Ivrea presenta il suo progetto di candidatura per il titolo di Capitale italiana del libro 2022

Presentato ieri a Ivrea il dossier di candidatura per il titolo di Capitale italiana del libro 2022, alla quale la città eporediese, prima Capitale d’Italia sotto il Re Arduino e luogo di grandi innovazioni sociali e culturali nell’epoca di Camillo e Adriano Olivetti, si candida

Presentato ieri a Ivrea il dossier di candidatura per il titolo di Capitale italiana del libro 2022, alla quale la città eporediese, prima Capitale d’Italia sotto il Re Arduino e luogo di grandi innovazioni sociali e culturali nell’epoca di Camillo e Adriano Olivetti, si candida.
Il dossier è il risultato di un lavoro collettivo che ha coinvolto oltre cinquanta persone aderenti alle comunità del libro: lettori, editori, insegnanti, autori, bibliotecari, librai e referenti del mondo digitale che, in tempi record, si sono confrontati e hanno realizzato il documento che sarà formalmente consegnato al Ministero della Cultura entro domenica 11 luglio.
Il progetto è dunque frutto di un percorso plurale a più voci: tutti gli interessati hanno potuto prendere parte ed esprimere il loro pensiero in occasione del town meeting realizzato a maggio, o negli incontri digitali che si sono tenuti successivamente. Le idee sono state presentate, discusse e oggi sono oggetto del dossier di Ivrea candidata a Capitale italiana del libro 2022.
Per la costruzione del progetto si sono scelte dunque le strade della partecipazione e dell’inclusione, due aspetti che esprimono il senso più profondo del tema scelto, quello della “Comunità”, intesa nell’accezione olivettiana, cioè affiancando allo sviluppo economico la crescita culturale, sociale, urbanistica del territorio, ponendo al centro di tutto la persona, snodo centrale del progetto di imprenditoria civile di Adriano Olivetti.
L’oggetto-simbolo della candidatura è la macchina per scrivere Lettera 22, quasi a voler creare un legame tra il passato della città eporediese e il suo futuro. Il design caratteristico di questo iconico oggetto disegnato nel 1950 dall’architetto e designer Marcello Nizzoli, ha ispirato il logo, disegnato da Luca Begheldo.
Il dossier prende il via dal capitale territoriale presente, che costituisce la base su cui si è sviluppata l’idea della candidatura, prima tra tutte la Biblioteca Civica C. Nigra che dal 1978 è Centro Rete del Sistema Bibliotecario di Ivrea e Canavese: sono 71 le biblioteche del territorio per un bacino complessivo di oltre 240.000 abitanti che vi fanno riferimento. Intorno a questo patrimonio culturale si sta lavorando per realizzare un nuovo Hub Culturale nel quale potranno essere ripensate ed implementate le funzioni, il ruolo culturale e gli spazi della biblioteca stessa. Nel frattempo, la Biblioteca sta lavorando a due importanti progetti legati alla qualifica di Città che Legge, concessa nel 2017 dal Cepell (Centro per il libro e la lettura, istituto autonomo del MiC) e alla sottoscrizione del Patto Locale per la Lettura del gennaio 2021, finalizzata alla costituzione di una rete territoriale di promozione della lettura che conta ad oggi 77 sottoscrittori tra Comuni e biblioteche del territorio, librerie, case editrici, istituti scolastici, associazioni culturali e sociali, con un coinvolgimento complessivo ad oggi di 129.376 abitanti. Ivrea si riconosce anche ne La grande invasione – Festival della lettura che, giunto alla nona edizione, ha conquistato un posto di rilievo tra i più importanti festival culturali nazionali. Contribuiscono alla ricchezza culturale legata ai libri e alla lettura: l’Associazione Archivio Storico Olivetti, con la sua Biblioteca specializzata nella storia della Società Olivetti che comprende monografie, letteratura grigia e periodici provenienti dalle biblioteche di fabbrica Olivetti, conferite all’ente grazie alla convenzione di deposito stipulata nel 1998; le Edizioni di Comunità, fondate da Adriano Olivetti nel 1946 e che promuovono un dialogo autentico tra la modernità del pensiero olivettiano e l’attualità; la presenza sul territorio dei Codici Miniati della Biblioteca Diocesana.
