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Dark MatterS – Festival d’inverno. Terza edizione

Dark MatterS è il festival di Lavanderia a Vapore che si svolge a cavallo della stagione invernale per celebrare l’oscurità come spazio-tempo in cui imparare a vedere con altre lenti il presente e il futuro. Ideato dalla Lavanderia a Vapore, arriva alla sua terza edizione dal 13 al 15 febbraio 2026 a Collegno.

Il titolo allude all’importanza della darkness per rivoluzionare le lenti con cui filtriamo e raccontiamo il mondo, intrecciando questioni di cecità e nerezza, mobilitando quindi comunità e artisti spesso marginalizzati e invisibilizzati per questioni di razza o accesso. Questi ribaltamenti non sono solo tematizzati ma tradotti in scelte operative: il progetto, infatti, è sviluppato insieme a Black History Month Torino e Unione Italiana Persone Cieche e Ipovedenti con spettacoli, laboratori e momenti di riflessione. La drammaturgia dell’edizione 2026, in particolare, articola il frame generale del festival – l’intersezione tra cecità e nerezza – con la dimensione della notte e del selvaggio, interpretando il buio come zona del sonno e del sogno, un regno ancora più sovversivo rispetto all’orientamento scientifico ed esattivo dell’approccio occidentale.

Apre il festival il 13 febbraio dalle 18.45 il progetto site specific Liquid Blue Walk con Jija Sohn – artista nippo-coreana – e Christopher Serebour – danzatore cieco afrodiscendente -, una camminata notturna nel parco della Certosa con pubblico bendato insieme ad alcuni membri di UICI Piemonte, per immergersi e perdersi nella sensazione della notte, “illuminati” da alcune incursioni performative curate da Aristide Rontini con Erica Pianalto e la collaborazione di alcuni studenti e studentesse del Liceo Coreutico Primo di Torino.

Il buio e il sogno tornano nel lavoro di Violetta Cottini – Do fairies have a tail? in teatro alle ore 21- un’esplorazione dell’invisibile attraverso la figura delle fate, vincitore della call ERetici 2024 per artisti under 28 promosso dal Centro di Residenza Emilia-Romagna. Alle 22 Enrico Malatesta, con i danzatori Lucia Fontanelli, Marta Magini e Alex Paniz, genera uno spazio-buio in cui sonorizzare agenti atmosferici e spazializzare il suono attraverso la coreografia dei corpi: Circolo – del sorgere e del dissolversi è uno spazio immersivo in cui il pubblico sperimenta una mappatura plastica dello spazio affine alla pratica di orientamento adottata dalle persone cieche.

Il 14 febbraio si apre con un momento dedicato alla famiglia, con il progetto Tanz Tanz che nel festival diventa Sensoceano – Un viaggio nei sensi (ore 16), un’esperienza che stimola i sensi, risveglia la meraviglia e invita a guardare oltre ciò che si vede con gli occhi. Due nomi internazionali spiccano nella programmazione serale. Lasseindra Ninja, danzatrice e coreografa che vive e lavora a Parigi, figura chiave della tradizione internazionale delle Ballroom, crea un evento dedicato a Dark MatterS con Fashion Kiki Ball (ore 20.30 foyer). Fondendo la pratica della Ballroom, il Vouging e la riflessione sullo sguardo come atto di potere intrinseca nel sistema moda (vogue), Lasseindra ibrida la sfida della ballroom e una sfilata di moda, portando nello spazio creazioni di fashion designer afrodiscendenti torinesi, in collaborazione con Black History Month Torino, e partecipanti provenienti da varie realtà torinesi.

Bambi Benkö, artista con doppia cittadinanza olandese e ungherese, trasforma lo spazio dalle 22 e per tutta la notte in Dream Wide Awake, un’installazione in cui sperimentare uno stato liminale tra veglia e sonno; un evento in cui il pubblico si trasforma in una comunità di sognatori abitando uno spazio per riposare, rilassarsi, rallentare, riappropriarsi della notte.

Il 15 febbraio il lavoro di Michela Depetris In the name of darkness, magic and vulnerability – studio (performance durational dalle 15 alle 17) è una chiamata ad esercitare la capacità di immaginare oltre, di far sgorgare i futuri dal buio siderale: il pubblico è invitato ad ascoltare una traccia audio in cuffia connettendosi tramite qrcode con il proprio telefono cellulare, una proposta di esercizio collettivo di reincanto per riattivare il potenziale fluido e mutante dell’esistenza. Alle 17 appuntamento per tutti, con L.O.L.A evento di U.A.G. – Urban African Groove, guidato da Simon Giavy, performer e insegnante della storica scuola torinese Mamadanse – Centro di formazione alla danza. Un attraversamento che parte dal buio, riemerge nella luce e restituisce al corpo il suo ascolto più autentico.

In serata risuona in modo potente il lavoro di Dorothee Munyaneza Moi, Toi, Tituba, (ore 19) un’indagine sui corpi e le voci cancellate dalla storia del colonialismo e della schiavitù. L’artista anglo-ruandese si rifà al lavoro letterario di Maryse Condé e della filosofa femminista Elsa Dorlin per incarnare la figura di Tituba, schiava accusata di stregoneria durante i processi di Salem, per cercare di riscattare dall’oblio le vittime della storia coloniale. Lo spettacolo sarà audio descritto da Teresa Priano che interpreterà dal vivo la scrittura poetica di Camilla Guarino.

Accompagna tutto il percorso del festival l’Archivio Liquido, a cura di Eugenia Coscarella e Kadri Sirel, un ambiente temporaneo che si attiva negli eventi pubblici di Lavanderia a Vapore. Una pratica in continuo divenire che prende forma dallo stare insieme, nel qui e ora, generando una coreografia liquida; è un’installazione partecipativa che immerge il pubblico in un’azione individuale e collettiva di digestione e sintesi delle esperienze proposte dai festival.

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