La leggenda di Lucio Topatigh, consegnata la medaglia d’oro del CONI

Ieri pomeriggio (26 aprile) presso la sede della Federazione italiana sport ghiaccio di Milano, il “Falco di Gallio” ha ricevuto l’ennesimo premio della sua carriera. Si tratta della medaglia d’oro al valore atletico del CONI, il più alto riconoscimento sportivo individuale a cui possa ambire un atleta italiano

Oltre 1.000 partite tra club e nazionale, 7 titoli di campione d’Italia, 14 partecipazioni ai Mondiali, 4 Olimpiadi e, ciliegina sulla torta, nel 2015 l’ingresso nella Hall of Fame della IIHF come primo giocatore italiano. Di chi stiamo parlando? Ovviamente di Lucio Topatigh, una delle leggende dell’hockey su ghiaccio tricolore. Una carriera lunghissima, terminata oltre la fatidica soglia dei 40 anni. Un infinito elenco di gol, vittorie, partite da ricordare. Ieri pomeriggio (26 aprile) presso la sede della Federazione italiana sport ghiaccio di Milano, il “Falco di Gallio” ha ricevuto l’ennesimo premio della sua carriera. Si tratta della medaglia d’oro al valore atletico del CONI, il più alto riconoscimento sportivo individuale a cui possa ambire un atleta italiano. Il premio gli è stato consegnato dal presidente del CONI, Giovanni Malagò, e dal presidente della FISG, Andrea Gios.
Si tratta di un riconoscimento che viene assegnato a pochissimi atleti: a coloro che abbiano ottenuto vittorie ai Mondiali, almeno una medaglia d’argento alle Olimpiadi, oppure che abbiano battuto primati mondiali. Ci sono poi altri isolati casi di atleti capaci di ottenere risultati agonistici considerati eccezionali in campo mondiale. “Tra di essi – commenta Gios – vi è anche Lucio Topatigh, che può a tutti gli effetti essere considerato un atleta eccezionale. Non solo uno dei più grandi hockeysti, ma mi sento di dire uno dei più grandi sportivi mai nati in Italia. Lucio è stato protagonista di una carriera esaltante, un esempio da seguire per tutti i giovani quanto a tenacia, impegno, passione, dedizione e amore per l’hockey. Nella sua carriera Topatigh ha incarnato nella maniera migliore possibile i grandi valori del nostro sport, e nella storia dell’hockey su ghiaccio italiano e internazionale ci sarà sempre posto per lui”. Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso anche il presidente del CONI, Giovanni Malagò, sottolineando “la grande carriera di uno straordinario atleta, che ha dato lustro all’hockey su ghiaccio italiano in tutto il mondo”.
A livello di club, Topatigh ha disputato oltre 1.000 partite con AsiagoBolzano e Devils Milano, conquistando 7 scudetti Per quanto riguarda la carriera in nazionale, le partite disputate con il Blue Team sono state 244: dalla prima, datata 21 dicembre 1985 a Berlino Est (DDR – Italia 3-1), sino all’ultima, giocata oltre 20 anni più tardi, il 21 febbraio 2006, alle Olimpiadi di Torino (Italia-Svizzera 3-3). In mezzo, come detto, la partecipazione alle Olimpiadi di Albertville ’92, Lillehammer ’94, Nagano ’98 e Torino 2006, oltre a 10 Mondiali Top Division. In maglia azzurra, il “Falco di Gallio” ha messo a segno 54 gol e 77 assist, formando assieme a Gates Orlando e Bruno Zarrillo la linea italiana più forte di tutti i tempi.
“Quello era un gruppo eccezionale – ricorda Topatigh – capace di portare l’Italia fra le prime 8 del mondo, il risultato più grande che il nostro hockey abbia mai raggiunto. Una partita da ricordare? Il 2-2, con un mio gol, contro la Russia ai Mondiali di Monaco 1992: segnare contro la squadra che poi vinse quel torneo è stato speciale. Ma al di là dei titoli, la cosa che mi fa più piacere è incontrare ancora oggi dei tifosi che raccontano di avermi odiato da avversario ma amato come giocatore. Significa che ho fatto tutto il possibile per farmi ricordare”. Per quanto riguarda la medaglia d’oro del CONI, Topatigh sottolinea di essere “enormemente orgoglioso per un riconoscimento che non mi sarei mai aspettato. Vorrei dedicare questo premio – conclude – a Gino Pasqualotto, mio ex compagno di squadra scomparso il 20 giugno di due anni fa. Non solo è stato un giocatore straordinario, ma è stato soprattutto un amico eccezionale, che mi ha aiutato tanto sul ghiaccio e fuori. Gino, per me, era come un fratello maggiore, come il padre che ho purtroppo perso da giovane. Questa medaglia è per lui”.
Foto e Notizie: Ufficio Stampa FISG

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