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Juventus: Giuntoli per la rinascita, ma con quale allenatore?

Restano ancora due partite da giocare prima della fine della stagione, ma la Juventus non ha più davvero nulla da dare al campionato di Serie A. L’avventura dei bianconeri nell’annualità 2022-2023 si è conclusa sostanzialmente con l’eliminazione dall’Europa League per mano del Siviglia e subito dopo con la nuova penalizzazione di 10 punti, arrivata a 15 minuti dalla sconfitta clamorosa contro l’Empoli. Ora i bianconeri attendono le prossime mosse della giustizia sportiva, dalla sentenza di primo grado che il tribunale Federale emetterà il 15 giugno prossimo sul filone stipendi-partnership-agenti e l’Uefa, che seguirà a ruota con un’esclusione a prescindere dalle coppe europee per una o più stagioni.

Quale che sia il risultato sul campo degli ultimi due turni, dunque, la Vecchia Signora l’anno prossimo non giocherà in Europa, come ammesso da Evelina Christillin, poiché non ha effettuato passi avanti verso Aleksander Ceferin rinnegando la Superlega. Concluso malamente il ciclo targato Andrea Agnelli, John Elkann ha preso in mano la situazione in prima persona e tenterà di rilanciare i bianconeri puntando in questo caso sulla competenza e non più sulle spese folli.

L’area sportiva sarà affidata a Cristiano Giuntoli, attuale ds del Napoli che nei prossimi giorni incontrerà il patron Aurelio De Laurentiis per svincolarsi con un anno di anticipo dal contratto che lo lega ai partenopei fino al 30 giugno 2024. Tanti auguri al nuovo responsabile dell’area tecnica bianconera, che dovrà ricostruire da zero la Juve in una sorta di autogestione. Dopo che la proprietà ha innestato circa 700 milioni di euro in aumenti di capitale nel giro di 24 mesi, il nuovo direttore sportivo dovrà ottimizzare le risorse acquistando giocatori funzionali, vendendo gli elementi troppo costosi che non hanno reso secondo le aspettative, e continuando sulla linea della promozione dei ragazzi del settore giovanile.

Un grande punto interrogativo, in questo senso, è rappresentato dalla guida tecnica, che dovrà coniugarsi con le nuove esigenze del club torinese. Al di là delle dichiarazioni di facciata, che confermano Massimiliano Allegri (ha ancora due anni di contratto), il tecnico livornese è tutt’altro che sicuro di rimanere sulla panchina della Juventus. Troppo impegnato a fare le veci di una società che ha abbandonato lui e il gruppo a sé stessi, Max non è riuscito a dare il meglio sul campo e al termine della partita contro l’Empoli è parso assai provato. Una stagione così snervante è in grado di mettere in difficoltà chiunque e, seppur abbia le sue responsabilità in termini di risultati e di gioco, Allegri sembra non poter più dare molto alla causa.

È per questo motivo che oltre al nuovo direttore sportivo, la Juventus pensa ad un nuovo allenatore: aria fresca, insomma, un allenatore giovane, ma non proprio alle prime armi, che sia in grado di sfruttare al meglio i ragazzi che la Signora ha già e che rientreranno alla base dai prestiti, puntando molto sulla corsa e sulla proposta di gioco. Una rivoluzione bella e buona, che però potrebbe avere bisogno di un bel po’ di anni prima di portare risultati.

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