Intervista a John Driskell Hopkins Zac Brown Band, il chitarrista presenta il suo disco solista “Lonesome High”

Oggi andiamo a scoprire delle sonorità leggermente diverse. Abbracciamo il country, l'americana e il bluegrass con la voce e la chitarra di John Driskell Hopkins.

© Jolie Loren Photography

Oggi andiamo a scoprire delle sonorità leggermente diverse. Abbracciamo il country, l’americana e il bluegrass con la voce e la chitarra di John Driskell Hopkins.
Storico membro della Zac Brown Band, ha raccontato a CronacaTorino il nuovo disco solista “Lonesome High” e il rapporto con Zac Brown. Una chiacchierata tra musica e una grande passione per l’Italia.
Ecco cosa ci ha raccontato:
Ciao John, come stai? Questo virus ha completamente cambiato le nostre vite. Come stai attraversando questo periodo?

Ci siamo aggrappati al meglio che potevamo. È stato difficile non suonare dal vivo, ma sono stato in grado di continuare a scrivere nel mio studio di casa e sono stato davvero felice di pubblicare il mio disco solista “Lonesome High”. Speriamo di poterci riunire tutti molto presto! Ho degli amici nel centro Italia che voglio andare a trovare molto presto.
Cosa sta succedendo ora sul pianeta John Driskell Hopkins?
Il pianeta JDH sta cercando di capire come fare il live streaming dal mio studio Brighter Shade. Abbiamo alcuni spettacoli molto eccitanti in arrivo, come quelli di Chloe Agnew. Li faremo in modo completamente virtuale e online. Produciamo professionalmente questi programmi con la qualità risultante di una trasmissione televisiva piuttosto che di un webcast per smartphone.
Cosa possono aspettarsi i fan da “Lonesome High”?
Ho scritto questo disco per diversi anni ormai e sono molto entusiasta di averlo pubblicato. Penso che i fan ascolteranno la mia influenza sulle registrazioni della ZBB all’interno di queste canzoni e sperimenteranno anche la mia prospettiva di padre, marito e musicista moderno.
Adoro la canzone “I Hate To See Good Whisky Go To Waste”. Puoi dirci di più su quella canzone?
Grazie! È una delle mie preferite. L’ho scritta con Jerry Salley ed entrambi eravamo d’accordo che non volevamo che diventasse qualcosa di troppo dark. Sono un amante del buon whisky. La storia è iniziata sull’angoscia e sull’uso del whisky per intorpidire il dolore. Può essere un equilibrio complicato, ma penso che abbiamo affrontato l’argomento con garbo. È bella, ma è comunque una canzone un po’ triste.
Le canzoni della Zac Brown Band hanno trovato diversi fan anche in Italia. Possiamo aspettarci un nuovo album?
Stiamo lavorando su un nuovo disco. Speriamo di poter venire presto in Europa.
Come è iniziata l’amicizia tra te e Zac? Come componete le canzoni?
Ho incontrato Zac a una serata a microfono aperto negli anni ’90. Ho registrato e co-prodotto il suo album “Homegrown” nei primi anni 2000. Mi sono unito alla sua band nel 2005. Tutti nella ZBB scrivono canzoni. Zac ha scritto con alcune persone incredibili per questo album in arrivo e siamo tutti entusiasti di contribuire.
Hai progetti futuri a cui stai già lavorando?
Sto lavorando a un album di Natale con Yacht Rock Revue. Sono una delicata tribute band degli anni ’70 e ’80 molto popolare negli Stati Uniti. La loro base è ad Atlanta, sono miei buoni amici e sono musicisti incredibili. Il tema del disco è la neve.
C’è un artista con cui vorresti lavorare?
Ho avuto l’onore di lavorare con così tanti dei miei eroi. Emily Saliers ha scritto insieme a me la prima traccia di “Lonesome High”, intitolata “Good Morning, Believers!”. Ho anche potuto collaborare con un fratello come Coy Boyles e presentarlo nella title track “Lonesome High”.
Siamo italiani. Hai ricordi speciali legati al nostro Paese?
Certo, Si! Ho tanti amici a Reggio Emilia e più ad Ostiglia. Ho studiato italiano alla Florida State University e non vedo l’ora di tornare! Ho anche citato le Cinque Terre nella mia canzone “Be My Girl” dal mio album del 2012 “Daylight” con i maestri del bluegrass: i “Balsam Range”. Dateci un occhiata.
Ultima domanda: hai un messaggio per i tuoi fan italiani?
Grazie a tutti! Ci vediamo presto! (Alessandro Gazzera)
Foto: Jolie Loren Photography

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