Tignola del pomodoro: tutto quello che c’è da sapere
Conoscere il problema dal punto di vista scientifico per trovare soluzioni ecosostenibili ed ecocompatibili

Si è tornati a parlare di Tignola del pomodoro o Tuta absoluta, nei giorni scorsi in Coldiretti Asti, durante l’incontro di formazione/informazione proposto al servizio dei soci, in particolare, per coloro che praticano l’orticoltura protetta, ambiente ideale per il suo sviluppo.
“La Tignola del pomodoro è un insetto originario del Sud America, che non va in diapausa invernale (stato di letargo fisiologico tipico di molti insetti) e, anche se col freddo rallenta il suo ciclo vitale, non si ferma, svernando in serra” ha spiegato il Responsabile Tecnico Coldiretti Asti Antonio Bagnulo. “Poi, appena si presentano le condizioni climatiche ideali, si manifesta in tutta la sua gravità producendo rapidamente danni seri a foglie, germogli e frutti”.
La Tuta absoluta è un lepidottero tra gli ultimi arrivati in orticoltura su cui, purtroppo, non è stato ancora trovato un rimedio efficace di contenimento e, pertanto, è richiesto un approccio integrato. Le sperimentazioni universitarie proseguono, avanzando risultati interessanti sul fronte della ricerca, di pari passo con l’industria 4.0.
“L’insetto svolge il proprio ciclo sul pomodoro e ha un potenziale riproduttivo molto alto, con molte generazioni all’anno” ha sottolineato la professoressa Luciana Tavella del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Agroalimentari dell’Università di Torino. “Agisce producendo mine sia sull’apparato fogliare sia sul frutto, in particolare su pomodoro, che è il frutto d’elezione, e sulla melanzana. Non attacca, invece, il peperone, mentre sulle zucchine può deporre le uova, ma le larve non riescono a svilupparsi. La condizione di abbinamento dello zucchino al pomodoro potrebbe fungere, dunque, da trappola biologica”.
Quali gli strumenti oggi disponibili per combatterla?
“In primis, le reti anti-ingresso, mentre la prevenzione (pulizia delle serre e delle piante) resta fondamentale” ha ricordato la ricercatrice. “Altre armi sono: la confusione sessuale, l’uso di prodotti biologici (Bacillus thuringiensis o funghi entomopatogeni) o il rafforzamento dell’efficacia di limitatori naturali (predatori e/o parassitoidi). Tra le novità che potrebbero offrire soluzioni, vi è infine la presenza (ma al momento non in Piemonte) di un parassitoide co-evoluto con la Tuta absoluta, anch’esso originario del Perù”.
Sul fronte delle metodologie integrate ed ecocompatibili di lotta, il mercato offre dispositivi sostenibili di bio-cattura mirata agli adulti. Trattasi di sistemi di cattura massale d’insetti nocivi dell’agricoltura (tuta, cimice asiatica, ecc) basati su sistemi di attrazione, con metodi luminosi e/o di richiamo olfattivo e/o vibrazionale. Tra i nuovi brevetti, da fine primavera sul mercato, inoltre, vi è un sistema in grado di bloccare il lancio di feromoni di allarme da parte dell’insetto. La percentuale di efficacia cambia da insetto a insetto, ma con la Tuta absoluta questi dispositivi possono dare un contributo importante al contenimento delle infestazioni e il costo è tranquillamente ammortizzabile in una stagione/stagione e mezza”.
“La formazione/informazione continua per i nostri associati sta alla base delle politiche Coldiretti Asti, in un’ottica di crescita, di sviluppo e di sostenibilità economica, ambientale e sociale” commentano la Presidente Coldiretti Asti Monica Monticone e il Direttore Giovanni Rosso. “Di fronte al problema, il nostro approccio è quello di rifarci alla scienza e ai dispositivi di nuova generazione, per offrire risposte concrete e proposte sostenibili dalle nostre aziende”.
