Una serata per riflettere, capire e commemorare le vittime della Shoah

La Città di Cirié celebra Giorno della Memoria 2026 con una serata rivolta a ragazzi ed adulti, mirata a commemorare le vittime dell’Olocausto e a mantenere vivo il ricordo delle persecuzioni legate alle leggi razziali.
Martedì 27 gennaio, a partire dalle ore 20.45, la Biblioteca A. Corghi ospiterà un insieme di letture e filmati che hanno lo scopo di invitare a riflettere sull’importanza di preservare le testimonianze del passato per costruire un futuro consapevole.
Clou della serata, l’intervento di Davide Aimonetto, insegnante e Graduate presso lo Yad Vashem di Gerusalemme, dal titolo “Olocausto: alle origini dell’odio, dai banchi di scuola ai campi di sterminio”. Attraverso il suo approfondimento verrà spiegato come il regime nazista giustificò deportazioni e campi di sterminio persino tra i più giovani, sugli stessi banchi di scuola.
L’appuntamento è ad entrata libera e gratuita, aperto a tutta la cittadinanza
Dichiara il Sindaco Loredana Devietti
“Il Giorno della Memoria non è mai una ricorrenza formale ma un appuntamento che interpella le nostre coscienze, oggi forse più che mai. Viviamo una fase storica segnata da nuovi conflitti, da fratture profonde tra i popoli e da un clima internazionale che rende fragile l’idea stessa di convivenza pacifica. Per questo il Comune di Cirié ha scelto di promuovere una serie di iniziative, racchiuse in una stessa serata, che invitano alla riflessione e al confronto, soprattutto con le giovani generazioni: ricordare la Shoah e le persecuzioni razziali significa assumersi una responsabilità collettiva verso il presente e il futuro”.
La Consigliera delegata alla Cultura Domenica Calza
“La memoria non è solo uno sguardo al passato ma uno strumento per leggere il nostro tempo per riconoscere e contrastare ogni forma di odio e di discriminazione, che purtroppo sono tornate a manifestarsi in tutto l’Occidente. Come istituzioni locali abbiamo il dovere di fare la nostra parte, costruendo ogni giorno una comunità fondata sul rispetto, sull’ascolto e sulla dignità di ogni persona. È solo così che la pace smette di essere una parola astratta e diventa un impegno concreto, condiviso e possibile”.


