Dieci voti congelano la ratifica del Mercosur
Merito all’efficacia delle mobilitazioni permanenti Coldiretti, reduce da Strasburgo

Sono stati appena dieci voti a bloccare l’accordo Ue-Mercosur, uno dei dossier commerciali più ambiziosi dell’Unione Europea, ma fortemente contrastato dal mondo agricolo, Coldiretti in primis, per la mancanza di garanzie in esso comprese, che spalancherebbe le porte da importazioni sleali. Lo scarto dei voti è dunque stato minimo (334 sì, 324 no e 11 astenuti), ma sufficiente per congelare la ratifica dell’accordo sottoscritto da Ursula Von der Leyen lo scorso dicembre, rimandando alla Corte Costituzionale Ue il parere.
I giudici di Lussemburgo dovranno, dunque, esprimersi sulla base giuridica dell’accordo di partenariato e, anche, su quella dell’accordo commerciale provvisorio. Nel frattempo, il Parlamento non potrà approvarli.
Nato nel 1991, il Mercosur è “sulla carta” un gigante che rappresenta la sesta economia mondiale, con circa 270 milioni di abitanti, oltre ad Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, quali firmatari del trattato, a cui si aggiunge la Bolivia, la cui procedura di adesione è stata recentemente terminata.
In particolare, l’accordo prevede che, nell’arco di 10 anni, venga liberalizzato il 90% delle importazioni di beni industriali europei e il 93% dei prodotti agricoli, abbattendo gli attuali dazi che sono particolarmente elevati. Oltremodo dannoso e grave, quindi, inaccettabile, è però il “cambio” che concederebbe l’Ue, consistente nella progressiva riduzione delle proprie tariffe sui prodotti agricoli sudamericani, oggi attorno al 15%. In parallelo, il mancato principio di reciprocità sarebbe come scrivere la cronaca di una morte annunciata, sia per l’agricoltura italiana ed europea, sia per la sicurezza alimentare dei consumatori europei abituati a standard ben diversi. Sarebbe come legittimare una concorrenza sleale che segnerebbe il declino delle sane e rigorosamente normate economie agricole italiane ed europee.
“Ora, il Parlamento europeo porti avanti le norme sulla reciprocità, volte ad impedire l’ingresso in Europa di prodotti, non soggetti alle stesse regole e agli stessi controlli vigenti in Italia e in Europa” ribadisce la Presidente Coldiretti Asti Monica Monticone che, insieme al direttore Giovanni Rosso e ad una nutrita rappresentanza di associati, è appena rincasata dalla mobilitazione mossa a Strasburgo martedì 20 gennaio.
“Se l’accordo fosse passato” prosegue il Direttore Rosso, “sarebbe venuto meno il controllo democratico su decisioni che incidono sulla sicurezza alimentare dei consumatori, sull’agricoltura europea e sulle politiche comunitarie, a partire dalla Pac. Il voto di ieri è, dunque, stato un primo passo importante ottenuto grazie alle numerose e incalzanti mobilitazioni Coldiretti, che continueremo a portare avanti”.




