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Utim chiede la costruzione di una comunità alloggio per disabili intellettivi a Nichelino

L’Utim, Unione per la Tutela delle persone con disabilità intellettiva, chiede la creazione di una nuova comunità alloggio nel territorio del distretto Asl di Nichelino. “Il consorzio assistenziale Cisa12, per conto dell’AslTo5 (che paga il 70% della retta di ricovero), ha attualmente decine di inserimenti residenziali di persone con disabilità, effettuati via via negli anni fuori dal nostro territorio – spiega l’associazione -, una criticità dovuta purtroppo anche ad una mancata risposta locale. Come risulta, difatti, dalla Determinazione n. 188 del 17 settembre 2020 del Cisa12, sull’impegno di spesa per i Servizi residenziali esterni per persone con disabilità per l’anno 2020, vi sarebbero più di 60 (sessanta!) persone inserite in varie e lontane strutture al di fuori del nostro territorio. Rileviamo, tra le tante, le località di Casalgrasso Piemonte (Cn), Caravino (To), Mappano (To), Nizza Monferrato (At), Lessona (Bi), Ivrea (To), Acqui Terme (Al), Casalnoceto (Al), ecc. Ci viene da pensare “lontani dagli occhi lontani dal cuore!” Una famiglia che si è fatta carico per una vita – volontariamente (in quanto non obbligata dal punto di vista giuridico) – del peso di un proprio caro con disabilità intellettiva e limitata o nulla autonomia, nel momento in cui o non ce la fa più da sola neppure con il sostegno di interventi domiciliari, o per morte di uno o tutti e due i genitori, ha a nostro avviso il diritto di poter contare sull’inserimento in una piccola comunità nel territorio”. Secondo Utim, nel nostro territorio c’è una lista di attesa potenziale “certificata” di almeno 10 persone per la residenzialità nelle diverse fasce: alta, media, bassa: “Numeri peraltro in aumento rispetto alle scorse rilevazioni. E la risposta non deve essere l’istituto o strutture similari, ma la comunità alloggio di tipo familiare, inserita nel normale contesto urbano del territorio in cui la persona ha vissuto. Ecco quindi la nostra richiesta di realizzazione di almeno una nuova comunità alloggio, con al massimo 8 posti letto (più due per le emergenze e i ricoveri di sollievo), per i soggetti con disabilità intellettiva e/o autismo in situazione di gravità”.

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