La Giunta Regionale approva il PIAO 2026-28, quasi 200 assunzioni nei prossimi tre anni

La Giunta della Regione Piemonte ha approvato il nuovo Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2026–2028, uno strumento strategico che definisce la programmazione del personale e l’evoluzione dell’organizzazione regionale nei prossimi anni, in coerenza con gli obiettivi di mandato.
«Siamo soddisfatti del lavoro svolto – dichiara l’Assessore al Personale Gian Luca Vignale – perché il PIAO certifica un turn over reale ed efficace. A fronte di circa 100 cessazioni nel biennio 2024–2025, la Regione ha già assunto 109 nuove unità, garantendo continuità amministrativa e rafforzando le competenze interne.
Con le misure previste concluderemo l’importante riorganizzazione approvata nel 2025 con attività di grande innovazione per l’ente come le attività di semplificazione e utilizzo dell’AI”.
Un risultato che si inserisce in un percorso più ampio di rinnovamento della macchina regionale: tra il 2022 e il 2025 sono state immesse complessivamente circa 750 nuove risorse, con un impegno significativo sul fronte dell’integrazione organizzativa e della valorizzazione del capitale umano.
Elemento centrale del nuovo PIAO è la programmazione delle assunzioni per il prossimo triennio. «Fra il 2026 e il 2028 – sottolinea Vignale – verranno aperti i bandi per l’assunzione di 198 persone. Un numero importante, pensato per compensare le cessazioni previste nel triennio e per garantire un equilibrio stabile tra uscite e nuovi ingressi».
Il Piano prevede un mix di strumenti: nuovi concorsi, mobilità interna ed esterna, progressioni di carriera, riqualificazione professionale, conclusione di procedure concorsuali già avviate. Particolare attenzione è riservata anche alle assunzioni legate al PNRR e ai fondi europei, senza oneri aggiuntivi per il bilancio regionale.
«L’obiettivo – conclude l’Assessore – è una Regione più efficiente, moderna e capace di rispondere ai bisogni dei cittadini. Investire sul capitale umano significa rafforzare la qualità dei servizi pubblici”.

