Infermieristica, crescono le candidature in Piemonte
L'assessore Riboldi: «Un segnale importante. Dobbiamo continuare a investire sull'attrattività e sulla valorizzazione della professione»

Cresce con forza l’interesse dei giovani piemontesi per la professione infermieristica.
Per l’anno accademico 2026-2027 l’Università di Torino ha registrato 869 candidature per 712 posti disponibili al corso di laurea in Infermieristica, con un incremento del 30% rispetto allo scorso anno. Per la prima volta il numero degli aspiranti studenti supera quindi quello dei posti messi a bando.
Un trend positivo che riguarda anche l’Università del Piemonte Orientale, dove le candidature a Infermieristica sono passate dalle 315 del 2025 alle 454 di quest’anno, distribuite tra le sedi di Alessandria, Alba, Novara, Biella, Verbania e Vercelli.
I numeri piemontesi si inseriscono in una ripresa nazionale dell’interesse verso la professione: secondo la Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche, nel 2026 le domande di ammissione sono circa 22 mila per 20.672 posti disponibili, con una crescita del 16,3% rispetto allo scorso anno e con il rapporto tra candidature e posti che torna sopra la soglia di copertura nazionale.
«È un segnale importante e incoraggiante, che ci dice che la professione infermieristica può tornare ad essere attrattiva per i giovani – sottolinea Riboldi – La carenza di infermieri rappresenta una delle principali sfide che i sistemi sanitari stanno affrontando e non esistono soluzioni semplici o immediate. Per questo dobbiamo agire contemporaneamente su più fronti: formazione, valorizzazione professionale, condizioni di lavoro, sviluppo delle competenze e prospettive di carriera. L’aumento delle candidature di quest’anno va nella direzione che auspichiamo e ci spinge a proseguire il lavoro avviato».
Lo scorso aprile la Regione Piemonte ha istituito un tavolo permanente dedicato al reclutamento degli infermieri e al rafforzamento dei servizi, coinvolgendo Assessorato alla Sanità, Direzione Sanità, Azienda Zero, Aziende sanitarie e organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di individuare risposte strutturali ai fabbisogni del sistema sanitario.
A questo percorso si affianca il lavoro avviato sul fronte internazionale. All’inizio di settembre l’assessore Riboldi ha partecipato, insieme alla rettrice dell’Università di Torino Cristina Prandi e al presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino Ivan Bufalo, alla missione istituzionale alla Kimyo International University di Tashkent, in Uzbekistan, dedicata anche alla formazione infermieristica e alle professioni sanitarie.
L’obiettivo della collaborazione è approfondire la possibilità di sviluppare percorsi formativi secondo standard internazionali, favorendo il riconoscimento delle competenze, la mobilità dei laureati e forme strutturate di cooperazione tra università, sistema sanitario e mondo professionale.
«Il dato delle candidature ci conforta, ma sappiamo che la strada è ancora lunga – conclude Riboldi – Vogliamo che sempre più giovani scelgano di diventare infermieri e, soprattutto, che vedano nel nostro sistema sanitario un luogo nel quale costruire il proprio futuro professionale. Allo stesso tempo continuiamo a esplorare collaborazioni internazionali serie e strutturate. Sono strade complementari che rispondono allo stesso obiettivo: avere gli infermieri di cui la sanità piemontese ha bisogno e riconoscere pienamente il valore di una professione fondamentale per la qualità delle cure».


