Protocolli anticovid scuola, la protesta di USB Scuola

Ieri il Ministero dell'Istruzione ha emesso una nota che riportava i protocolli anticovid a prima dell'estate

protocolli-anticovid-scuola-protesta-usb-scuolaIeri il Ministero dell’Istruzione ha emesso una nota che riportava i protocolli anticovid a prima dell’estate: con un solo caso di contagio, tutti in DAD. Nell’arco di meno di 12 ore, Draghi ha smentito il dicastero dell’Istruzione, dicendo che non si può e non si deve fare.

Come il governo intenda affrontare l’aumento di casi nelle scuole, soprattutto nei gradi più bassi (infanzia e primaria), dove i bambini non indossano le mascherine, non è dato saperlo.
Denunciamo questo atteggiamento equivoco che continua a creare enorme confusione tra lavoratori, studenti e famiglie e che mostra con chiarezza quanto poco sia stato fatto per mettere in sicurezza studenti e lavoratori della scuola.

Il Green Pass, che tutto è tranne una misura di salute pubblica, non ha risolto nulla e nemmeno lo risolverà un obbligo vaccinale imposto a una delle categorie più vaccinate d’Italia (siamo vicini al 90%).
Il vero problema sono le aule scolastiche, spazi angusti dove la quantità d’aria a disposizione di studenti e docenti è poca e il virus può circolare liberamente, le ‘bolle’ (gruppi piccoli e fissi di bambini) dei nidi e delle scuole nell’infanzia non possono funzionare perché il personale non basta, usiamo ancora tutti mascherine chirurgiche, quando dovremmo avere le FFP2, i protocolli in ogni scuola sono diversi e spesso mal organizzati, gli organici non sono stati potenziati.

La pioggia di soldi riversati sulle scuole sono andati soprattutto alla digitalizzazione invece che alla sicurezza e quelli promessi con il PNRR vanno nella stessa direzione: si pensi che ci sono fondi solo per 48mila aule in più, una goccia nel mare della scuola italiana.

Intanto il ministro Bianchi ha preannunciato riforme pericolosissime: da quella degli organi collegiali, a quella sulla formazione dei docenti, per arrivare allo smantellamento della classe come la conosciamo. L’idea è sempre e soltanto quella di una scuola asservita al mercato.

USB scuola ha denunciato e continua a denunciare questa gestione ignobile della vita dei lavoratori e degli studenti, di quella che dovrebbe essere un’istituzione fondamentale: la scuola pubblica statale.
Per questo abbiamo scioperato l’11 ottobre e per questo saremo ancora in piazza 4 dicembre, per il no Draghi day, contro i governo che protegge i ricchi, attacca classi popolari e non garantisce le istituzioni democratiche di questo paese.

Per tutelare la scuola come luogo di costruzione di una vera democrazia, di crescita e di sviluppo dell’individuo, chiediamo a tutti coloro che condividono la nostra opposizione alle manovre appena descritte di compilare questo form per candidarsi alle elezioni RSU con USB Scuola.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here