Addio a Giampiero Boniperti, la Juventus e Torino piangono uno dei suoi simboli sportivi

Giampiero Boniperti è morto nella notte all'età di 92 anni

Torino piange uno dei suoi miti sportivi. All’età di 92 anni è morto, nella notte, Giampiero Boniperti.
Bandiera della Juventus da giocatore e artefice di un’era vincente come Direttore Sportivo, è stato un simbolo di tutti per la sua gentilezza e il suo modo sempre sabaudo di vivere e trattare il calcio. Dal 2006 ricopriva la carica di Presidente Onorario e non aveva mai mancato di far sentire il suo apporto alla SUA squadra.
Alcune delle sue frasi più celebri:

“La Juve, il sogno della mia vita. La sognavo davvero. Perché io, che portavo all’occhiello il distintivo bianconero, avevo in quegli anni un solo desiderio: giocare una partita di serie A con la maglia bianconera.
Me ne sarebbe bastata una, ero sicuro, per essere felice per sempre. È andata meglio: in campionato ne ho giocate 444.
Ho fatto la mia parte senza sacrifici.
Perché ho dato quello che avevo dentro. Sono un uomo felice.”

“Il mio fuoriclasse era Scirea. Parlava poco, eppure aveva carisma. Era un piacere stare con lui e in qualsiasi occasione, non soltanto sul campo, ti faceva fare bella figura. Il giorno in cui ho preso Scirea, per la prima e unica volta, Achille Bortolotti mi ha detto: «Gaetano te lo porto io a Torino. Perché questo ragazzo è diverso da tutti gli altri». Quando Gai ha smesso di giocare io volevo che diventasse un punto fermo della Juventus. Prima come osservatore, poi come allenatore, ma lo vedevo benissimo anche come uomo di pubbliche relazioni. Aveva qualità fuori dal comune e la sua splendida carriera ne era la conferma. Li riconosci subito i giocatori che hanno qualcosa in più: li vedi da come si muovono in campo e da come leggono il gioco un secondo prima degli altri; se poi sono dotati di spessore umano e pulizia morale hai davanti agli occhi un fuoriclasse anche nella vita. E Scirea lo era. Io gli volevo bene.”

“Anche stavolta mi sistemerò davanti alla televisione e anche stavolta maledirò il destino che mi obbliga a soffrire per il derby. È sempre stato così, in vita mia, anche se ancora oggi sono il giocatore che ha segnato più reti in questa sfida: 14. E allora dovrei essere un ottimista a priori. Ma il derby mi consuma. Amo troppo la Juve e ho così rispetto del Toro che non può essere altrimenti. Anche adesso che la differenza di valori è cresciuta, rispetto a quando guidavo il club, quando i granata cercavano di competere con noi anche per lo scudetto. Ma il derby fa storia a sé.”

“Vincere non è importante: è la sola cosa che conti.”

I funerali si svolgeranno nei prossimi giorni, in forma privata come chiesto dalla famiglia. Il modo gentile e discreto di salutare, in linea con quello che è stata la sua vita straordinaria.
Citazioni: wikiquote.org

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