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Il Cipidillo è la mascotte ufficiale della XII edizione dell’International Para Ice Hockey Tournament

La 12ª edizione dell’International Para Ice Hockey Tournament, in programma dal 26 al 31 gennaio al Pala Tazzoli, riporta a Torino il grande sport paralimpico internazionale. Quest’anno, però, la manifestazione si distingue in modo particolare per il forte messaggio di inclusione che intende trasmettere.

A farsi portavoce di questo messaggio è il Cipidillo, storico simbolo della CPD – Consulta per le Persone in Difficoltà, scelto come mascotte ufficiale dell’evento. Il Cipidillo sarà presente allo stadio del ghiaccio per animare i momenti salienti del torneo e richiamare l’attenzione sui valori dell’accessibilità e della partecipazione.

Ispirato al Grillo Parlante di Carlo Collodi, il Cipidillo rappresenta metaforicamente la voce della coscienza. Da oltre 35 anni, per la CPD denuncia e porta all’attenzione pubblica tutto ciò che resta ancora da fare per migliorare le condizioni di vita delle persone con disabilità. Di recente è approdato anche sui social network, inaugurando il canale Instagram @cipidilloo, dove si presenta come “il tuo trainer emotivo per superare l’imbarazzo sulla disabilità”. I suoi contenuti spaziano dai temi dell’accessibilità, come i bagni attrezzati, alle “paralimpiadi quotidiane”, fino alla differenza tra attivismo e influenza digitale.

«Il Cipidillo – dichiara Giovanni Ferrero, direttore della CPD – all’inizio era solo il Grillo della CPD, perché prima ancora che come mascotte nasceva per impersonare quella voce che disturba, richiama alla responsabilità e dice la verità anche quando non conviene. È stata una scelta voluta dal presidente storico Paolo Osiride Ferrero, con un’idea molto chiara: la Consulta per le Persone in Difficoltà doveva fare sulla disabilità ciò che spesso nessuno ha il coraggio di fare, ovvero dire le cose come stanno, senza zucchero, senza pietismo e senza bugie consolatorie. Con amministratori, cittadini e imprenditori. Con tutti».

Oltre alla presenza del Cipidillo, la CPD sarà partner strategico della manifestazione, garantendo attraverso i propri volontari il servizio di accompagnamento e trasporto con mezzi attrezzati per tutti gli atleti, sia durante le competizioni sia negli spostamenti in città, contribuendo così in modo concreto alla piena accessibilità dell’evento. Inoltre, i migliori atleti di ogni competizione riceveranno come premio il Cipidillo peluche, nella stessa versione che può essere adottata attraverso una donazione a sostegno dei progetti della CPD.

Il torneo internazionale è organizzato da Sportdipiù, con la collaborazione della FISG – Federazione Italiana Sport del Ghiaccio, e con il patrocinio della Regione Piemonte, della Città Metropolitana di Torino, della Città di Torino, del CONI – Comitato Olimpico Nazionale Italiano, del CIP – Comitato Italiano Paralimpico e dell’INAIL – Direzione Regionale Piemonte. Alla competizione parteciperanno le nazionali di Italia, Giappone, Repubblica Ceca e Slovacchia.

La manifestazione è dedicata alla memoria di Andrea “Ciaz” Chiarotti e riveste un’importanza particolare anche per la sua collocazione temporale: rappresenterà infatti l’ultimo banco di prova per la Nazionale Italiana in vista delle Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026.

Il Cipidillo – La storia

Cipidillo è un nome che gioca, ma non è leggero: “dillo alla Cpd”, “lo dice la Cpd”. Perché Cipidillo serve anche a questo: dire quello che spesso si evita, comprese le denunce di diritti negati, di barriere ignorate, di inclusioni raccontate bene e praticate male. Perché Cipidillo serve anche a questo: dire quello che spesso si evita, comprese le denunce di diritti negati, di barriere ignorate, di inclusioni raccontate bene e praticate male. Oggi Cipidillo si definisce per ciò che fa: è un personal trainer emotivo per superare l’imbarazzo sulla disabilità. Non allena i muscoli. Allena lo sguardo, il linguaggio, le reazioni automatiche.

Smonta due narrazioni tossiche che dominano da anni il racconto della disabilità: il pietismo e l’eroismo. Due facce della stessa bugia. Cipidillo non prova a “normalizzare il disabile”.

Fa qualcosa di più onesto e più scomodo: normalizza la disabilità come fatto umano, parte della nostra storia personale e collettiva. Che lo vogliamo oppure no. E riguarda tutti. Anche solo per una cosa che facciamo finta di dimenticare: la vecchiaia.

L’ironia è il suo strumento principale

Il pupazzo crea empatia immediata, abbassa le difese, apre una porta.

Con i bambini serve a preservare ciò che hanno già: la mancanza di pregiudizi

Con adolescenti e adulti cambia registro: ogni tanto arriva una manata finta, uno schiaffo ironico ma preciso sul perbenismo, sull’inclusione di facciata, sulle parole giuste usate per non cambiare nulla.

Cipidillo è diventato anche teatro. Lo spettacolo teatrale è stato realizzato dalla Fondazione Casa Teatro Ragazzi di Torino, con la regia di Silvano Antonelli, ed ha esordito durante il DisFestival 2025. L’obiettivo è farlo girare nei teatri d’Italia.

Prima ancora di essere una mascotte, Cipidillo è diventato un peluche

Si può adottare tramite una donazione alla Cpd, sostenendo concretamente i progetti dell’associazione.

Cipidillo sui social: linguaggi diretti, ironia e contenuti virali. Cipidillo è presente sulle principali piattaforme social, con linguaggi e formati pensati per adolescenti e giovani adulti: Instagram; TikTok; YouTube.

Qui Cipidillo non fa divulgazione rassicurante. Usa video brevi, ironici e immediati per allenare lo sguardo e togliere imbarazzo.

Cipidillo sui social

Tra i contenuti che hanno raggiunto il maggior numero di visualizzazioni ce ne sono alcuni diventati emblematici. In uno dei video più visti, Cipidillo ricorda che la disabilità non riguarda “gli altri”. Basta poco: un incidente in auto o in moto, una caduta, la vecchiaia. In questo racconto la carrozzina smette di essere un oggetto lontano o temuto e diventa un’opportunità per continuare a vivere, in modo diverso ma possibile. Non il problema, ma parte della soluzione.

Un altro video molto condiviso prende di mira il pietismo che ancora domina molte narrazioni sulla disabilità. Con tono ironico e diretto, Cipidillo smonta il linguaggio zuccheroso che sembra empatia ma in realtà crea distanza e superiorità morale.

Più irriverente, ma altrettanto preciso, è il format delle recensioni scherzose: tra queste, quella sulla candela Ferragni, raccontata attraverso finte recensioni “firmate” da diverse tipologie di disabilità. Un modo ironico e pungente per mettere in discussione il marketing dell’inclusione e l’uso superficiale della diversità come elemento decorativo o di tendenza.

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