Gioco d’azzardo in Piemonte, nell’ultimo anno calo del 15%

Migliora il problema ludopatia in Piemonte. I numeri sono stati presentati oggi dagli uffici dell’Assessorato regionale e da IRES, durante i lavori della commissione.

Migliora il problema ludopatia in Piemonte. I numeri sono stati presentati oggi dagli uffici dell’Assessorato regionale e da IRES, durante i lavori della commissione. I volumi del gioco fisico sono in costante diminuzione dall’entrata in vigore della norma regionale che prevede il limite di distanza minimo tra le slot e le zone delle città considerate “sensibili” (Scuole, chiese, sportelli bancomat, per fare qualche esempio). La differenza tra andamento nazionale e regionale  registra un -15% a favore del Piemonte solo nell’ultimo anno. Anche le perdite sono diminuite di molto. A livello nazionale sono scese di 0,9%, mentre a livello regionale del 16,5%. Non si evidenzia nemmeno un effetto sostituzione del gioco on line perché, seppur in salita, anche in questo caso, tra il 2016 e il 2019 la curva piemontese cresce meno di quella nazionale (+72% nazionale contro +70% regionale).
L’assunto su cui si basa la legge è dimostrato: riducendo l’offerta di gioco si riduce la domanda. Ora in Piemonte, grazie alla legge regionale, c’è un locale con slot-machine ogni 3000 abitanti contro una media nazionale di 1 ogni 980. Dalla relazione emerge anche come nei Comuni dove sono state applicate ordinanze più restrittive i volumi di gioco si sono ridotti in proporzione più rilevante rispetto ai Comuni che hanno adottato misure più permissive, nel caso delle slot i primi hanno registrato un calo di 135 euro pro capite, i secondi di 34 euro.

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