizzera Nicole Koller, conquistando un argento che completa una settimana particolarmente significativa, iniziata con l’oro nel Team Relay.
“È incredibile, questa medaglia era il grande obiettivo della stagione”, le parole di Berta, che ha voluto dedicare il risultato anche a Chiara Teocchi, il cui pensiero ha accompagnato la squadra durante tutta la rassegna.
Nell’ultima gara del Mondiale, quella degli Uomini Elite, il titolo iridato è andato al britannico Tom Pidcock, autore di una rimonta culminata nell’attacco decisivo nel finale. Alle sue spalle il connazionale Charlie Aldridge e il canadese Cole Punchard. Il migliore degli italiani è stato Simone Avondetto, 13°, mentre Luca Braidot ha chiuso al 24° posto, mentre Filippo Fontana non ha concluso la gara. Avondetto ha provato a rimanere nel gruppo di testa nella prima parte della gara, pagando poi il ritmo imposto dai migliori. “Ai Mondiali contano solo le medaglie, non sono soddisfatto”, ha commentato l’azzurro al traguardo.
Tra gli Uomini U23, il titolo è andato al francese Nael Rouffiac, davanti al connazionale Alix André Gallis e allo svizzero Nicolas Halter. Gli azzurri hanno chiuso con Giulio Peruzzo 16°, Fabio Bassignana 18° e Juri Zanotti 20°. Per Bassignana resta comunque la soddisfazione dell’oro conquistato nella staffetta mista di apertura della rassegna.
Il bilancio italiano dei Mondiali MTB di Val di Sole si chiude dunque con quattro medaglie: due ori, un argento e un bronzo. Un risultato che assume un valore ancora maggiore se letto nel confronto con la precedente edizione iridata. A Crans-Montana, nel 2025, l’Italia aveva infatti conquistato quattro medaglie, tre argenti e un bronzo. A distanza di un anno il numero dei podi è rimasto invariato, ma è cambiato il loro peso: due titoli mondiali, uno dei quali conquistato in una prova individuale, e il quarto posto nel medagliere per Nazioni, alle spalle di Svizzera, Francia e Austria.
Il Mondiale italiano era iniziato con il risultato più importante sul piano collettivo. Il Team Relay ha riportato l’Italia sul tetto del mondo dopo tredici anni, grazie a una gara costruita attraverso il contributo di tutte le componenti della squadra. Juri Zanotti, Martina Berta, Fabio Bassignana, Valentina Corvi, Paolo Costa e Giorgia Pellizotti hanno preceduto Svizzera e Stati Uniti, regalando alla Nazionale una partenza significativa e confermando la profondità del movimento azzurro.
Dal Cross Country al Downhill è arrivata poi la seconda medaglia della rassegna, con il bronzo di Filippo Gilardino nella prova Junior. Il giovane azzurro, al primo anno nella categoria, ha affrontato la Black Snake con una prestazione di livello, chiudendo a ridosso della vetta e confermando il risultato ottenuto agli Europei. Un podio che testimonia anche la presenza dell’Italia nelle discipline gravity e l’emergere di nuovi talenti.
Il dato più significativo resta quindi la distribuzione dei risultati. L’Italia è salita sul podio con una squadra nella staffetta, con un giovane atleta nel Downhill e con due azzurre nelle prove individuali XCO, conquistando titoli sia attraverso l’esperienza di una squadra già consolidata sia attraverso atleti che rappresentano il futuro del movimento.
A tracciare il bilancio della rassegna è il Presidente della Federazione Ciclistica Italiana Cordiano Dagnoni: “Bisogna essere preparati anche con il cuore, perché questi ragazzi ci regalano emozioni forti. Questi Mondiali ci hanno dato tante soddisfazioni e credo che il risultato complessivo sia la fotografia di un movimento che sta lavorando nella direzione giusta. Abbiamo conquistato quattro medaglie, due delle quali sono titoli mondiali, e soprattutto siamo stati protagonisti in discipline e categorie diverse. Il Team Relay ha rappresentato una vittoria storica, perché ci ha riportato sul tetto del mondo dopo tredici anni, mentre il successo di Valentina Corvi nell’XCO U23 e l’argento di Martina Berta tra le Elite confermano la qualità del nostro settore Cross Country. A questo si aggiunge il bronzo di Filippo Gilardino nel Downhill, un risultato importante per un ragazzo al primo anno Junior. Voglio fare i complimenti a tutti gli atleti, ai tecnici e allo staff azzurro per il lavoro svolto durante tutta la settimana. Non sono mancati risultati meno fortunati, ma anche quelli fanno parte del percorso e ci danno indicazioni su dove continuare a lavorare. Rispetto allo scorso anno abbiamo confermato il numero complessivo delle medaglie, migliorandone il colore e chiudendo al quarto posto nel medagliere. È un risultato che ci rende orgogliosi e che ci permette di guardare avanti con fiducia, soprattutto pensando ai tanti giovani che in questi giorni hanno dimostrato di poter essere protagonisti a livello internazionale”.
Un bilancio che va oltre il semplice conteggio dei podi e che restituisce l’immagine di un movimento competitivo in più specialità, capace di confermarsi rispetto al 2025 e, allo stesso tempo, di proporre nuovi protagonisti. Davanti al pubblico di casa, l’Italia lascia la Val di Sole con due titoli iridati, un argento e un bronzo e con nuove certezze in vista dei prossimi appuntamenti internazionali.