Il dossier si sviluppa secondo tre linee, che fanno da fil rouge agli eventi e ai progetti proposti rappresentando altrettante direzioni (e talvolta contrasti) presenti nel mondo editoriale: sillabico/iconico, che mette in evidenza il rapporto tra immagine e parola; fisico/digitale, che riguarda la forma più materiale del libro ma anche il modo di fruire la lettura; qualità/quantità, che riguarda molti aspetti, dalla produzione alla lettura.
Il programma del 2022 sarà strutturato in trimestri di attività e si concluderà a dicembre con la realizzazione del Manifesto per il futuro del libro. Gli appuntamenti che già animano la Città, a partire dal Carnevale, saranno parte integrante di questa nuova strada, coniugando in maniera virtuosa passato e futuro, patrimonio materiale e immateriale.
Tantissimi i sostegni alla candidatura di Ivrea a Capitale italiana del libro 2022: più di 60 sono le lettere arrivate da istituzioni e rappresentanti del mondo culturale nazionale, regionale e locale, dai Comuni del territorio e da quelli aderenti al Sistema Bibliotecario di Ivrea e Canavese, da librai, editori, fondazioni, istituzioni scolastiche, associazioni culturali e dalla Casa Circondariale di Ivrea. A questi si aggiungono i 79 sottoscrittori del Patto Locale per la Lettura, volto alla costituzione di una rete territoriale di promozione della lettura per un coinvolgimento complessivo ad oggi di oltre 130.000 abitanti. L’elenco dei sostenitori è sempre aggiornato sul sito della candidatura https://ivreacapitaledellibro.it/.
Come sottolinea il Sindaco di Ivrea Stefano Sertoli “L’Amministrazione di Ivrea è orgogliosa di aver visto tanta partecipazione e tante espressioni di sostegno alla nostra candidatura. Siamo abituati a metterci in gioco grazie al patrimonio culturale, sociale, imprenditoriale, architettonico della nostra città. Sapevamo che essere riconosciuti Patrimonio Mondiale UNESCO come “Città industriale del XX secolo” avrebbe generato molte importanti opportunità e avrebbe portato anche chi guida la città, i cittadini e gli stakeholder territoriali a impegnarsi. Speriamo di essere selezionati. Questo percorso è comunque una base importantissima e sarà un volano di collaborazione e crescita”.
L’Assessore alla Cultura di Ivrea Costanza Casali dichiara: “L’Amministrazione ha lavorato con dedizione a questo progetto poiché ritiene che possa rappresentare una grossa opportunità di crescita della realtà eporediese e di tutto il Canavese, portandola alla ribalta anche a livello nazionale. In caso di vittoria, il nostro territorio potrà essere luogo di sperimentazione per la valorizzazione della lettura, ponendosi l’ambizioso obiettivo di diventare un modello per tutta l’Italia. Il dossier che verrà presentato è un dossier a più voci, che non è il frutto dell’idea di un progettista culturale che ha calato dall’alto il proprio pensiero, ma è un progetto inclusivo e partecipato, costruito con la comunità. Anche tutti gli eventi della città – Carnevale, La Grande Invasione, Open Paphyrus Jazz Festival e altri – faranno parte di questa nuova strada della città stessa, coniugando in maniera virtuosa passato e futuro, patrimonio materiale e immateriale. Sono stati tantissimi gli aderenti e i sostenitori, e questo a riprova che si è saputo fare rete e comunità, che è il fil rouge di questa candidatura. In ogni caso, anche qualora non si vincesse, si intende portare avanti un programma di attività, non disperdendo il lavoro e le energie profuse in questo progetto”.
Dopo la consegna del dossier, proseguiranno le attività digitali sui canali social di Ivrea Capitale italiana del libro 2022, in attesa del verdetto finale previsto entro il 30 novembre di quest’anno. La città vincitrice, a cui spetterà il contributo di 500.000 Euro dal Ministero della Cultura, raccoglierà il testimone da Vibo Valentina capitale 2021 che è seguita a Chiari (BS) prima Capitale del libro nel 2020.
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Ufficio stampa Ivrea 2022

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