Nuovo magazzino Amazon Orbassano, la protesta degli ambientalisti di Pro Natura

La lettera è stata inviata all'Assessore Urbanistica Regione Piemonte, all'Assessore Commercio Regione Piemonte, al sindaco di Orbassano, alla Città metropolitana di Torino e alle associazioni di categoria

«A quanto ci risulta si sta procedendo attraverso Conferenze di Servizi a cui partecipano i vari Enti titolati ad esprimersi, all’approvazione della proposta per la collocazione nel territorio del Comune di Orbassano di un nuovo magazzino e centro di distribuzione di Amazon. Un’area agricola pari a 135.000 metri quadri in cui dovrebbero collocarsi un capannone di 35000 metri quadri, con aree a parcheggio e spazi per la movimentazione delle merci, ai confini con i comuni di Rivalta e Nichelino, tra l’autostrada Torino-Pinerolo e la SP 143. Si parla di un investimento di 50 milioni di euro, con la creazione di 4-500 posti di lavoro totali, con un procedimento che comporterà comunque una Variante Urbanistica semplificata (Art. 17 bis della Legge Urbanistica Regionale), in un’area agricola di pregio, senza che siano state esaminate localizzazioni alternative, col riutilizzo di aree industriali dismesse già urbanizzate».
Così gli ambientalisti di Pro Natura sul progetto: «Riteniamo che la proposta in oggetto sia in palese contrasto con gli indirizzi e le norme del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale ora in capo alla Città Metropolitana, che tutela prioritariamente le aree libere da edificazione e in particolare le aree agricole nel territorio metropolitana – dice il presidente Mario Cavargna – ci appelliamo pertanto alle Associazioni Agricole affinché i principi e le norme orientate al contenimento del consumo di suolo vengano fatte valere in modo serio e vincolante, e non limitarsi ad enunciazioni di principio che la pratica smentisce in troppe occasioni».
«Inoltre la mitica creazione di nuovi posti di lavoro in un grande centro di smistamento e spedizione delle merci dovrebbe anche mettere nella sua contabilità la probabile sparizione di un numero ben maggiore di esercizi di vicinato in un’area sicuramente molto più vasta, con effetti negativi per tante famiglie e per gli stessi consumatori, e la “distruzione” di un numero ben maggiore di posti di lavoro. Chiediamo pertanto di ripensare tale scelta ancora in itinere, considerando anche l’esistenza sul nostro territorio regionale del grande centro di Amazon a Torrazza Piemonte e di numerosi altri magazzini di Amazon nella nostra area metropolitana, esaminando alternative su aree già compromesse (come SITO e lo Scalo di Orbassano), più atte ad ospitare tale insediamento. Chiediamo altresì che sia garantita la massima pubblicità del procedimento autorizzativo attualmente in corso e alle indispensabili varianti urbanistiche, che dovrebbero avere un carattere strutturale, garantendo la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti e delle associazioni di tutela ambientale».
La lettera è stata inviata all’Assessore Urbanistica Regione Piemonte, all’Assessore Commercio Regione Piemonte, al sindaco di Orbassano, alla Città metropolitana di Torino e alle associazioni di categoria.

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