Cultura e Società

I Solisti Veneti per il FAI 2026

Con i quattro grandi protagonisti del Barocco europeo è una vera e propria “Dissertazione armonica” quella proposta dall’Ensemble Vivaldi de I Solisti Veneti domenica 27 settembre alle ore 18.30 al Castello di Masino a Caravino (TO), nell’ambito della settima edizione del festival I Solisti Veneti per il FAI”.

Quattro sono anche i virtuosi dell’ensemble, composto dalle prime parti della famosa orchestra diretta da Giuliano Carella e fondata da Claudio Scimone nel 1959: Lucio Degani ed Enzo Ligresti, violini, Giuseppe Barutti, violoncello e Roberto Loreggian, clavicembalo.

Il programma attraversa idealmente l’Europa musicale del Sei e Settecento con le pagine di Antonio Vivaldi, Tomaso Albinoni, Georg Friedrich Händel e Giuseppe Tartini, mettendo in evidenza una delle caratteristiche più affascinanti della musica barocca: la capacità di trasformare il dialogo tra gli strumenti in una forma di racconto, confronto e invenzione.

La serata nasce dalla collaborazione tra I Solisti Veneti e il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS, che anche nel 2026 rinnova la propria vocazione a portare la grande musica nei Beni della Fondazione, trasformando ville, castelli e dimore storiche in luoghi di ascolto, racconto e scoperta. Sono luoghi vivi, capaci di entrare in risonanza con i programmi musicali e di amplificarne bellezza e significato: una missione che riunisce Musica, Arte, Storia e Architettura e che trova nel Castello e Parco di Masino una delle sue cornici più suggestive.

A dominare il paesaggio del Canavese, sulla sommità di una collina morenica della Serra di Ivrea, il Castello di Masino racconta oltre mille anni di storia. La sua vicenda è profondamente legata alla famiglia Valperga, che ne mantenne il possesso per quasi mille anni, dal X secolo fino al 1988, quando venne donato al FAI. Le diverse epoche hanno lasciato tracce nell’architettura e negli ambienti interni, facendo di Masino un luogo nel quale convivono memoria medievale, fasto barocco e gusto settecentesco. Tra gli elementi più caratteristici del complesso vi sono il giardino all’italiana, il grande parco romantico e il suggestivo labirinto, il secondo più grande d’Italia, ricostruito dal FAI sulla base di progetti settecenteschi.

Masino è oggi uno dei Beni simbolo della Fondazione: un luogo nel quale il patrimonio non viene semplicemente conservato, ma continuamente restituito alla collettività attraverso le visite, la cultura e le esperienze che ne fanno emergere la vitalità.

Ed è proprio questa dimensione a rendere particolarmente felice l’incontro con la musica barocca. Il titolo della serata, “Dissertazione armonica”, richiama l’idea di un percorso musicale nel quale i quattro compositori diventano quasi interlocutori di una conversazione ideale.

Il programma si apre con la Sonata in re minore op. 1 n. 12 “La Follia” di Antonio Vivaldi, per due violini e basso continuo.

“La Follia” è uno dei temi più celebri e longevi della storia della musica europea: una semplice successione armonica di origine iberica che, tra Sei e Settecento, diventa una sorta di terreno comune sul quale compositori diversi sperimentano variazioni, contrasti e trasformazioni. Vivaldi la trasforma in un ciclo di variazioni nel quale i due violini si rincorrono, si imitano e si sovrappongono, facendo emergere progressivamente le possibilità virtuosistiche ed espressive del materiale originario.

Segue la Sonata in sol maggiore op. 1 n. 7 di Tomaso Albinoni, tratta dall’Opera I. La scrittura di Albinoni, celebre anche per la sua produzione operistica, rivela una particolare attenzione alla cantabilità delle linee melodiche. Nel dialogo tra i due violini emerge un equilibrio elegante, nel quale il virtuosismo non perde mai il senso della misura. Le due voci possono procedere parallelamente, rispondersi o intrecciarsi, creando una trama sonora nella quale la melodia mantiene sempre un ruolo centrale.

Con Georg Friedrich Händel il percorso si sposta verso una dimensione internazionale ancora più evidente. La Sonata in sol minore op. 2 n. 6 appartiene al repertorio strumentale di un compositore che seppe assorbire e trasformare influenze italiane, tedesche, francesi e inglesi.

Il programma torna quindi a Vivaldi con la Sonata in si bemolle maggiore op. 5 n. 5, pagina nella quale la brillantezza dello stile italiano si unisce a una particolare attenzione per l’equilibrio delle forme e per la qualità melodica. La serata si conclude con Giuseppe Tartini, figura centrale della scuola violinistica italiana del Settecento, con la Sonata in re maggiore D 10 e con la celeberrima Sonata in sol minore g5 “Il Trillo del Diavolo”, una delle pagine più leggendarie dell’intero repertorio violinistico. La sua fama è legata anche a un celebre racconto attribuito allo stesso Tartini: il compositore avrebbe sognato il Diavolo intento a suonare il violino e, al risveglio, avrebbe cercato di trascrivere ciò che aveva ascoltato nel sogno.

È una conclusione particolarmente significativa per una serata costruita sul dialogo: dal tema della Follia di Vivaldi al virtuosismo di Tartini, passando per la cantabilità di Albinoni e la teatralità di Händel, il violino diventa il filo conduttore di un viaggio attraverso alcune delle diverse anime del Barocco europeo.

La sera, mentre la luce scenderà sul paesaggio del Canavese, la musica di Vivaldi, Albinoni, Händel e Tartini risuonerà in una dimora che per secoli è stata luogo di cultura, rappresentanza e vita aristocratica. È esattamente questa la filosofia del festival “I Solisti Veneti per il FAI”: creare una relazione tra ciò che si ascolta e ciò che si vede, tra il patrimonio musicale e quello architettonico, tra la storia custodita dal luogo e la musica che torna a farlo vivere.

Al termine del concerto verrà offerto a tutti i partecipanti un brindisi augurale, a suggellare una serata nella quale il pubblico potrà condividere non soltanto l’esperienza dell’ascolto, ma anche quella della scoperta di uno dei più importanti Beni del FAI.

Programma:

Antonio Vivaldi
Sonata in re minore op. 1 n. 12 “La Follia” per due violini e basso continuo

Tomaso Albinoni
Sonata in sol maggiore op. 1 n. 7 – Rossi I.1.7 per due violini e basso continuo

Georg Friedrich Händel
Sonata in sol minore op. 2 n. 6 per due violini e basso continuo

Antonio Vivaldi
Sonata in si bemolle maggiore op. 5 n. 5 per due violini e basso continuo

Giuseppe Tartini
Sonata in re maggiore D 10 per due violini e basso continuo

Sonata in sol minore g5 “Il Trillo del Diavolo” per violino e basso continuo

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