Intervista ad Alberto Rigoni, il bassista italiano presenta “For the Love Of Bass”

L'ospite di oggi è il bassista Alberto Rigoni che ci racconta il suo "For the Love Of Bass" e le collaborazioni con artisti come Nathan East, Michael Manring e Leland Sklar.

Una celebrazione del basso che parla italiano. L’ospite di oggi è il bassista Alberto Rigoni che ci racconta il suo “For the Love Of Bass” e le collaborazioni con artisti come Nathan East, Michael Manring e Leland Sklar.
Ecco cosa ci ha raccontato:
Buongiorno Alberto, come stai? Come stai passando questo periodo così difficile per tutti?

Buongiorno e grazie per questa intervista. Compatibilmente con i tempi non mi lamento. É stato indubbiamente un anno duro, soprattutto per la mancanza di rapporti sociali reali e comincio a soffrire l’abuso della virtualità. Naturalmente, come musicista, l’impossibilità di fare live show intacca la linfa vitale, ma confido che nel 2022 le cose riprendano a funzionare.
Cosa devono aspettarsi i fan da “For the Love Of Bass”?
Un disco totalmente composto e registrato col basso! 12 tracce strumentali che vedono ospiti 10 bassisti di fama internazionale, quali Leland Sklar, Doug Wimbish, Tony Franklin, Adam Nitti, David Pastorius ecc.
Un disco che spazia tra l’ambient, fusion, progressive e sperimentale. Mi auguro che il disco possa piacere non solo ai bassisti, ma anche agli ascoltatori di musica strumentale. Come dico sempre “la musica è musica”.
“Masked Souls” è una composizione davvero pazzesca. Ci racconti come è nata?
Grazie, ne sono lusingato. É nata da un arpeggio di basso al quale ho aggiunto alcune parti da solista. Successivamente, ho pensato che Michael Manring, eccezionale bassista dal gusto melodico e tecniche uniche, avrebbe potuto dare un contributo fondamentale. L’ho contattato e senza dare molte indicazioni ha registrato quello che avevo immaginato. Poi ho pensato che mancasse ancora qualcosa e così ho contattato Nathan East…
Questa pandemia ti ha ispirato in modo diverso?
No, direi che il mio stile compositivo è rimasto invariato… Sempre molto eclettico!
Come crei di solito una canzone?
Tutto parte sempre da un riff di basso, immagino le parti che potrebbero fare gli altri strumenti (voci comprese) e poi registro o programmo al computer una bozza di tutto.
C’è una canzone di questo disco a cui sei maggiormente legato?
Domanda difficile! Ogni brano mi comunica emozioni diverse (nostalgia, energia…). Forse però “Masked Souls” è uno dei miei preferiti.
Che esperienza è stata lavorare con Nathan East e Michael Manring?
Con Micheal Manring avevo già collaborato circa dieci anni fa ed è stato un grande onore: non avevo dubbi che anche in questo disco avrebbe registrato parti meravigliose. Quanto a Nathan East, devo dire che mai avrei pensato che il bassista turnista più famoso (e impegnato) al mondo avrebbe partecipato ad uno dei miei brani. Un sogno diventato realtà! Entrambe persone di una altissima professionalità, ma soprattutto di una umiltà sorprendente e rara.
Che progetti hai per questo 2021? Ci puoi anticipare qualche nuovo lavoro in arrivo?
Per ora ho bisogno di una pausa…. Poi credo che continuerò a lavorare con le mie band “BAD As” (alternative metal) e “Natural Born Machine”, band hard rock melodico con alla voce il cantante David Readman dei Pink Cream 69. Una curiosità: Readman ha arrangiato, col titolo “Stone man”, una lirica di successo di mio padre, Mario Andrea Rigoni, scrittore e poeta (il testo, “Canzone dell’uomo di pietra”, si legge nella raccolta “Colloqui con il mio demone”, Elliot editore, 2021).
C’è un musicista con cui ti piacerebbe collaborare?
Mi piacerebbe collaborare con chitarristi della statura di Steve Vai o Joe Satriani, ma realisticamente credo non sarà mai possibile. Non posso comunque lamentarmi delle collaborazioni che ho avuto, anzi… Ne sono onorato!
Ultima domanda: un messaggio ai tuoi fan
Grazie per tutto il supporto che mi avete dato in questi anni: mi ha dato la forza per non mollare mai, neanche nei momenti di sconforto! Potete ascoltare i miei dischi su albertorigoni.bandcamp.com (Alessandro Gazzera)

PER INFO – Per conoscere meglio i BAD As e i Natural Born Machine sono disponibili i siti internet:
www.badas.rocks
www.naturalbornmachine.com

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here