Incontro tra Regione e Sogin per il deposito nucleare Carmagnola

Si è svolto ieri mattina a Palazzo Lascaris un incontro tra il presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia e l’amministratore delegato di Sogin (la società statale per lo smantellamento delle centrali e la gestione dei rifiuti nucleari in Italia) Emanuele Fontani, sull’individuazione di siti idonei a ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, anche derivanti da apparecchiature sanitarie.

Si è svolto ieri mattina a Palazzo Lascaris un incontro tra il presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia e l’amministratore delegato di Sogin (la società statale per lo smantellamento delle centrali e la gestione dei rifiuti nucleari in Italia) Emanuele Fontani, sull’individuazione di siti idonei a ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, anche derivanti da apparecchiature sanitarie.
Il governo, insieme a Sogin, ha individuato diversi Comuni in Piemonte (in provincia di Torino e di Alessandria) che sarebbero idonei dal punto di vista della sicurezza per ospitare questo tipo di deposito. I territori interessati però hanno immediatamente espresso la loro contrarietà a questo tipo di insediamento. Da qui la richiesta della presidenza del Consiglio regionale a Sogin per l’avvio di un confronto che tenga conto delle preoccupazioni dei territori interessati.
“È necessario avviare un dialogo e un confronto aperto con i territori interessati e con Sogin per arrivare a risolvere un problema per il quale l’Italia ha una procedura di infrazione aperta da dieci anni con l’Unione Europea – ha detto il presidente Allasia al termine dell’incontro – Sogin ha individuato i siti idonei in base alle caratteristiche di sicurezza ed al basso livello di sismicità dei luoghi, tutti i territori interessati hanno però espresso un reciso rifiuto. D’altra parte invece il Comune di Trino Vercellese, già sede della centrale nucleare ormai dismessa, si è detto disponibile ad ospitare il deposito delle scorie. Sogin ha però declinato l’offerta per inadeguatezza del sito stesso che, insieme a Saluggia, deve in ogni caso essere messo in sicurezza”.
Durante l’incontro si è parlato anche di compensazioni che andrebbero ai Comuni che ospitano il deposito di scorie radioattive: “Le ricadute economiche, anche in termini di occupazione, sono certamente importanti – ha chiarito Allasia- ma adesso il primo interesse è verso la sicurezza dei cittadini e dei territori. Altre Regioni si sono fatte avanti per ospitare il deposito nazionale delle scorie nucleari, dobbiamo capire bene con quali criteri Sogin ha scelto alcuni territori del Piemonte”.
Per meglio ascoltare le ragioni dei molti soggetti interessati all’individuazione di un deposito nazionale dei rifiuti radioattivi in Piemonte si svolgerà martedì 26 gennaio una seduta aperta del Consiglio regionale.

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